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I vostri commenti

Festival Stelle d'Oriente 7° ed. 2008

Introduzione della Redazione

A seguito della pubblicazione dei nostri redazionali sul Festival, alla cui lettura vi rimandiamo per meglio inquadrare ogni riferimento (trovate i collegamenti in fondo a questa pagina), la nostra Redazione ha ritenuto di utilizzare questo spazio per accogliere i contributi di coloro che hanno avuto qualcosa da dire sui vari argomenti affrontati in quelle pagine.

NB: Gli interventi sono pubblicati in ordine cronologico.

QUESTA PAGINA E' STATA CHIUSA DA LUCY (vedi Intervento: Perchè sono qui)

27 Marzo 2008 - Intervento

Simona

Gentile Redazione, ho appena finito di leggere il Suo commento sul Festival Stelle d'Oriente da poco conclusosi a Torino.
Premetto che studio danza da 6 anni presso il Centro Aziza, anche se non credo che il mio commento sia "di parte"... Devo dire che mentre leggevo i Suoi rilievi ad ogni punto di Chiara, ho sentito una gran sensazione di freddezza.... mi e' sembrato arido, sterile, ridurre tutta l'esperienza e le emozioni che si celano dietro un evento come questo a semplici considerazioni economiche, o comunque cosi' assolutamente razionali...
Credo invece che la parte "emozionale" sia quella giusta con cui vivere queste esperienze, perche' la danza e' emozione... beninteso, con questo non voglio svilire la parte prettamente "artistica" nel senso di "tecnica", ne' far finta di non capire che chi sostiene un esborso economico piu' o meno importante debba aspettarsi logicamente un prodotto di qualita'.
Ma e' forse il concetto di qualita' che e' stato travisato: la danza e' espressione corporea, non solo movimento, non si balla solo con il corpo, ma con l'anima; ragion per cui, secondo me, la danza e' qualita' quando trasmette qualcosa, qualcosa che entra dentro e non esce piu'... che non ha bisogno di cornici spettacolari, non ha bisogno di avere il posto numerato, non ha bisogno di avere il pulman navetta che mi porti al teatro degli stages, non ha bisogno del "programma alternativo" per gli accompagnatori.... Ogni anno per me e' un'emozione entrare nel teatro dove si tengono gli stages, e' un'emozione aspettare che si alzi il sipario, continua ad essere un'emozione anche entrare a Scuola ad ogni lezione.
Forse noi allieve del Centro Aziza siamo facilitate in questo, perche' e' proprio l'aria che vi si respira, e' un microcosmo di affetto tra allieve, tra allieve e insegnanti, e di amore per la danza; per me e' diventata una seconda famiglia, e' entrata nella mia vita in un momento particolare, mi son lasciata andare alle mie Maestre, ho aperto il cuore, e ora mi sento una persona diversa, e come me tante ragazze, tante donne, che ho incontrato in questi anni, ognuna con la propria storia, con cui avevo in comune solo il salire e scendere le scale della Scuola, e che, col passare del tempo, sono diventate un pezzo di me.
Ma poi, mi domando, proprio perche' la danza e' fatta sia di tecnica sia di emozione, come da Lei peraltro scritto in altro articolo presente sul sito, e vanno valutate entrambe le cose senza fermarsi alla prima: ma come si puo' commentare in quel modo cosi' ingeneroso un'artista del calibro di Nagwa Fouad???? Chi ha pagato per partecipare al suo seminario sapeva benissimo, e se non lo sapeva poteva realisticamente immaginarlo, che non avrebbe preso parte a uno "stage" come gli altri, gia' solo perche' Nagwa Fouad non e' "come gli altri", Nagwa e' la storia di questa danza, un mito vivente, un mostro sacro, chiamatela come volete.... ma merita sicuramente piu' rispetto di quello che Le ha riservato con le Sue poche righe.
Forse chi non prova tutto questo non puo' scrivere articoli diversi da quello che Lei ha scritto, valutando il tutto in modo asettico, oltre che ingeneroso nei confronti di chi ha lavorato 30 ore al giorno per organizzare un evento che mi pare non abbia eguali, di sicuro in Piemonte, se non addirittura in Italia, e senza per questo tralasciare il lavoro quotidiano di una Scuola di danza aperta tutti i giorni con lezioni che vanno avanti fin dopo le 22. E parliamo di un'artista che ha un curriculum che parla da solo, e non aggiungo altro.
Mi perdonera', infine, se ho messo in copia conoscenza anche il Centro Aziza: ci tenevo a far sapere, e come me tante e tante compagne, che noi siamo ORGOGLIOSE della nostra Maestra, del nostro Centro, e del "nostro" Festival... (a noi la palpebra non e' calata).
Cordialmente, Simona Imeneo.

