La Danza Orientale, Belly Dance a livello internazionale, definita Danza del Ventre da quando venne scoperta dai coloni europei nel diciottesimo secolo nel Nord Africa e Medio Oriente, è una danza che risale a epoche ben più remote di quelle a cui oggi facciamo riferimento. Dare a essa, come luogo di provenienza, solo il mondo arabo è limitante e non corretto.
In effetti questa danza è stata custodita nel mondo arabo in luoghi femminili protetti, come gli harem, in cui le donne per volere del sovrano o capo famiglia vivevano tutte insieme, danzando tra loro, proprio come danzavano le donne arabe prima dell’arrivo della religione islamica, quando, così facendo si celebravano i misteri di Isthar.(1)
Questo tipo di danza, che concentra la sua energia nel bacino e nei fianchi, attraverso movimenti ondeggianti, ritmici, sussultori e vibrati, ha origini arcaiche.
In Occidente, l’avvento del Cristianesimo portò all’occultamento delle danze femminili (in modo particolare verso il quarto secolo d. C.), che diventarono segrete e patrimonio di donne chiamate streghe. Queste donne continuarono, presumibilmente, a praticare i riti, i culti e le danze dell’antica tradizione in onore della Grande Dea, cercando di camuffarsi e di sembrare donne del tutto normali per sfuggire alla persecuzione della Chiesa.
Anche in Oriente il monoteismo ha messo in pratica la repressione dei culti magici femminili. Le danze ad essi annesse non furono condannate in toto ma subirono una trasformazione simbolica, privandole del loro aspetto sacro e facendole diventare pure danze di seduzione e d’intrattenimento.
Comunque la danza femminile nel modo arabo riusciva a mantenersi integra nella sua essenza all’interno delle mura domestiche, e ad essere trasmessa da madre in figlia, acquistando nell’arco del tempo valore di fertilità, prosperità e apportatrice di fortuna.(2)
Con l’avvento, nel diciannovesimo secolo, della colonizzazione europea nel Nord Africa e Medio Oriente, la Danza chiamata già “Danza del Ventre” era eseguita nei night e nei cabaret, e le danzatrici e i locali erano protetti dalle truppe coloniali per non subire ritorsioni da parte degli integralisti dell’ Islam.
Le danze femminili si mantennero anche tra gli zingari grazie alla loro capacità di sfuggire alle religioni dominanti, in modo particolare per l’atteggiamento di sfida delle donne zingare nei confronti dei codici comportamentali. Per gli zingari la danza femminile divenne una forma d’intrattenimento itinerante nelle feste, nei matrimoni e nelle nascite dei bambini.
Quindi mentre in Occidente la danza femminile diventava segreta, occulta e demoniaca, nel Nord Africa ed in Medio Oriente si trasformava e consolidava nelle sue differenti forme, a scapito delle persecuzioni integraliste che tutt’ora procurano vittime.
Per riassumere potremmo dire che la danza femminile primigenea, all’origine sacra, è divenuta profana con l’avvento del patriarcato e delle religioni monoteiste.
Oggi potremmo avere un riscontro nelle sfere della psicanalisi e della psicologia tramite il recupero dell’archetipo femminile, nell’intimità e nel profondo dell’ Io di ogni donna.
Le Danze Orientali Contemporanee hanno recuperato la loro sacralità nell’identità antica della Grande Madre depositata nel “Ventre Materno” e, attraverso il mito e l’indagine degli archetipi, hanno raggiunto la loro identità nella coscienza e fierezza del corpo femminile.
L’antico ed il nuovo nelle Danze Orientali si congiungono nel cerchio magico della vitache dalla nascita procede verso la morte, per poi rinascere in continua trasformazione e metamorfosi.
Le Danze Orientali oggi sono un mezzo per ritrovare le dimensioni della naturalità, della spontaneità e dell’armonia in cui muoversi secondo ritmi antichi, in cui la coscienza dell’istintuale e della conoscenza noetica e trascendentale, diventano forme coreutico-artistiche per un nuovo linguaggio espressivo del corpo danzante.
(1) Irina Naceo “Delle
Antiche Danze Femminili”, Ed Terra di Mezzo, 2003, pag.145
(2) idem, pag147
Collegamenti
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Intervento estratto dalla relazione del Congresso Danze Orientali 20 21 22 Aprile 2007