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Immaginari e dintorni della Danza Orientale
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Danze Orientali:
dalla Tradizione alla Modernità

a cura di Sarah Shahine

Nel corso degli ultimi 150 anni la Danza del Ventre ha subito una trasformazione che, rispetto al significato mistico che aveva nell'antichità, in qualche caso purtroppo non le rende onore.

Questo equivoco è in parte relativo al fatto che spesso le donne che danzano hanno suscitato reazioni ambigue da parte della società. Si può ipotizzare che il motivo sia che storicamente la danza fosse una pratica delle schiave, appresa per allietare i commensali di un banchetto o per animare una festa. Le danzatrici erano donne povere che si esibivano per denaro, non avevano quindi avuto la possibilità di ricevere un'istruzione, e non potendo ambire ad un matrimonio risolutivo, per loro la danza rappresentava l'unico mezzo di sostentamento.

Si può quindi dedurre che l'atteggiamento, che a volte ancora si riscontra, di scarsa approvazione nei confronti di chi si dedica a quest'arte sia dovuto, non tanto ad una visione erotica della danzatrice quanto nella presunta appartenenza ad una classe sociale non abbiente e per questo discriminata; l'accostameto danzatrice/prostituta è un concetto più europeo, introdotto con i primi contatti diretti con la cultura occidentale che avvennero grazie allo sbarco di Napoleone con le sue truppe in Egitto.

Succede spesso che nel tentativo di sottrarsi ad ogni equivoco, alcune danzatrici occidentali si impegnino ad attenuare l'aspetto sensuale della danza con l'intento di essere considerate seriamente; occorre ricordarsi però che è l'idea che la danzatrice ha di se stessa come donna che le permette di creare una danza che risulti una manifestazione artistica e di consapevole orgoglio per la propria femminilità, piuttosto che uno stimolo erotico.

E' altresì necessario comprendere che per acquisire un buon livello di interpretazione occorre un'abilità non comune, che si ottiene con costante studio e applicazione.

Oggi che i riti in onore delle Dee non si praticano più, né si danza dietro le porte sbarrate di un harem, ciò che conta è la profonda esperienza che ogni donna può fare di sé stessa nel rapporto con il proprio corpo e la propria femminilità, si tratta di un'arte basata sulla sinuosità ed eleganza della forma che tende a stimolare un atteggiamento di pace e calma interiore.

Inoltre una danzatrice del ventre concentra la propria energia nell'addome e mantiene un costante contatto con il suolo, ristabilendo la corretta collocazione del centro di gravità, che a causa dei moderni stili di vita è comunemente spostato in alto nella gabbia toracica. I lenti movimenti di rotazione della Danza del Ventre sono descritti nei testi di centinaia di anni fa che trattano del parto naturale; donne arabe, tahitiane e maori li utilizzavano istintivamente per distendere i muscoli della schiena e alleviare i dolori del travaglio, procurando inoltre uno stimolante massaggio interno al feto.

Così si completa il cerchio: la Danza del Ventre torna ad essere ciò che era all'origine e che oggi auspichiamo venga riconosciuto da tutti “Un inno alla vita e alla creazione”.

 

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Intervento estratto dalla relazione del Congresso Danze Orientali 20 21 22 Aprile 2007

 

 

 

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