27 Marzo 2008 - Intervento

Rasha

Gentilissimo Sig. Roberto,
Le scrivo questa mail dopo aver letto il suo articolo scritto sul portale Lucy in the Sky.
Io sono un'allieva della grande Aziza e leggendo queste parole di critica gratuita mi sono sentita toccata in parte anch'io.... Penso che la scuola e Aziza stessa sia aperta ad ogni tipo di critica SE FATTA IN MODO COSTRUTTIVO....queste, invece, mi sembrano solo parole cattive gratuite! Oltre che essere parole di critica per nulla costruttive trovo che siano al quanto offensive nei confronti di chi ha lavorato e lavora nell'ambito del Festival in questione. Voi sapete quanto lavoro e quanto sacrificio c'è dietro ad un evento del genere? da quello che leggo direi di no.... Tutte le persone possono sbagliare penso sia normale....gli errori sono fatti per imparare e crescere....ma dalle parole che leggo in questo articolo, non ci sono preziosi consigli.... Trovo di cattivo gusto utilizzare come capo espiatorio la lettera di Chiara..... non penso che lei volesse essere utilizzata come "spalla" per la stesura di questo articolo.... la lettera che lei ha scritto era sicuramente affettuosa e piena di gioia e di ringraziamento per un evento che, a differenza vostra, le ha lasciato qualcosa di profondo e importante nel cuore....
Parliamo di Nawga Fouad....penso che ciò che è stato scritto non sia rispettoso nei confronti di una danzatrice che ha fatto la storia della Danza Orientale.....se non fosse stato per lei e per altre icone della storia della Danza orientale come lo stesso Mo Geddawi, nessuna di noi potrebbe esistere come ballerina, coreografa o insegnate di questo tipo di danza....il solo fatto di essere li davanti a lei è stato per me e per chi ama veramente questa danza e la sua storia un'emozione....
Comunque, credo che non sia semplice ruscire a organizzare un evento così grosso senza commettere errori.....non sarebbe una cosa umana.... per cui credo che prima di scrivere cattiverie su un portale come Lucy e attaccare gratuitamente delle persone che danno sempre il massimo in tutto ciò che fanno, bisognerebbe a dosare le parole....
Cordialmente
Rasha

27 Marzo 2008 - Risponde Roberto della Redazione

Carissime Simona e Rasha,

grazie innanzi tutto di aver creduto opportuno scrivermi: talvolta, in questo mondo della Danza orientale, ho come l'impressione che non ci sia nessuno dall'altra parte della tastiera e questo mi preoccupa perchè solo attraverso il dialogo e la comunicazione possiamo spiegarci e, magari, anche comprenderci.
Non era certo mia intenzione esprimere critiche non costruttive nei confronti del festival, nè tantomeno di Aziza, della sua Scuola o delle persone che hanno lavorato tanto e bene per la riuscita della manifestazione.
Penso - e mi sembrava di averlo anche scritto chiaramente - che l'organizzazione sia stata nel complesso ottima ed il "vostro" festival è il migliore che ho visto in questi anni: questo lo voglio dire ancora più chiaramente, a scanso di equivoci.
Voglio inoltre sottolineare che la mia stima per Aziza, per il suo lavoro e per la sua Scuola è almeno pari alla vostra, che avete la fortuna di frequentarla e viverla completamente.

Ciò premesso il fatto è che io penso ci possano essere delle cose da migliorare nella parte organizzativa ed ho ritenuto necessario iniziare a segnalarle per far migliorare la sezione, diciamo così, di servizio di queste manifestazioni.
Dico "iniziare a segnalarle" perchè avremmo voluto (e vorremmo) sviluppare la presenza critica del sito in tutte le manifestazioni: l'idea di partire dal vostro festival era proprio perchè riteniamo da sempre sia uno dei meglio organizzati, più strutturati e curati.

