Danza orientale, danza del ventre, danza della donna, danza rituale, inno alla dea, la denominazione può essere varia, ma riunisco le diverse denominazioni in un unico concetto: la danza che parte dal nostro più profondo essere, che possediamo ed è dentro di noi, conseguenza di un’antica eredità femminile, che attraverso le varie evoluzioni e passaggi nei secoli e interpretazioni dovute alle contaminazione (che non sono altro che il processo, attraverso i secoli, dello scambio di culture e tradizioni dei popoli), esprimiamo poi con il coinvolgimento di tutte le emozioni che la nostra interiorità arrivaad esternare.
Tuttavia non bisogna mai dimenticare le “tradizioni” delle culture di appartenenza dalle quali proviene, perché costituiscono il nucleo di partenza per ogni stile di danza. La “modernità” è comunque stata sempre presente nel percorso evolutivo delle danze; anche in tempi passati, ogni qualvolta è stata aggiunta una variazione (per esempio dalle grandi dive egiziane) si è trattato, di “modernità” appartenenti a quell’epoca, ma questo non è significato disconoscere la tradizione e la cultura: la fedeltà allo stile originale è rimasta.
Diverso è inventare nuove danze fondendo diversi stili, dando comunque sempre la denominazione primaria di orientale o belly o arabe ecc. parliamo allora di un altro argomento: creare nuovi stili di danza attingendo dovunque per dare origine a qualcosa di inedito, diventa allora una miscellanea di stili e che non possiamo più chiamare danza orientale.
Il mio incontro con la Danza Orientale è avvenuto per aver avuto la fortuna di conoscere un grande Maestro: Esmat Osman, che è stato l’artefice del mio percorso di crescita, che mi ha insegnato tutto ciò che c’era da sapere riguardo l’argomento, che mi ha trasmesso l’amore e il rispetto per le tradizioni e la cultura araba. Attraverso i suoi insegnamenti ho imparato ad amare e rispettare la danza e a riscoprire tutto ciò che era celato in me.
Ora proseguo il cammino tenendo sempre presenti questi suoi insegnamenti, cercando a mia volta di trasmettere l’amore, la passione, ma anche il rispetto per la “tradizione” e la cultura; cerco di donare ad ogni persona che si avvicina alla danza orientale quegli elementi che possono aiutare a conquistare un benessere psico-fisico; la “modernità” nel mio percorso consiste nel combattere i pregiudizi atavici che ancora s’incontrano dovunque, dovuti a disinformazione o condizionamenti di tipo religioso o sociale, insegnando a chiunque che la nostra è una danza meravigliosa, dignitosa, delicata, femminile ed elegante, che ha diritto al rispetto, da parte di tutti.
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Intervento estratto dalla relazione del Congresso Danze Orientali 20 21 22 Aprile 2007