I simboli sono per la mente quello che gli attrezzi sono per le mani (Tavaglione)
Perché un seminario con la spada? I motivi sono diversi e
vari.
È una danza molto coreografica
che richiede capacità tecniche, equilibrio
e concentrazione.
La danzatrice mette alla prova la propria esperienza
di movimento e l’autostima in maniera pesante, ma i risultati,
dopo un serio training sono piu’ che buoni.
Ci tengo a precisare che
un seminario è da considerare
come un’introduzione all’utilizzo della spada, dopo
questo primo approccio avrete gli strumenti per proseguire, se
lo desiderate, un percorso di perfezionamento.
Storia:
storicamente non vi sono molte tracce di questa danza, fino alla metà dell’ottocento e viene considerata come stile di fantasia esattamente come il velo, il doppio velo, le ali di Iside eccetera. Alcune fonti riportano di storie riguardanti milizie napoleoniche in egitto e danzatrici che per divertire le truppe danzavano con le loro spade in equilibrio sulla testa.Altri racconti spostano questo fatto negli harem, di certo sappiamo che originaria della turchia e del suo folclore è la danza con il pugnale mentre raks al sayf questo è il nome arabo della danza con la spada ha origini piu’ incerte.
Sicuramente esiste nella tradizione indiana, la gatka un’arte
marziale insegnata come una danza, il cui fine è connettere
l’ essere danzante al divino, dentro e fuori di sé.
Tutta la visione cosmologica della religione Indiana è piena di simbologie,
e seguendo questi principi, la spada è il simbolo dell'anima.
IlGuerriero, non impara quindi solo ad usare la spada, ma attraverso la spada,
prende confidenza con la parte più preziosa del sé.
Il Guerriero
non è dunque un violento agitatore di armi,
ma una persona che tramite esercizi di meditazione e respirazione ,
di ricerca del proprio equilibrio, di danza con la spada, eseguiti a
contatto e in armonia con la natura circostante, allontana
da sé la propria parte passionale e usa le diverse
tecniche di combattimento (serpente, volpe, lupo e orso) a
fin di bene e con giustizia.
Simbologia della Spada
La Spada è uno dei simboli più ricchi di significato in tutte
le tradizioni culturali e rappresenta il potere che esercita la sua forza benefica,
usata in purezza e nobiltà di intenti.
Infatti, la spada è l’insegna di virtù e bravura, giustizia,
dignità e fede ,molte storie antiche, hanno come protagonista un guerriero
che all’inizio non ha più la sua spada, per averla rotta o perduta,
che gli viene restituitao donata "magicamente". Da lì comincia
la sua avventura: deve superare varie prove, fino all’incontro finale
con il mostro, il fuoco o un altro grave pericolo, il cui superamento gli consentirà di
risvegliare e liberare la principessa prigioniera o vittima di un incantesimo.
Naturalmente il significato di questi racconti è simbolico
e rappresenta il cammino di ciascuno: ma non si possono affrontare
le prove della vita, fino all’ultima che "RISVEGLIA" la
coscienza-conoscenza senza la spada, ovvero senza prima avere di
sè stessi la giusta autostima, l’equilibrio, la centralità.
La spada, secondo le diverse credenze e civiltà, simboleggia diversi
valori, ma rappresenta anche la spina dorsale dell’essere umano, dalla
testa al coccige, che è la punta della lama. I simboli comunicano più delle
parole e risvegliano informazioni addormentate ed indipendenti dalla logica.
Nella spada è insito un linguaggio di risveglio, che si attiva in proporzione
alla motivazione ed all’onestà del ricercatore (guerriero,
uomo o donna, con o senza spada).
L ‘utilizzo dell’arma da parte di una donna ha a che
fare col mito delle amazzoni, mitiche donne guerriero invincibili
e inavvicinabili dagli uomini ma non solo, nei tarocchi la carta
della Giustizia è rappresentata da una donna seduta su un
trono ed è l’arcano numero otto.
L’Otto, nei numeri arabi è raffigurato da due cerchi
sovrapposti ( “8” guarda il caso) e rappresenta la
perfezione in cielo e terra. La Giustizia, con la mano destra,
impugna una spada a doppio taglio, altro elemento che differisce
dall’immagine
tradizionale della Giustizia, normalmente rappresentata da una
donna che tiene in mano solamente una bilancia. La spada è il
simbolo dell’azione, del potere di discernere il giusto dall'ingiusto,
ma è anche rivolta verso il cielo, come per captare le forze
celesti, oltre a essere un segno di minaccia e punizione. Infatti,
la spada e la bilancia sono due simboli che rappresentano due differenti
modi di intendere la giustizia: essa è molto difficile da
amministrare, perché non esiste giustizia senza punizione
e la punizione perde il suo significato senza la giustizia.
La spada
in equilibrio sulla nostra testa diventa i due piatti della bilancia
e ha che fare con l’instabilità della
realtà oggettiva e degli eventi attorno a noi, mantenere
l’equilibrio fra azione ed emozione questo è quello
che ci rende “grandi”
Tecnica della spada:
Ci si predispone all’utilizzo della spada, con un attento e mirato lavoro di streching, tanto più si hanno contratture e tensioni muscolari tanto più sarà difficile gestire la spada in equilibrio sulla testa.
Dopo di che, consiglio di fasciare la testa con una paschmina,
questo per due motivi
- portare l’attenzione al capo, un
po’ come si fa
con la cintura per i fianchi
- proteggere simbolicamente e non solo,
il capo dal peso e dal fastidio della spada.
Solo dopo tempo e pratica
sarete pronte ad utilizzare la spada senza copricapo.
I movimenti saranno graduali, all’inizio
solo quelli d’isolazione,
poi i movimenti melodici, ed infine quelli ritmici, fino ad arrivare
a piccole sequenze.
Ricordatevi che gli errori di postura che vi
portate dietro nella vostra pratica di danza, inevitabilmente
salteranno fuori durante il training di spada, (la spada cade!)
non demoralizzatevi ma cogliete la possibilità di correggere
la postura e “pulire” i
movimenti.
Dovete sempre ricordare una cosa:
la
spada può cadere... per tanti motivi ma principalmente
perché avete paura che possa farlo.
Più siete tese e
più avete paura, più esiste
la possibilità che la spada traballi e che il vostro collo
rigido e contratto la faccia cadere.
Come nella vita è la plasticità e la capacità di
adattamento a permettere la riuscita nei vari compiti e non la
fissità e la rigidità.
Non conosco a sufficienza le altre danze, ma so per certo che nella nostra danza noi danziamo con simboli fatti dal nostro corpo, immerse in uno spazio tempo che può in qualche modo divenire magico, per noi e per chi guarda, dobbiamo solo diventarne consapevoli ed essere le prime a dare un significato a quello che facciamo per non renderlo una semplice sequenza di passi e di acrobazie.
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Intervento estratto dalla relazione del Congresso Danze Orientali 23 24 25 Novembre 2007