Il vero problema, probabilmente, è di ruoli: quando Lucy mi ha chiesto, qualche anno fa, di iniziare a frequentare queste manifestazioni per cercare di aiutare a migliorarne l'organizzazione dalla parte delle danzatrici, avendo io una lunga esperienza nel settore, era implicito il dover essere "critici". Attenzione critici, ma non cattivi: la differenza è talvolta molto sottile e, spesso, dipende da che parte si sta.
Ho quindi frequentato alcune di queste manifestazioni, ma, come avete visto, sul sito fino ad adesso non abbiamo pubblicato niente. Il perchè è chiaro: volevamo partire da una manifestazione di livello, forse la principale in Italia, dove non fosse possibile mettere in discussione la serietà e la professionalità dell'Organizzazione.
Che ci fossero reazioni lo avevo messo in conto: è il "fardello" che si porta dietro il mondo della critica e della comunicazione.
Pensateci, per cortesia, un attimo: cosa avreste fatto e fareste voi per segnalare alcuni dettagli non "riusciti" di una manifestazione, per farla crescere, migliorare dalla parte delle partecipanti? E da dove sareste partite? Da un festival, forse, dove la parte artistica e quella organizzativa-economica sono chiaramente distinte e lontane e si addossano reciprocamente le responsabilità, in un gioco di "scarica-barile" tutto italiano? E' chiaro che la scelta di Torino è stata una logica conseguenza proprio per l'importanza di questo Festival e per la serietà di chi lo organizza.

Sulla scelta redazionale di "intramezzare" l'articolo di Chiara con alcune mie osservazioni, può darsi che non sia stata una buona scelta: accettiamo la critica e ne faremo tesoro. Tengo solo a precisare che ne abbiamo parlato prima con Chiara, come era giusto. L'idea era quella - forse non compresa, ripeto - di formare una specie di contradditorio dialettico: troppo spesso, a mio avviso, si tende a diventare un pò retorici nel commentare queste manifestazioni, tanto che a volte si citano solo le cose belle e si tralasciano le critiche, diventando anche poco credibili. A mio avviso questo non dovrebbe essere il mio ruolo.

Su Nawga Fouad: vi assicuro che la sua "performance" mi ha riempito di tristezza ed i miei commenti questo volevano trasmettere: la tristezza di vedere una "grande" fare cose che non appartengono al suo mito. Quando un artista intraprende l'ultima parte del suo percorso artistico deve essere, a mio avviso, rispettata completamente, deve essere onorata, abbracciata. Farle fare quel master, a mio avviso e lo ripeto, è stato un errore perchè si è rischiato di svilirne la grandezza del mito.
Lo penso e l'ho scritto, come è dovere di ogni persona libera: non pretendo, ovviamente, che voi siate d'accordo, ma lo spirito che mi ha guidato è quello che vi ho precisato.

Sulla lunghezza del Galà ho già scritto e ne sono assolutamente convinto: sono venti anni che organizzo spettacoli e credo di aver ormai sviluppato una certa sensibilità nei confronti del pubblico. Vi assicuro che i commenti all'uscita del teatro e nei giorni successivi - anche fra persone della stessa vostra scuola - erano tutti in quella direzione. Voi non siete d'accordo e rispetto chiaramente la vostra opinione.

D'altronde - e permettetemi - dobbiamo forse pubblicare solo "sviolinate" su tutti e su tutto, mettendoci un bavaglio che proprio la nostra grande forza di essere indipendenti ci permette di rifiutare? Io credo di no. Anzi, dirò di più: credo sia venuto il momento di iniziare a parlare chiaro, a stimolare lo scambio di idee tra tutti coloro che sono interessati a far crescere davvero la Danza orientale in Italia.

Infine, non mi dispiace affatto che Simona abbia messo il Centro Aziza in copia conoscenza, anzi ne sono felice: spero che tutti, ed in primo luogo Aziza, comprendano il lavoro che noi del sito vorremmo fare per far migliorare il livello qualitativo degli eventi connessi alla Danza Orientale.

Siamo sinceri, ci siamo un pò stancati che questo mondo della Danza Orientale rimanga dentro i rigidi steccati di piccole beghe di cortile, di invidie e ricatti tra insegnanti , di dogmi e false credenze, di show fra i tavoli dei ristoranti o delle discoteche nei sabato sera, di improvvisati corsi nelle palestre fra l'aerobica ed il pilates, di competizioni annunciate e non fatte o fatte e "pilotate", di organizzazioni che nascono per gestire più il denaro che la crescita artistica.

Siamo certi, anzi certissimi, che Aziza e tutti i suoi collaboratori siano d'accordo con noi: se io, e parlo per me e non per Lucy o Chiara che non c'entrano nulla in questo, ho dato una impressione diversa, me ne scuso, ma non era mia intenzione.

Comprendo completamente e concordo con il vostro orgoglio di appartenere ad una grande Scuola che, sono certo e mi piacerebbe sentirlo confermato, al di là di questa "incomprensione" ci aiuterà nel nostro piccolo grande impegno così come spero tutti quelli che amano questa magnifica arte.
Con affetto.

