04
Giugno 2006
Monia
Ciao a tutte!
Vorrei raccontare a tutte voi la mia esperienza con questa bravissima insegnante.
Ho partecipato al suo stage del 18 febbraio,e devo dire di essere stata
piacevolmente copita, sia dalla sua grazia, sia dal suo metodo di insegnamento.
Eravamo tantissime quel giorno, e dopo qualche minuto di attesa in sala,
finalmente arriva lei,
la maestra Sabah Benziadi, ci accoglie subito con un caloroso sorriso di
complicità.
Non è la prima volta che partecipo ad un suo Stage, nè ad
una sua lezione, eppure come in ogni occasione, anche quest'ultimo è stato
diverso dagli altri, ricco di spunti preziosissimi per la formazione di
noi aspiranti danzatrici, ma anche di divertimento per chi si avvicinava
a questa danza per la prima volta.
E come se fosse stata davvero la prima volta, Sabah prima di aprire Le
danze, ci ha introdotte a ciò che veramente la danza orientale rappresenta,
conosciuta ai più come danza del ventre , ma che in realtà sarebbe
più corretto chiamare danze orientali, trattandosi in realtà non
di uno soltanto, ma di tante tipologie di danze, ballate nei diversi paesi
nordafricani e mediorientali. Ci ha spiegato anche qual’è Il
modo più corretto per avvicinarsi all’apprendimento e alla
comprensione di queste danze: rispettandole nella loro natura e distinguendo
da esse tutti quei movimenti che nel corso degli anni sono entrati a far
parte delle danze orientali, ma che in realtà appartengono alla
tradizione occidentale.
Dopo questa breve introduzione, e con il cominciare della musica, ogni
perplessità sorta da quella breve introduzione svanì: nessuna
coreografia studiata precedentemente e pronta “pronta per l’uso”,
nessun suggerimento ad ostentare un sorriso forzato, ma semplicemente la
spiegazione dei passi caratteristici delle diverse danze, e l'invito a
seguire con I piedi, con il corpo, e più in generale con la nostra
espressività Il tempo delle musiche da lei proposte.
Ad aiutarci c'era un giovane ed esperto percussionista marocchino, che
di tanto in tanto non disdegnava a lasciarsi trasportare dalle musiche
e a scatenarsi in ritmati ed eccitanti virtuosismi con IL suo darbuka!
Importante è stata anche la presenza di Khadra, la danzatrice algerina
che si occupava di insegnarci I passi dello stile più contemporaneo,
ma anche le varie figure che si possono ottenere con il velo, rendendo
questo semplice elemento il protagonista di una danza raffinata, e non
il compagno di una danzatrice poco esperta. Khadra ci ha fatto vedere anche
I passi di danze tipiche dell'algeria come la danza Hawzi, (riconosciuta
tra le danze orientali più raffinate ), lo Shawi, e il Kaleeji.
Ad intervallo tra la prima e la seconda parte dello stage(con nostro grande
stupore!) è arrivato lo staf di RAI 3, a riprendere alcuni momenti
della danza, e ad intervistare sia la maestra Sabah, sia qualcuna di noi
allieve, per raccontare cosa la danza orientale rappresenta per noi.
Nella seconda parte dello stage,
Abbiamo appreso e danzato anche I diversi stili delle danze orientali spaziando,
insieme alle musiche, da stile in stile, e da una zona geografica all’altra
(Sabah non ha tralasciato nulla in queste intensissime cinque ore!): passavamo
quindi alternativamente dallo stile classico, a quello più moderno,
dal popolarissimo Kaleeji alle percussioni, dalle raffinatezze del velo,
ai vorticosi giri che ricordavano tanto Le spirituali danze Sufi, alla
suggestiva danza con le ali, battezzata da Sabah come “danza della
pace” per finire con I terreni movimenti tribali delle danze berbere
della Kabilia, dove intense vibrazioni del del bacino accompagnavano Le
movenze civettuole del fazzoletto che ciascuna di noi teneva tra Le mani,delle
danze tuareg, e della divertente danza del bastone.
La presenza di una ragazza Tunisina, ci ha permesso di apprendere una parte
del folklore Della sua terra, introducendo lei stessa un tipo particolare
di danza, la danza Della brocca, eseguita nei matrimoni e durante Le feste
più importanti dalle componenti Della famiglia.
Durante la parte conclusiva, Sabah, ci ha insegnato una cosa importantissima:
saper danzare autonomamente, senza nessuna coreografia, riuscendo a mettere
a disposizione Della nostra creatività e dei tempi musicali tutti
I movimenti conosciuti, facendo soprattutto attenzione alla mimica e all’espressività del
volto. Quello è stato tra I momenti più belli di tutto lo
stage: ognuna di noi ha potuto esprimere liberamente se stessa, provando
l'ebrezza di lasciarsi andare dalla musica.
Alla fine dello stage la maestra Sabah, ha voluto offrire a tutte noi un
piccolo rinfresco tenuto in una delle sale Della palestra, organizzato
dalla sua amica Manel.
Quando siamo entrate abbiamo visto lì pronti per noi tanti cuscini
coloratissimi,adagiati su un tappeto, e al centro di esso un tavolino sul
quale era disposto un grande vassoio d’ Argento contenete un delizioso
cous -cous dolce con datteri e mandorle, il Mesfoufe, e ovviamente delle
caraffe con tanto tè Verde!
E' stata davvero una bella giornata sotto molti aspetti: umanamente coinvolgente,
perchè Sabah sapeva come mettere a suo agio ciascuna di noi, con
un sorriso,con una battuta, O con un incoraggiamento, e dal punto di vista
didattico stimolante e originale, adatto a tutti, sia a chi vuole davvero
imparare queste danze, ma anche a chi è lì semplicemente
per trascorrere una giornata diversa dalle altre.
E' stato bello conoscere anche le altre allieve di Sabah: infatti tra le
partecipanti erano presenti, oltre che le ragazze di Palermo, anche quelle
provenienti da Roma, Bari, Torino,Milano, Messina, e altre ancora di origini
libanese, tunisine, marocchine e algerine! Ringrazio Sabah, per averci
regalato queste emozioni, emozioni che solo una persona di cuore e un'artista
di talento riescono a suscitare!
Un grande abbraccio!
Monia. |