La nostra Chiara è stata al Festival e ci ha mandato
il suo resoconto. Anche Roberto era
presente e non ha perso l'occasione per fare le sue considerazioni,
che pubblichiamo anche per fornire spunti di riflessione agli Organizzatori
di questo e di tutti gli altri eventi similari ed alle ragazze
che desiderino parteciparvi.
Le nostre non vogliono essere critiche ingenerose ad una organizzazione
comunque molto buona nella complessità dell'Evento. Crediamo però possano
essere considerazioni utili, magari non condivise da tutti, ma il nostro "occhio" è sempre
dalla parte della danzatrice e vorremmo contribuire, nel nostro piccolo,
a migliorare i servizi ed il livello di questi Eventi.
La parola (ed un grazie grande come una casa!) a Chiara.
(i commenti
di Roberto sono riportati in corsivo).
Chiara: Quest'anno,
per la prima volta, sono stata una "STELLA
D'ORIENTE" anch'io!!
Quante aspettative, quanta curiosità e quante fantasie su questo festival tanto atteso!
Seminari, costumi, spettacoli, colori, musica, allegria, magia!
Ecco l'impatto travolgente che ho avuto arrivando da Ravenna al Teatro Espace di Torino, sede della settima edizione del 1° festival internazionale italiano di danza, musica e cultura orientale. Una folla di persone accomunate dall'entusiasmo dovuto alla stessa passione per l'oriente e la sua danza.
Questo festival che vanta, fra i maestri, alcuni dei nomi più prestigiosi a livello
internazionale consente, anche a chi non può recarsi all'estero, di seguire interessantissimi
seminari e master class per approfondire la propria conoscenza e formazione.
Roberto: ""E' vero, mia cara, ma, oggettivamente,
i prezzi dei seminari non sono bassi: la media, per due ore di
lezione (comprensiva di intervalli vari e vendita dei relativi
cd e dvd nonché pubblicità di
scuole, libri, ricchi premi e cotillons) si attesta sui 50 euro. Ok che si
tratta di grandi nomi, ma ora come ora i seminari con nomi importanti
sono un po’ ovunque.
A volte, guardando sul sito di Lucy :o) se ne trovano nella stessa giornata
di diversi in diverse parti d’Italia.
Fare uno sforzo per rendere il più possibile accessibili a tutte questi eventi
sarebbe veramente gradito...e non è populismo, è solo la voglia di far crescere
tutto il 'sistema' danza orientale in Italia.""
Chiara: Come potete immaginare, l'organizzazione alla base di tutto
ciò deve
essere tanto precisa quanto flessibile per consentire la buona riuscita
e l'incastro minuzioso
dei diversi eventi che fanno parte del festival stesso, dai seminari agli
spettacoli e dal mercatino di costumi e accessori alla kermesse della
competizione, la possibilità importante
data alle danzatrici di esibirsi di fronte ad una giuria prestigiosa e di
vincere un premio altrettanto importante: viaggio e soggiorno al
Cairo per seguire il festival Ahlan Wa Sahlan che si terrà in giugno.
A tale proposito, Aziza e il suo staff hanno fatto centro. La disponibilità,
la cortesia e l'efficienza degli addetti ai lavori sono stati di grande aiuto
per orientarsi nella miriade di seminari e relativi aggiornamenti e/o sostituzioni.
Roberto: ""Già, concordo, in generale
buona organizzazione: ma visto che il Festival è comunque
un evento importante per Torino e cui la provincia di Torino nonché la
regione Piemonte danno risalto e pubblicità e
(immagino) forse anche sovvenzioni, si potrebbe organizzare per il futuro
una convenzione con qualche B&B o hotel medio per le partecipanti
agli stage che vengono da fuori.
Cara Chiara, ti ho fatto un pò di conti
in tasca: tu, nel tuo piccolo, hai pagato 500 euro abbondanti di
seminari + 80 euro della master class di Nagwa Fouad - e su questa
ci torneremo dopo ... + il biglietto del
treno + 4 notti di albergo. Penso che fornire la possibilità di
alloggi "convenzionati" sarebbe una buona idea.