Roberto

27 Marzo 2008 - Intervento

Sahira

Ciao Roberto, ciao a tutti.
Leggo con piacere della vostra esperienza fatta a Torino, e vorrei dire che ho trovato molto stimolante il metodo di scrivere, il positivo scritto da Chiara e quello in cui si potrebbe migliorare scritto da Roberto, interessante e vero.

Mi permetto di evidenziare le cose che mi hanno colpito.

Perché non curare di più il soggiorno per chi viene da fuori, anche facendo una convenzione presso pensioni o B&B?
Penso si sarebbe potuto così aiutare le ragazze meno agiate, ragazze che so fanno salti mortali per poter pagare quelle somme pur di vedere i loro beniamini. E’ decisamente vero che si tratta di un’esperienza importante, senza dubbio, ma credo che con i tempi che corrono bisognerebbe provare a dare la possibilità a tutte di poter partecipare.
Esempio: personalmente non trovo giusto che al festival di Riccione si debba per forza prendere anche l’hotel. Dovete sapere che molte ragazze della Emilia Romagna parteciperebbero molto volentieri, ma… non riescono per la spesa e soprattutto si chiedono, perché devo dormire a Riccione se sono a 15, 30 minuti o 1 ora di auto?
Non sarebbe meglio se gli stage fossero aperti a tutti, con o senza hotel (pur prevedendo com’è stato fatto una vantaggiosa agevolazione per chi sceglie il pacchetto “completo”), avrebbero più iscritti, ma forse e dico forse, non è interessante far partecipare tutte, è più interessante il pacchetto, e immaginiamo il perché ovvio!
E poi certi grandi nomi non potrebbero per una volta essere invitati come ospiti d’onore, magari facendosi sostenere dalle sponsorizzazioni, che a quanto pare non mancavano, e senza che le ragazze debbano mettere le mani in tasca e soffrire?
Si perché i soldini si guadagnano soffrendo, e chi ama davvero l’Arte in tutte le sue espressioni non approfitta del nome, la vera dignità non è nel guadagno ma nel donare gioia. E se le aspettative dell’evento non sono state onorate chi rimborsa i danni? Anche una sola di loro che con sacrificio ha partecipato ed è stata delusa, anche solo perché non è stata messa in condizione di scegliere le opportunità più adatte a lei, non è un’imperdonabile occasione persa?

Ma ho l‘impressione che questa danza sia diventata in primis “scopo di lucro” e poco importa se si toccano le tasche di chi fa fatica a vivere, e un bel… chi se ne frega dell’arte e delle ragazze con pochi soldi, l‘importante è tirare fuori il massimo, non dell’arte ma del guadagno.
Io sono consapevole di questo, per cui non posso che appoggiare Roberto e quello che scrive, anche se è molto diplomatico e lo scrive con l’intenzione di aiutare a migliorare l’organizzazione per le prossime volte. Ripeto io personalmente lo trovo positivo, come sono sempre molto positive le idee e le opinioni altrui, ci fanno crescere, capire dove possiamo cambiare, cosa possiamo migliorare, e quali sono le esigenze di altre ragazze, donne, ballerine, o insegnanti che siano.

Leggo e approvo sempre le critiche costruttive, soprattutto quando non sono, come in questo caso, commenti fine a se stessi, e penso che nella vita bisogna rispettare l‘opinione e gli altrui modi di vedere le cose; certo prendo poco in considerazioni quelle persone che si nascondono: il mio commento lo firmo, e sfido le ragazze a scrivere quello che le ha rese entusiaste, quello che non andava SENZA PAURE, paura di che? Siamo o non siamo in una democrazia?

Roberto hai tutta la mia solidarietà, e ammiro il tuo coraggio nel dire quello che hai visto, quello che hai percepito tra le partecipanti, e personalmente ti dico grazie, perché ho capito che è stato bellissimo ma anche doloroso per te.
La tua libertà è quella del sito, ed è importante lasciare che tutto sia vero e chiaro, bello o brutto che sia.

Grazie Lucy per averci dato uno spazio dove poterci esprimere: W la libertà di espressione!

