Avere una buona postura non ha nulla a che vedere con il concetto ormai decisamente superato di schiena dritta e rigida.
È segno di salute invece la flessibilità e l’elasticità su tutti i piani di movimento sempre con l’attenzione a non eccedere per evitare l’ effetto dannoso della lassità che facilita l’usura della colonna.
La danza orientale risponde perfettamente a questa esigenza infatti, nascendo come gioco dall’espressione corporea delle donne del mondo arabo, utilizza movimenti che sono nati per il corpo femminile e gli conferiscono grazia e salute, elasticità e forza. Per questi motivi oggi si è diffuso in America prima e in Europa poi dove la femminilità è spesso intrappolata in ruoli e tempi maschili.
La danza orientale, più nota con il recente nome di origine
francese ”danza del ventre”, veniva tramandata di madre
in figlia come gioco di libertà e gioia; non esistevano scuole
ed era praticata solo in ambiente domestico.
L’istintività dello
stile tradizionale è stata
adattata alle esigenze di insegnamento cercando di scomporre e denominare
le gestualità tipiche per un più facile apprendimento.
Numerosi sono gli stili formalizzati e strutturati anche se il più diffuso è lo stile egiziano classico e folclore integrato dalla gestualità di origine turca, magrebina e di tutto il vasto e diversificato mondo arabo; poi con la diffusione planetaria che ha avuto è stato contaminato da passi di danza classica, del flamenco (Spanish-oriental), del modern-jazz, per esigenze sceniche.
Il mio percorso personale è iniziato dalla danza classica, ho
incontrato flamenco, modern-jazz, i balli caraibici infine la danza
orientale, una nuova presa di coscienza di me stessa, una libertà intrinseca,
nuove sensazioni di movimento.
Mi sono resa conto che nelle gestualità originali
di questa danza si ritrova un nuovo benessere e vi sono aspetti
comuni ed esercizi integrabili a quelli utilizzati in fisioterapia
con le più note
tecniche di rieducazione posturale poiché, semplificando molto,
hanno lo stesso obbiettivo allungare e tonificare la muscolatura
in modo fisiologico, dinamico, equilibrato e armonico.
Con questo non voglio dire che un corso di danza orientale possa
sostituire la riabilitazione, che si occupa di molti aspetti ulteriori,
a mio parere però è una valida integrazione senza le controindicazioni
che hanno tante altre attività sportive.
La vita sedentaria e
gli sforzi eccessivi portano all’usura e
all’irrigidimento della colonna vertebrale, con la danza la schiena
viene mobilizzata in ogni sua parte, si ha una nuova percezione
di muscoli non si conosce nemmeno l’esistenza.
È utile ad ogni età ed è a discrezione dell’insegnante
suddividere adeguatamente le attività durante la lezione; non
vi sono movimenti controindicati nella danza orientale sono solo diversi
i tempi di cui il corpo ha bisogno per rinforzarsi e diventare elastico.
È utile
per le ragazze durante la crescita sempre chinate sui libri; sviluppa
buone capacità cognitive, quali attenzione e memoria, e coordinative,
una buona percezione e propriocezione della colonna, uno degli aspetti
legati all’evoluzione della scoliosi e dell’atteggiamento
scoliotico.
È utile per chi ha dolori articolari e muscolari,
per chi ha piccoli problemi di prolasso uterino e incontinenza perché stimola
il tono muscolare della pelvi e ricrea un buon equilibrio con l’addome
poiché gli addominali si tonificano senza che durante gli esercizi
la pressione intraaddominale aumenti.
E se qualcuno si domanda se la danza del ventre fa dimagrire la mia risposta non può che essere… è assimilabile a qualsiasi altra attività aerobica: funziona se associata ad una dieta bilanciata, può essere uno stimolo a stare più attente… di certo il tono degli addominali aumenta molto… ma questa è un'altra questione.