Inoltre, se magari si individuassero un paio di posti convenzionati,
si potrebbe forse organizzare un servizio di navetta verso i luoghi
del festival o almeno dare la possibilità a
gruppi di ragazze di aggregarsi e dividere le spese di un taxi.
Poi fammi dire una cosa che mi interessa personalmente ancora di
più: è mai possibile che nessun Organizzatore riesca
a proporre un programma alternativo per gli eventuali Accompagnatori?
Quasi tutti i Congressi ne sono provvisti, specialmente quelli
organizzati nei fine settimana. La cosa, è vero, è ancora
più grave laddove
all'interno del costo del "pacchetto stages" è compreso
anche l'alloggio, tipo a Riccione: lo sai che a Riccione io ho
pagato come
se avessi fatto tutti i Seminari (ed ovviamente ne ho visto alcuni,
ma non vi ho partecipato)? E' evidente che questo allontana gli
eventuali compagni/amici rendendo più complessa la partecipazione
a voi danzatrici.
A mio avviso, sarebbe anche importante un 'radicamento' maggiore
sul territorio, e questo vale non solo per Torino, ma anche per
tutti gli altri eventi similari in giro per l'Italia: ad esempio
allestire un piccolo stand di informazioni sulla città che
ospita l'evento all'interno della sala principale del Festival
con depliants e distribuzione di notizie (in giro per Torino ce
ne sono tantissimi, forse retaggio dell'Olimpiade), mi sono informato,
sono gestiti da volontari del Comune e molti congressi ne richiedono
ed ottengono la presenza nella sede dell'evento.
Infine, fammi parlare dei Mercatini:
alcuni prezzi dei costumi in vendita erano magicamente lievitati
di un 20% buono. Voi vi siete riversate
a fare acquisti, mentre poi, alcune cose vendute al festival, si
potevano acquistare on line ad un prezzo minore. Certo, lì c’era
la possibilità di
provarsi gli abiti e non è poco però … non mi sembra una
buona politica. Meditate, gente, meditate...""
Chiara: Le possibilità che offre questo festival sono diverse, dalla scelta di singoli seminari o singole giornate composte di più eventi, fino al pacchetto completo di tutti i moduli. Io ho optato per l'esperienza, estremamente impegnativa ma altrettanto gratificante ed entusiasmante dei 4 moduli completi. Nonostante l'accumulo di acido lattico e di stanchezza ne è valsa la pena.
Incontrare dal
vivo i beniamini che ho sempre e solo visto su dvd, le leggende della
danza . è stata
un'esperienza bellissima.
Non voglio soffermarmi troppo a lungo sulla bellezza e la varietà degli
spettacoli organizzati nelle serate del festival. Dopo tante ore di
fatica è stato possibile
vedere all'opera i grandi cui facciamo riferimento e sognare, magari
un giorno, di potere calcare le stesse scene dei nostri idoli.
Gli stili presentati sono
stati tanti e si sono susseguiti con brio e dinamicità: la
compagnia Al Fajr ci ha trasportato in una dimensione della danza ricca
di emozioni e contaminazioni mentre lo spettacolo conclusivo "Oriental
Fusion" ci ha aperto una porta su uno stile che forse non è ancora
completamente conosciuto, ma che il pubblico già apprezza grandemente.
Il Gran Galà Internazionale
ha parlato da sé!
Roberto: ""Ma si ... gli spettacoli. Ok, il
costo del biglietto non è elevato
(dai 10 ai 20 euro a biglietto) però il biglietto che tu hai prenotato
con anticipo (ovvero facendo un bonifico all’organizzazione) non ti ha
dato diritto nemmeno ad un posto numerato. Ovvero, tu hai fatto gli stage
per tutta la giornata e poi hai dovuto anche fare la fila in piedi, un’ora
prima, sgomitando per avere un posto decente a sedere. Dal momento che fai
pagare con anticipo, man mano che arrivano le richieste di biglietti gli attribuisci
un numero e così tutti
sono felici e contenti. Semplice, no?
