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Danza del Ventre: Danza "provocante"?

a cura di Maria Strova

È "provocante" la danza del ventre?

Di solito la prima idea che si ha della danza del ventre ha a che fare in qualche modo con la sessualità, ma non tanto quella della donna, giacché si enfatizza di più “l’effetto scatenante” che provoca nel desiderio dell’uomo che guarda: «E oggi, per il piacere degli uomini, ecco a voi la nostra danzatrice!».
La donna oggetto, che ispira l’ardore e l’attenzione degli altri ma che non ne ha di propri, la donna che con la sua danza non sembrerebbe di voler includere le altre donne.

Questo stereotipo della danza mi ha creato molti dispiaceri, mi ha fatto rifiutare lavori, mi ha fatto provare rabbia ogni volta che vedevo quanto fosse imprigionata la danza del ventre in modelli scadenti, quanto avesse perso come arte antica che rende onore al corpo femminile e a tutti i sentimenti che possiamo provare. Con il tempo mi ha spronata a cercare di capire cosa potevo fare per contribuire a fare conoscere quest’arte in quanto tale, senza dover escludere il suo aspetto sessuale.

Bisogna fare chiarezza tra un’arte di natura sensuale, come la danza del ventre, e altri spettacoli che vorrebbero essere riconosciuti come arte e a volte sono scambiati con questa danza.
Sarebbe molto riduttivo parlare di danza del ventre come di una danza erotica “provocante”, perché una vera artista non è volgare, non cerca un effetto sessuale con la sua danza, non mira soltanto a eccitare lo spettatore e a muoverlo all’azione, alla realizzazione fisica del suo desiderio. Questa è l’intenzione della pornografia e penso che ad essa vada lasciata.
Una vera artista riesce ad andare al di là della forma e delle convenzioni, per scoprire tutti gli aspetti che fanno parte dell’essere umano e la sessualità come energia creativa della vita, l’energia che muove il mondo e che ha permesso a tutti noi di essere. Questa energia tanto importante della vita è espressa nella sua danza, la danza del ventre.
Negare la sessualità sarebbe come negare la Vita, ma la Vita stessa non può essere espressa in una mera danza di provocazione.
Uno spettacolo di danza del ventre può arrivare a suscitare desiderio attraverso un raffinato erotismo, ma se è vera arte, la mente di chi osserva uno spettacolo è innalzata sopra il desiderio. Non lo esclude, semplicemente va oltre.

L’aspetto culturale arcaico della danza del ventre richiama una filosofia di vita diversa dalla nostra anche sotto il profilo sessuale. Allora le attività che riguardavano il corpo, come la sessualità e la fecondità, erano investite del sacro, in un’infinita serie di rapporti che non erano limitati solo allo sfogo fisico, ma erano intrecciati in una complessa cosmogonia della vita.
Il sesso, l’erotismo, la vita sessuale hanno il potenziale di trascendere completamente la sfera biologica. Per l’antica religione, la sessualità era qualcosa di infinitamente più complesso di uno sfogo istintivo. Era un laboratorio artigiano in cui si fabbricava vita psichica (1). Con essa si cercava l’unità, l’acquietamento della tensione, la piena realizzazione dell’essere.
Sono convinta che la danza del ventre possa ancora attingere a questa componente erotica e allo stesso tempo deliziosamente sacra. Penso che quest’aspetto dimenticato della danza, in realtà valorizzi la donna e la ispiri a una nuova esperienza del suo corpo e della spiritualità che esso racchiude.
Chi pratica la danza con costanza ed è invitata ad aprirsi al suo potenziale, pian piano scopre come la sua influenza liberatoria si manifesta nel comportamento sessuale, e come la sessualità non sia limitata al rapporto sessuale e alla generazione perché, in quanto atto creativo, la sessualità non esiste solo all’interno della relazione con un’altra persona, al contrario, “si manifesta attraverso il proprio corpo, nel rapporto armonioso con la vita, con altre persone, con il piacere e con il dolore, con quello che succede intorno a noi”.
Un’esperienza che inizia con un rapporto piacevole con il nostro corpo.

 

(1)
G. La Porta, A come Anima. E. Chiaia, Sessualitā e crescita personale.

Intervento - 10 Novembre 2008

Francesca Calloni

cara Maria,

sono Francesca, non so se ti ricordi di me ho fatto stage con te da Giulia (a Udine), durante uno di questi abbiamo passato la serata a mangiare pizza e a chiaccherare di viaggi, sfide, crescita e molto altro, sedute sui cuscini che c'erano una volta nella scuola di Giulia. Ti scrivo dopo aver letto il tuo bellissimo articolo su Lucyinthesky: "è provocante la danza del ventre", sono d'accordo con te , troppo e sempre più spesso questa danza viene deviata dal suo senso originario, che è condivisione di una forza che ognuna di noi ha dentro, dando invece risalto agli aspetti più appariscenti e semplicistici (abiti in primo luogo, e il corpo non come strumento d'arte ma come "esca" per l'altro sesso). perciò ti ringrazio per ciò che hai detto in questo articolo, in modo così semplice e diretto. Spero di riuscire presto a fare altri stage con te

buona danza e buon fine settimana

Francesca

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