Un abbraccio a tutti!
Baci Teresa

28 Marzo 2008 - Intervento

Martina Ponzio

Salve Roberto, mi chiamo Martina.
Spero vivamente che questo mio intervento venga pubblicato sul sito proprio come il suo commento sul Festival "Stelle d'Oriente" tenutosi poco tempo fa a Torino. Non credo che sarò "clemente" e pacata come le risposte da lei ricevute da Simona e Rasha.
Come Simona frequento la scuola di Aziza da sei anni ormai,ho iniziato che avevo 16 anni..ero piccola,acerba e ribelle negli atteggiamenti e verso il mondo..insomma un' adolescente DOC.
Entrando in questa scuola mi si è data l'opportunità di crescere in fretta e conoscere la vera Disciplina e Maturità; mi hanno insegnato a tacere quando si rischia di parlare a sproposito,a far valere i miei diritti e..soprattutto (visto che di danza si sta parlando) mi hanno insegnato a tirare fuori la mia vera anima..di esprimermi,di emozionarmi e di emozionare chi mi sta di fronte.
Questa lunga premessa mi sembrava doverosa poichè il suo lungo commento mi ha ferita personalmente dato che ho sempre partecipato attivamente all'organizzazione degli eventi del Centro Aziza.
Vorrei poter avere la possibilità di soffermarmi su ogni punto in cui disaccordo con lei,ma non credo sia opportuno.
Sono d'accordo con lei quando dice che le critiche costruttive non servono altro che a far crescere un evento,un'associazione o in generale qualsiasi realtà.Le sue modalità di descrivere ciò che lei avrebbe fatto diversamente non danno,però, assolutamente l'idea di voler essere tali.
Mi rincresce sentir dire che l'organizzazione,a parer suo, ha avuto tutte queste lacune;le posso assicurare che la maggior parte dei punti da lei criticati non sono dipesi da essa.
Per esempio:parla di buchi e silenzi imbarazzanti durante il Galà..io ero dall'altra parte del sipario e ci sono stata piuttosto sovente da sapere che l'inettitudine per tali inconvenienti non dipendono da Aziza o da chi si è occupato dell'organizzazione.
I posti numerati,mi dispiace ancora contraddirla,non li troverà mai neanche al Teatro Regio (regno sovrano dell'opera e sicuramente il teatro più importante di Torino).
E poi,non so cosa ha visto lei durante il master di Nagwa..io vi ho partecipato e dall'inizio alla fine ho avuto i brividi a vederla danzare..
Mi ha trasmesso e insegnato molto di più lei di tanti altri insegnanti..le assicuro che questo genere di emozione non si prova davanti a una ventenne ( quale io sono tral'altro..) priva di esperienze significative,di Vita sulle spalle e un bagaglio come il suo..
Io ci metterei la firma per arrivare a ottant'anni così..le assicuro che tutte le lacrime versate da tanta,tanta gente dopo il master erano di gioia e stupore per aver avuto l'opportunità di conoscere una donna che ha fatto storia,che è storia..
Una storia che per noi significa OGGI poter diffondere nel mondo occidentale una cultura,un amore incondizionato per la danza orientale che senza Nagwa,Geddawi e Raqia e pochi altri del loro calibro..
Se davvero stesse dalla parte delle danzatrici e degli spettatori avrebbe compreso tali emozioni e non avrebbe ritenuto necessario consigliare alcun accorgimento. Il Festival è perfetto così com'è..con i suoi tempi lunghi,con i buchi,con i prezzi "elevati" e con Vere stelle d'oriente come lo è Nagwa Fouad..
Senza inconvenienti sarebbe un "sistema" e basta,come lo ha definito lei..Ma il centro Aziza,la danza orientale e tutto questo mondo è composto di esseri umani,che si emozionano,che si stancano e si arrabbiano..
Se fosse tutto "sistematico" sarebbe gestito da robot,e noi non lo siamo!
Gli errori e gli inconvenienti rendono piene,complete e Vere tutte le esperienze..così deve essere anche per questo Festival.
Grazie in anticipo se leggerà questa mail, Martina Ponzio.

28 Marzo 2008 - Risponde Roberto della Redazione

Salve Martina, Lei è giovane, entusiasta ed appassionata e questo le fa onore.

Non Le ripeterò quello che ho scritto, pubblicamente, nella risposta a Simona e Rasha in merito alla mia stima e considerazione della Scuola di Aziza cui anche Lei, con giusto orgoglio, appartiene, nè del mio giudizio complessivo sul "vostro" Festival.

Mi consenta però di farLe notare alcuni aspetti che traggo dalla sua cortese replica.