Sul Gran Galà ho già scritto qualcosa in un altro intervento e non mi
dilungo ...
ma era proprio necessario fare esibire due volte tutti e tirarla così per
le lunghe? Alla fine avevamo proprio tutti il "calo
della palpebra :-)""
Chiara: Voglio invece sottolineare l'aspetto, a mio avviso, più importante:
la qualità dei
seminari e dell'insegnamento.
Danzare con le percussioni dal vivo è stimolante
e molto diverso dal confrontarsi con la "staticità " di un cd.
Tarek e Aziza
hanno saputo dosare ritmi, velocità, combinazioni che hanno consentito
ad ognuna di noi di trarre spunti, migliorarsi, divertirsi e inaugurare
al meglio questa grande festa.
Non ritengo superfluo citare anche i grandi nomi stranieri, ospiti
del festival, da Mo Geddawi ad Amir Thaleb, da Leyla Jouvana a
Sorraya Zaied.
Ognuno di questi ha saputo trasmettere la propria
arte e la propria passione con estrema chiarezza, disponibilità e
gentilezza, scherzando, ripetendo all'infinito
i passaggi più complessi e "riprendendo" le allieve più pigre e timide.
Roberto: ""Vedo che non hai citato - per decenza,
credo - la master class con Nagwa Fouad, pagata 80 e dico 80 euro
per 2 ore, non scontabili in quanto “evento” del
festival. Abbiamo assistito a parte del Master e, soprattutto,
ho registrato i commenti durante e dopo. Diciamolo chiaro e tondo,
questo è stato
un infortunio grave dell'Organizzazione, cui inevitabilmente va
la colpa, anche se, ovviamente, non diretta.
Mi chiedo … ma
qualcuno, le aveva parlato prima? Le aveva detto cosa doveva fare? Lei
si muoveva con una espressione ed espressività (doti
tanto decantate quanto indispensabili per una danzatrice del suo
calibro) quasi imbarazzanti.
Ha presentato una coreografia, l’ha fatta vedere, ha cercato
di spiegarla cambiandola in media 200 volte in ogni sua parte,
soffermandosi su un singolo movimento delle braccia e sostenendo
che non poteva andare avanti perché voi non
lo facevate bene. Ognuna delle partecipanti andava per conto suo, in una
direzione casuale, con un movimento casuale e un’espressione
stordita.
Ad un certo punto anche
Mo Geddawi ha cercato addirittura di darle suggerimenti
salendo sul palco e sembrava stesse, egli stesso, per mettersi
le mani nei capelli più di una volta.
Forse sarebbe stato il caso che Aziza, che era
presente, (oppure qualcuno del suo gruppo) avesse proposto una lezione
gratuita di recupero o qualsiasi cosa che non avesse fatto sentire
così palesemente insoddisfatte coloro che
hanno partecipato.
La giustificazione che ho sentito in giro (difficoltà dell'Artista
dovute ad una recente malattia) se può essere umanamente accettabile,
non lo è certamente da un punto di vista squisitamente imprenditoriale
dell'Organizzazione.""
Chiara: L'unico appunto che farei è quello di avere proposto alcuni seminari come "aperti a tutti i livelli" mentre, a mio avviso, sono risultati piuttosto complessi, anche per chi ha alle spalle diversi anni di danza orientale. E' comunque vero, come mi hanno spiegato alcuni dei maestri cui ho espresso la stessa perplessità, che "un festival deve consentirti di andare oltre le tue possibilità, superarti, sperimentare, non farti adagiare su un livello già acquisito, incuriosirti e insegnarti cose nuove che potrai e dovrai praticare durante tutto l'anno ." fino all'appuntamento con l'ottava edizione del 1° festival internazionale italiano di danza, musica e cultura orientale che aspetto davvero con ansia!!
Roberto: ""Anche a me questo non è piaciuto, anche se ne comprendo le motivazioni economiche: il fatto di avere aperto quasi tutti i seminari (tranne uno o due credo) a tutti i livelli (ovvero anche ai principianti) quando non era per loro possibile seguirli è stato proprio un errore: va benissimo il superare se stessi, ma accedendo a livelli troppo elevati per la propria esperienza si rischia un fenomeno di insoddisfazione nell'allieva che può portare alla disaffezione, cosa che è sempre da evitare.""