La danza è stata la prima espressione artistica del genere umano perché comunica attraverso il linguaggio del corpo passioni e sentimenti. Sin dalla preistoria veniva utilizzata come parte integrante dei rituali di adorazione, nelle preghiere o come ringraziamento per una raccolta o caccia prosperosa, per festeggiare la fertilità femminile e come semplice strumento d’aggregazione nelle feste popolari.
Nel corso dei secoli,pur attraversando un processo evolutivo,quest’arte è sempre rimasta lo specchio della società, del pensiero e dei comportamenti umani.
Pur allontanandosi dai riti propiziatori originari, e trasmigrando la sua funzione da scopo socio-religioso a forma di puro intrattenimento ha mantenuto la capacità di trasmettere in modo diretto le sue origini e tradizioni e in modo graduale ma al contempo plateale i suoi modernismi; nutrendo nella danzatrice e/o danzatoreun linguaggio corporeo vasto, creativo e profondo. Prendono vita a figure autentiche tra le quali: le Devadasi (danzatrici dei templi e dei palazzi in İndia), le Ghawazze (danzatrici nomadi originari dell'Alto Egitto) e le Odalische (cameriere degli harem in Turchia).
Con l'avvento delle religioni monoteiste e patriarcali, la danza ha subito alcune rigorose limitazioni che, in tempi antichi, per arginare/controllare le “pulsioni irrefrenabili” e la passione che quest’arte suscita nell'uomo, ha costretto tribù gitane dell’india ad emigrare verso l’Afghanistan, la Persia, l’Egitto, la Turchia ed il bacino Mediterraneo in cerca di migliori tenori di vita e di terre più libere dove potersi esprimere senza la minaccia di morte.
Proprio da questi metissaggi (incontri) culturali ricevuti da ogni pease che li ospita, le tribù (di danzatori o danzatrici)danno origine a nuove formedi danza, di espressioni corporee e di melodie che col tempo si sono diffuse nel mondo. E’in Egitto però che la Danza Orientale trovà il terreno più fertile, ed è qui che sono nati gli stili:
- Baladi (Balad=contadino) danza contadina-popolare: composta da movimenti fluidi e contenuti con minimi spostamenti nello spazio.
- Raqs Sharqi o Danza Orientale: E’ l’evoluzione del Baladi. Lo Raqs Sharqi abbraccia tutti i movimenti che il Baladi propone portando la danza sulle mezze punte, arrichendo i movimenti del baladi basici, fondendoli insieme, creando nuove espressioni corporee,virtuossismi e consapevolezza del corpo. La danzatrice/danzatore si muove nello spazio con la grazia e la disciplina della danza classica/moderna e con la tradizione e il folclore del Baladi, trasformando il proprio corpo in uno strumento musicale. I loro passi e movimenti cantano e suggeriscono ogni melodia e ritmo musicale.
Lo Raqs Sharqi, (danza del ventre, danza orientale, bellydance) e le sue fusioninegli ultimi anni hanno avuto molto successo anche in occidente, perchè evocano epoche lontane quando c’era un contatto più profondo con spontaneità e libertà espressiva; al contempo si accompagna a ritmi e melodie che ci inducono ad esplorare movenze suadenti che esaltano la femminilità e migliorano il rapporto con il nostro corpo.I suoi eleganti movimenti ondulatori, la sua postura neutra e retroversa, le vibrazioni liberatorie e la respirazione fluida, esprimono pienamente la ricerca della consapevolezza interiore, implicando una profonda conoscenza fisica/motoria, psichicae spirituale.
La Danza Orientale puo' essere definita come una forma di meditazione in movimento, in quanto coinvolge tutte le parti del corpo, dalle dita dei piedi fino alle punte dei capelli. I colpi d’anca a tempo di percussioni,i movimenti circolari e ondulari del bacino e del ventre che accompagnano il liuto o la fisarmonica, le braccia che seguono le melodie del flauto,acquistando maggiore fluidità ed armonia NON dalla resistenza che essi possono creare, ma dalla capacità della danzatrice di giocare selettivamente con le varie parti del corpo, con profonda coscienza,sentendo i muscoli che accompagnano i movimenti; il tutto in assoluta sinergia ed armonia con la musica.