In primo luogo, quando Lei parla di "lacune", di "buchi e silenzi imbarazzanti durante il Galà" e così via, riconosce implicitamente la loro esistenza, peraltro innegabile. Bene, io altro non ho fatto che dire la stessa cosa. Lei, a differenza di me, dice però anche che "l'inettitudine per tali inconvenienti non dipendono da Aziza o da chi si è occupato dell'organizzazione". Io dico l'opposto, non per cattiveria, ma perchè così è: scusi, ma secondo Lei di chi è la responsabilità?. Del pubblico, forse, del fato, del destino cinico e baro? Suvvia, non scherziamo: Lei sa bene che quando si presenta un lavoro, non è nè etico nè serio sfuggire alle critiche ed alle responsabilità. E' il riconoscere e l'accettare i propri errori che porta a crescere ed a evitarli nel futuro.

Poi nega l'esistenza nei teatri italiani di posti numerati. Sta scherzando, spero. Se vuole può consultare l'elenco dei teatri presenti nei vari circuiti dei box-office per ricredersi.

Infine arriva a scrivere: "Il Festival è perfetto così com'è..con i suoi tempi lunghi,con i buchi,con i prezzi "elevati" e con Vere stelle d'oriente come lo è Nagwa Fouad.. Senza inconvenienti sarebbe un "sistema" e basta."
Mi permetta, umilmente, di farLe notare che non è bello, nè rispettoso verso chi ha pagato la partecipazione al Festival od allo spettacolo (e parlo di tutti coloro che non appartengono alla vostra Scuola ed anche di quelli che vi appartengono) non solo non aver voglia di riconoscere i propri errori, ma anche negare la volontà di ripromettersi di migliorare.
Se essere permalosi nei confronti della critica è sbagliato nel mondo dello spettacolo (e non solo), il diventare, mi permetta, un pò "arroganti", fino a considerare "perfetto" il proprio lavoro - anche se "con i suoi tempi lunghi,con i buchi,con i prezzi "elevati" - è anche un pò offensivo della intelligenza altrui. Sicuramente non è una strada che permette di crescere.

E' vero, non siamo e mai vorremmo essere robot: ma da quì a considerare, come Lei scrive, che "gli errori e gli inconvenienti rendono piene,complete e Vere tutte le esperienze..così deve essere anche per questo Festival", mi pare veramente una presa di posizione fuori luogo per un organizzatore come Lei dice di essere. Capisco lo spirito di appartenenza e la difesa ad oltranza del Gruppo, ma faccia, per cortesia, un minimo sforzo di autocritica e di equidistanza. E' giovane, credo Le servirà nella vita.

Con cordialità.

Roberto

29 Marzo 2008 - Intervento

Rosi Mazzola

Gent.Sig. Roberto
Mi sembra doveroso risponderle in piena libertà di espressione così come ha ritenuto opportuno fare lei, per esprimere ciò che mi anima.
Era prevedibile che il Centro Aziza, in particolare la persona che lo dirige, esponendosi e mettendo in gioco la professionalità in manifestazioni a così alti livelli, potesse diventare oggetto di particolari e controverse attenzioni. Molte persone, a livello internazionale e non hanno apprezzato la manifestazione, valorizzandola con la loro presenza, al contrario alcuni soggetti non ben definiti e mi permetta l'ardire, forse di dubbia professionalità e capacità organizzative, hanno dato sfogo ad una serie di critiche che sembrerebbe riduttivo definire delirante.
Disapprovazioni costruttive che servono a stimolare una sempre più efficiente ed efficace riuscita di un qualsiasi lavoro, è certamente alla base di qualsiasi crescita, tantopiù nel mondo dello spettacolo dove la vera professionalità spesso deve fare i conti con strani equilibri, che vanno:dalla piaggeria al necessario utile d'esercizio.
Cosa ben diversa leggere assurde e faziose affermazioni che feriscono profondamente chi porta avanti il proprio lavoro con competenza e passione credendo in ciò che fa e lavorando duramente senza tregua, investendo non solo se stesso ma anche i propri averi pur di offrire al pubblico un spettacolo di veri professionisti e nel parlare di duro lavoro non mi riferisco solo ad Aziza ma alle notti insonni della sua collaboratrice organizzativa Francesca Trucchi , alla sua asisitente didattica, al suo corpo di danza, alle ragazze del Laboratorio, persone che4 hanno lavorato con abnegazione e altrettanta passione, spesso negandosi momenti di vita quotidiana affinchè la manifestazione incontrasse la soddisfazione del pubblico, degli insegnanti, delle stagiste e degli ospiti che come Voi sono stati cordialmente e generosamente accolti.
Desidero esprimere la mia fierezza e soddisfazione nel collaborare da piu di quindici anni con il Centro e con Aziza che definisco cara al mio cuore e splendida persona, una figura di donna rara, in questo mondo dove gli interessi soverchiano gli intenti, in questo caso l'arte e la passione per la danza, un mondo dove la lealtà è un valore troppe volte dimenticato.
Fiera di condividere con lei la sua preparazione di altissima professionalità, ma soprattutto i rapporti umani ancor più rari da condividere con artisti a cosi alto livello. Aggiungo una inciso che no intendo commentare oltre con Chiunque... " Nagwa Fouad "...quanta cecità c'è in chi rifiuta e cancella la prodigiosa essenza di un'artista soltanto perché il tempo ha disegnato dei solchi sul suo volto, e ha giudicato imbarazzante, quei suoi lenti passi di danza mentre incantata dal ritmo della musica ad occhi chiusi donava pulviscoli della sua magia.
Alle persone che hanno espresso i loro malevoli giudizi desidererei chiedere:: Siete davvero sicuri di interpretare il significato della danza? Di esserne degni ambasciatori? Talvolta mi viene da pensare che sia Lei a scegliere di non abitare chi le si avvicina senza gli occhi dell'Anima.
Mi ha davvero addolorato leggere così tante cattiverie gratuite che non hanno risparmiato nessuno.
Si....forse sono prezzi che devono pagare artisti come Aziza che si espongono organizzando e finanziando manifestazioni così complesse ed articolate dall'alto contenuto professionale, certamente cercando anche visibilità e pubblicità, chi lo nega scagli la prima pietra (...tutti immobili...), ma persone da stimare ed apprezzare per il loro coraggio ed ingegno, ben diversamente da chi non osa esporsi e nell'ombra zitta zitta si muove come un'indossatrice di pelle umana vendendo la sua dignità per far scrivere le solite quattro righe compiacenti e cercando in questo modo di farsi largo, piccola nana, fra i giganti che la sovrastano.
Spesso si hanno occhi che guardano ma che raramente .." vedono".
Auguro a tutti noi uno sguardo più attento .. meno superficiale e sprattutto meno interessato. Questo è quanto.
Altrettanto cordialmente
Rosi Mazzola Insegnante del Centro Aziza e assistente didattica

