È "provocante" la danza del ventre?
Di solito la prima idea che si ha della danza del ventre ha a che
fare in qualche modo con la sessualità, ma non tanto quella
della donna, giacché si enfatizza di più “l’effetto
scatenante” che provoca nel desiderio dell’uomo che guarda: «E
oggi, per il piacere degli uomini, ecco a voi la nostra danzatrice!».
La donna oggetto, che ispira l’ardore e l’attenzione
degli altri ma che non ne ha di propri, la donna che con la sua danza
non sembrerebbe di voler includere le altre donne.
Questo stereotipo della danza mi ha creato molti dispiaceri, mi ha fatto rifiutare lavori, mi ha fatto provare rabbia ogni volta che vedevo quanto fosse imprigionata la danza del ventre in modelli scadenti, quanto avesse perso come arte antica che rende onore al corpo femminile e a tutti i sentimenti che possiamo provare. Con il tempo mi ha spronata a cercare di capire cosa potevo fare per contribuire a fare conoscere quest’arte in quanto tale, senza dover escludere il suo aspetto sessuale.
Bisogna fare chiarezza tra un’arte di natura sensuale, come
la danza del ventre, e altri spettacoli che vorrebbero essere riconosciuti
come arte e a volte sono scambiati con questa danza.
Sarebbe molto riduttivo parlare di danza del ventre come di una danza erotica “provocante”,
perché una vera artista non è volgare, non cerca un effetto sessuale
con la sua danza, non mira soltanto a eccitare lo spettatore e a muoverlo all’azione,
alla realizzazione fisica del suo desiderio. Questa è l’intenzione
della pornografia e penso che ad essa vada lasciata.
Una vera artista riesce ad andare al di là della forma e delle convenzioni,
per scoprire tutti gli aspetti che fanno parte dell’essere umano e la
sessualità come energia creativa della vita, l’energia che muove
il mondo e che ha permesso a tutti noi di essere. Questa energia tanto importante
della vita è espressa nella sua danza, la danza del ventre.
Negare la sessualità sarebbe come negare la Vita, ma la Vita stessa
non può essere espressa in una mera danza di provocazione.
Uno spettacolo di danza del ventre può arrivare a suscitare desiderio
attraverso un raffinato erotismo, ma se è vera arte, la mente
di chi osserva uno spettacolo è innalzata sopra il desiderio.
Non lo esclude, semplicemente va oltre.
L’aspetto culturale arcaico della danza del ventre richiama
una filosofia di vita diversa dalla nostra anche sotto il profilo
sessuale. Allora le attività che riguardavano il corpo, come
la sessualità e la fecondità, erano investite del sacro,
in un’infinita serie di rapporti che non erano limitati solo
allo sfogo fisico, ma erano intrecciati in una complessa cosmogonia
della vita.
Il sesso, l’erotismo, la vita sessuale hanno il
potenziale di trascendere completamente la sfera biologica. Per l’antica
religione, la sessualità era qualcosa di infinitamente più complesso
di uno sfogo istintivo. Era un laboratorio artigiano in cui si fabbricava
vita psichica (1). Con essa si cercava l’unità, l’acquietamento
della tensione, la piena realizzazione dell’essere.
Sono convinta
che la danza del ventre possa ancora attingere a questa componente
erotica e allo stesso tempo deliziosamente sacra. Penso che quest’aspetto
dimenticato della danza, in realtà valorizzi la donna e la
ispiri a una nuova esperienza del suo corpo e della spiritualità che
esso racchiude.
Chi pratica la danza con costanza ed è invitata ad aprirsi al suo potenziale,
pian piano scopre come la sua influenza liberatoria si manifesta nel comportamento
sessuale, e come la sessualità non sia limitata al rapporto sessuale
e alla generazione perché, in quanto atto creativo, la sessualità non
esiste solo all’interno della relazione con un’altra persona,
al contrario, “si manifesta attraverso il proprio corpo, nel rapporto
armonioso con la vita, con altre persone, con il piacere e con il dolore, con
quello che succede intorno a noi”.
Un’esperienza che inizia con
un rapporto piacevole con il nostro corpo.
(1)
G. La Porta, A come Anima.
E. Chiaia, Sessualitā e crescita personale.
Intervento - 10 Novembre 2008
Francesca Calloni
cara Maria,
sono Francesca, non so se ti ricordi di me ho fatto stage con te da Giulia (a Udine), durante uno di questi abbiamo passato la serata a mangiare pizza e a chiaccherare di viaggi, sfide, crescita e molto altro, sedute sui cuscini che c'erano una volta nella scuola di Giulia. Ti scrivo dopo aver letto il tuo bellissimo articolo su Lucyinthesky: "è provocante la danza del ventre", sono d'accordo con te , troppo e sempre più spesso questa danza viene deviata dal suo senso originario, che è condivisione di una forza che ognuna di noi ha dentro, dando invece risalto agli aspetti più appariscenti e semplicistici (abiti in primo luogo, e il corpo non come strumento d'arte ma come "esca" per l'altro sesso). perciò ti ringrazio per ciò che hai detto in questo articolo, in modo così semplice e diretto. Spero di riuscire presto a fare altri stage con te
buona danza e buon fine settimana
Francesca