Breve presentazione
Dopo aver visto parecchi paesi del mondo come guida turistica, fu solo
quando incontrai l’Egitto che nacque qualcosa di così profondo
che dopo 10 anni alimenta ancora la mia quotidianità: l’amore
per la danza del ventre.
Il lamento penetrante dei flauti e il ritmo dei tamburi, che sentivo
ovunque: nei caffè, nelle strade, nei bazar mi ipnotizzarono. E
quando vidi per la prima volta un’esibizione di Raqs Sharqui (in
arabo danza del ventre) percepii che nella musica orientale è presente
l’intera gamma delle emozioni e dei sentimenti umani: la delicatezza,
il sogno, la malinconia, la gioia, l’allegria, l’istintività,
la forza, l’aggressività.La danza mi attirò nel suo
incantesimo: ero come invasata e volevo saperne sempre di più.
Tornata
in Italia mi diedi subito da fare a cercare un corso ( cosa che allora
non era facile, neppure a Roma) e il destino volle che, proprio in una
palestra vicino casa mia insegnasse il grande maestro Esmat purtroppo scomparso.
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