29 Marzo 2008 - Risponde Roberto della Redazione

Gentilissima Signora Mazzola,
evidentemente Lei non ha letto le mie precedenti risposte o, se Le ha lette, non Le ha capite o volute capire. Ci riprovi, per cortesia.

E' altrettanto evidente che fra noi due esiste una distanza enorme nella considerazione della critica, e non solo nel mondo dello spettacolo: secondo Lei le mie osservazioni (che, Le ricordo, partivano dall'espresso assunto che il Festival da Voi organizzato era il migliore cui avevo partecipato - e questo, scommetto, Le è piaciuto) sono "assurde e faziose", espresse da - sono sempre le sue parole - "alcuni soggetti non ben definiti e mi permetta l'ardire, forse di dubbia professionalità e capacità organizzative" che "hanno dato sfogo ad una serie di critiche che sembrerebbe riduttivo definire delirante".
Ora, ci pensi un attimo: perchè quando scrivo l'assunto (positivo) sono "costruttivo", mentre quando esprimo una critica divento "non definito" e le mie critiche "assurde, faziose e deliranti"?
Non Le sembra che questo sia quantomeno incongruo?

Mi scusi, poi, ma l'accusa di "faziosità" rivolta a me ed al nostro sito proprio non l'accetto, così come non mi sembra giusto che Lei mi accusi di "dubbia professionalità e capacità organizzative", senza nemmeno conoscere il mio passato e presente che, mi permetta, non devo a Lei giustificare.

Le Sue offese, dirette o indirette, non mi turbano certo: mi dispiacciono, perchè in redazione, viste le reazioni, stiamo ormai pensando di aver sbagliato nel giudicare il Vostro Festival e la Vostra Scuola come esempio di una organizzazione aperta ed efficiente e, come tale, presentabile come struttura libera di dialogare con gli interlocutori, anche quando non hanno integralmente gli stessi pensieri.
Evidentemente in alcune di Voi manca l'umiltà, e senza quella non si è in grado di crescere positivamente. Quella stessa umiltà e disponibilità al dialogo che invece Aziza aveva dimostrato nei nostri, purtroppo brevi, scambi di idee durante il Festival.