Nel momento in cui la danzatrice sente le melodie, deve farsi travolgere dai richiami istintivi che provengono dall'interno del suocorpo o meglio del suo ventre, aprendosi mentalmente alle stimolazioni sensoriali, abbracciando il suo corpo, consapevole dei movimenti e delle sue origini (storiche e motorie) e della sua femminilità. Nel percorso di apprendimento imparera' ad amare ed ascoltare se stessa ed il suo corpo attraverso due grandi correnti: la coscienza/conoscenza e la pratica.
Atraverso questo cammino, la conoscenza del proprio corpo diverrà fondamentale per esprimere la sua creatività, il suo carattere, la sua anima,incarnando le innumerevoli sfaccettature della femminilità in ogni passo o movimento de lei realizzato. La coscienza del nostro corpo implica nella danza, lo studio della postura, dei movimenti, ed i vari passaggi motori che il corpo attraversa per la realizzazione dei passi e/o movimenti.
La messa in “pratica”di una corretta postura e di coscienza/conoscenza dei passio movimenti, rinforzerà la nostra espressione creativa dovuta ad una solida consapevolezza del corpo, riscontrando miglioramenti della postura, del portamento, della respirazione e della circolazione; maggiore precisione e fluidità nello svolgimento dei passi, chiarezza e distinzione dei movimenti. Favorisce il tono muscolare nell’addome, nelle gambe, nei glutei e nelle braccia, migliora la coordinazione, concentrazione e la liberazione dello stress accumulato.
Oggi ci troviamo davantiad una crescita linguistica del corpo costante dovuta alle tante influenze e globalizzazionifra le culture.Lacivilizzazione egizia, storicamente duranteil loro impero,ha avuto influenze predominanti su tutte le culture del mondo e così anche tante altre culture dominanti (Greci, Arabi, Spagnoli etc…) arrivate successivamente.Oggi grazie alla forte personalità che la cultura egizia ha sostenuto nei secolipossiamo godere di alcune sue espressioni artistiche, anche se evolute nel tempo.
Questo tipo di evoluzione ci può portare ad un disorientamento delle essenze artistiche, ma ad una crescita dovuta ai cambiamenti avvenuti a pari passo con i tempi. Un esempio preciso è L’Età D’Oro egizia (dal 1930-1960 circa) quando lo Raqs Sharqi divenne protagonista e strumento di intrattenimento attraverso il grande schermo. Quindi doppia evoluzione, sia per la danza che dai campi dei contadini sale sul palcoscenico cinematografico aprendosi alle influenze occidentali ed alle emancipazioni creative del popolo; sia a livello sociale dove il popolo inizia ad integrare una nuova forma di intrattenimento: la sala cinematografica.
I tempi continuano ad evolversi ed a modernizzarsi. Allo stesso tempo l’uomo ha bisognodi afferrare le sue origini in modo da sentire l’appartenenza a qualcosa di conosciuto e di concreto.
La danza Orientale continua a viaggiare con gli stessi principi di evoluzione.Le sue origini storiche ci danno l’orientamentoconcreto per basare le nostra fondamenta. Solo con un corretto approfondimento delle tradizioni e delle origini potremo arricchire i nostri linguaggi artistici correttamente con elementi moderni e conseguentemente con nuove fusioni.
La danza e l’uomo continueranno a mutare. Riamane all’artista il compitodi preservarla, di aiutarla ad emanciparsi nella forma più pura e corretta possibile. E’ come imparare una nuova lingua. Il primo passo è imparare l’alfabeto,i verbi, gli aggettivi, etc… man mano che si ha più padronanza della lingua, si arricchiranno i dialoghi, le conversazioni fino a poter tenere dei discorsi. Ci saranno anche i vari “slang” e dialetti nella lingua ma con una scelta cosciente potremmo individuare come e quando utilizzarli.
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Intervento estratto dalla relazione del Congresso Danze Orientali 20 21 22 Aprile 2007