Una ultima osservazione: io non so a chi Lei si riferisce quando scrive di - la cito testualmente - "chi non osa esporsi e nell'ombra zitta zitta si muove come un'indossatrice di pelle umana vendendo la sua dignità per far scrivere le solite quattro righe compiacenti e cercando in questo modo di farsi largo, piccola nana, fra i giganti che la sovrastano".
Nella vita e nella professione ho sempre odiato i messaggi trasversali, ancor più odio le "faide", tutte.
Quindi, La prego, la prossima volta - se mai ci sarà - eviti, nel rispetto nostro e dei lettori, di cercare di usare me ed il nostro sito come mezzo per combattere guerre che non ci appartengono e che abbiamo sempre stigmatizzato, bollandole come negative per la crescita della Danza Orientale.

Roberto

29 Marzo 2008 - Intervento

Alice Giordano

Gentile Roberto,

scrivendo a Lei intendo scrivere anche alle persone che sono intervenute sullo stesso argomento.

Sono un'allieva di una scuola di danza del ventre del centro Italia e ovviamente non posso farne il nome.

Al Festival non c'ero anche se mi sarebbe piaciuto perchè, appena posso permettermelo, spendo volentieri per imparare.

Quello che non riesco a capire è come si siano scatenate delle tali reazioni sulla base di ciò che Lei ha scritto.

Ho riletto più volte le sue parole per accertarmi di non aver perso passaggi o messaggi significativi tali da scatenare la stizzosità delle risposte che Le hanno inviato. Non ho trovato nulla se non "cririche" costruttive mentre nelle risposte ho sentito una grande incapacità di accettarle e anche una acrimonia che chiaramente è insita nella vita delle persone che Le hanno risposto.

Se si è equilibrati non si arriva a reagire come si trattasse di una guerra di religione.

Spero che continuiate nell'opera intrapresa di recensire spettacoli, partecipare a festival e visitare scuole.

E' ora che anche nel campo della danza orientale si sentano le voci non solo delle direttrici delle scuole, delle allieve un po' fanatiche oppure interventi sporadici di presentatori della tv che restano solamente imbambolati davanti ad un ombelico.

Per qualche minoranza insoddisfatta da questa linea, sappia che ci sono migliaia di allieve che, come me, hanno bisogno di maggiori informazioni e di chiarezza.

Cordialmente

Alice Giordano

29 Marzo 2008 - Intervento

Miranda

Cosa succede alla danza orientale?
Tutte le belle frasi su "danza delle donne per le donne", danza sacra etc. etc.
Visito il sito regolarmente perchè mi piace e adesso scopro che è diventato una specie di ring in cui si usano frasi complicate, perifrasi e illazioni...
Ma cosa è successo a Torino?
Da una parte leggo gli interventi del signor Roberto, pacati ed educati. Dall'altra trovo reazioni quanto meno bizzarre.
Appartengo a questo "mondo" da qualche mese e ora  mi sembra di essere entrata in una gabbia di belve feroci.
Per rispetto alla trasparenza del sito Lucyinthesky mi sento di chiedere a chi ha scritto, travisando l'intervento del signor Roberto, di precisare in quali frasi ha trovato spunti per offendersi ed aggredire.
Tanta la chiarezza della redazione, tanta la tortuosità delle accuse contro la medesima.
La signora Rosy Mazzola potrebbe proporsi per scrivere una sceneggiatura di un film dell'orrore. Non si capisce nulla.
Proporrei un sondaggio che stabilisca se veramente nelle parole della redazione ci sia qualcosa di così terribile oppure se non si stiano agitando i "fantasmi" di chi travisa solo per gusto di polemica.

Miranda

...

4 Aprile 2008 - Intervento di Lucy

Perché sono qui?

Me lo chiederei ogni giorno, quando al mattino accendo il computer; ma poi non lo faccio perché ogni tanto mi arrivano i vostri feedback, positivi o negativi che siano, vengo a sapere di iniziative davvero belle e valide, leggo della vostra dedizione ed entusiasmo, ricevo qualche conferma che “si, è utile” quello che stiamo facendo, qualcosa di più qualcosa meno, un incoraggiamento a procedere, una critica, sempre apprezzata, un suggerimento per migliorare.

Perché al di là delle manifestazioni più o meno pubbliche io lo so che qualcuno tra voi è diverso e non sta al gioco “tutti di qua contro quelli di là”, la maggioranza di voi si impegna, non per la medaglia del migliore o per rubare il posto o il lavoro di un altro, con molti di voi posso scambiare parole e idee, e non sono solo “quella da tenere buona perché in fondo fa pubblicità a tutti gratuitamente” o da stigmatizzare e snobbare proprio perché lo fa per tutti e non solo per chi se ne riterrebbe più degno e desidererebbe a priori un rilievo maggiore.

Ma ci sono momenti in cui questa domanda diventa tristemente ingombrante ed esige una risposta.
Perché sono qui? ...

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