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Dibattito aperto

Introduzione di Roberto della Redazione di LucyintheSky

Lo spunto alla discussione è stato dato da una lettera "aperta" inviata da M. Rita Gandra "Margarita", nella sua veste di Coordinatrice delle Danze Orientali in Fids, in data 8 Gennaio 2008, a Francesca Pedretti, ed a noi per conoscenza e con richiesta di pubblicazione.
La motivazione del nostro coinvolgimento è che, in data 13 Giugno 2007, era stata dal nostro sito data la notizia della avvenuta registrazione da parte di LES SOEURS TRIBALESŪ e di Malika Ferhat del marchio "ORIENTAL FUSION".
Questa la premessa.
La nostra Redazione ha ritenuto di aprire quindi questo spazio non solo per raggruppare lo scambio di idee tra le "protagoniste" della vicenda (e rendere quindi comprensibile "di che cosa si sta parlando" a tutti), ma anche per accogliere i contributi di coloro che avranno qualcosa da dire sull'argomento.

Da parte nostra, per il momento, solo una riflessione. Anzi due.

Primo: ogni scambio di idee produce sempre, se scevro da posizioni preconcette o, peggio, da interessi personali e particolari, una crescita nella sensibilità e nella consapevolezza di tutti, stimola la curiosità, alimenta la voglia di esserci e di condividere con tutti le nostre idee ed il nostro modo di vedere il futuro della danza del ventre nel nostro Paese. Questo è uno dei motivi del nostro essere quì, come Redazione di un sito che di questo futuro vorrebbe essere non solo spettatore ma anche coprotagonista, insieme a tutti Voi che ci seguite.

Secondo: speriamo che questo "scambio di idee" non si limiti per tutti al semplice "schierarsi" con l'uno o con l'altro. Conosciamo bene sia Margarita che Francesca, Alessandra e le loro Colleghe, ed il loro attaccamento ed amore per l'arte della danza è fuori discussione, così come la loro competenza e professionalità.
La verità è che è giunta l'ora di sollevare alcuni temi che sono alla base della costruzione di quel futuro del "movimento" di cui parliamo: e questo argomento può e, a nostro parere, deve essere lo spunto per far ciò.
Ci riferiamo, ad esempio ma non solo, alla posizione che assumerà (od intende assumere) in questo la FIDS, alla sua (della Federazione) capacità di essere, un giorno, riconosciuta, NON dal CONI, ma dalla BASE, dalle centinaia di Insegnanti e dalle migliaia di praticanti Danzatrici che sono la realtà di cui stiamo parlando e, per conseguenza, al senso pratico ed alla autorevolezza (intesa come riconoscibilità generale) che hanno ed avranno le decisioni della Commissione Danze Orientali in FIDS di "standardizzazione" della danza e della sua "codifica" in stili predefiniti, che sono poi la base del contendere che ha dato luogo all'inizio di questo dibattito sulle esclusive.

Ecco, tutto questo è il tema di questo dibattito. A Voi la parola.

PS: Gli interventi sono pubblicati in ordine cronologico inverso.

5 Marzo 2008 - Intervento

Rossella Lazzari

La mia piccola idea, cresciuta in questi anni di frequentazione della danza è forse impopolare.....Io non credo alla sorellanza che questa danza dovrebbe creare, anche chi lo predica calorosamente poi razzola male. E appena una 'sorella' cresce, nasce la lotta e la competizione...Non è pessimismo, è la natura umana. Abbiamo bisogno del nostro spazio della nostra espressione e se è molto forte possiamo circondarci solo di persone che alimentano il nostro fuoco, se incontriamo un'altra personalità simile alla nostra ce ne dobbiamo allontanare prima che scatti l'inevitabile guerra.
La guerra che porta a distruggere il fuoco dell'altro o ad appropriarsene, così dobbiamo proteggerci con tutti i mezzi.
Lo so che è triste parlare di questo in ambito artistico e femminile, ma questa è la realtà non raccontiamoci favole!
L'unità scatta in un gruppo dove esiste un solo leader o dove più leader si riconoscono l'un l'altro, si rispettano e condividono lo stesso fuoco....
Guerre come questa dei marchi ci sono sempre state e ci saranno sempre anche tra leggiadre danzatrici (che per amore o per forza hanno tutte il coltello tra i denti).
Penso che ognuno ha diritto di dare un nome al proprio fuoco, perchè è il prodotto del proprio lavoro e del proprio sentimento,è una parte di se stessi molto importante che deve essere riconosciuta. Dopo sarà l'Arte.... che non è una Dea bendata, che giudicherà.....

Rossella Lazzari

26 Gennaio 2008 - Intervento

Paola Ziliotto Boudress

In tutti gli ambiti, artistici e non, emergono e scaturiscono tensioni e conflitti talvolta risolvibili e talvolta talmente tenaci da autoalimentarsi all'infinito.
Siamo abituati a vedere e ascoltare politici che si scannano in diretta (in tutti i Paesi del mondo), ma ci costa fatica accettare che nel campo dell'arte esistano dinamiche simili, rivalità e colpi bassi.
Personalmente non credo che l'ambiente della danza orientale sia peggiore di tanti altri. Inoltre ritengo che, il fatto stesso di screditare una collega significhi che non si è sicure di se stesse e che si ha tanto, tanto, tanto tempo da perdere. Ovviamente ciò non vuol dire che non si possano esprimere pareri, ma tra screditare e dire la propria opinione c'è una gran differenza.
Non sono intervenuta per pronunciarmi su "marchi, coreografie segrete" (recentemente ho deciso di inserirne regolarmente una delle mie in youtube), gare, stili, e quindi sto rendendomi conto che forse sto andando un po' fuori tema.

Sono stata stimolata da alcune parole dell'intervento di Barbara Pettenati:
"Ho letto di recente un libro dove la scrittrice elogiava gli unici insegnanti che lei ha ritenuto validi per la sua formazione e nello stesso tempo elencava i loro vizi, difetti, e mancanze, davvero emozionante."
Da attenta ricercatrice quale sono faccio in modo di essere sempre informata su tutto ciò che viene pubblicato sulla danza orientale. Dato che non mi risulta che siano stati scritti testi sulla danza orientale ove si parli di altro che delle presunte origini, peraltro ricchi di analisi e tesi davvero interessanti, ho dedotto che l'autrice in questione potrei essere io.
Se così non è ed esiste un'altra pubblicazione nella quale l'autrice descrive la vita quotidiana con i suoi insegnanti, vi prego di segnalarmelo.

Mi dispiace che la visione pessimistica sulla natura umana abbia coinvolto anche l'interpretazione delle pagine che ho scritto.
I miei insegnanti non sono mai state delle figure  lontane e distaccate dalla mia vita. Il fatto di aver studiato e vissuto con loro per lunghi periodi e  in contesti privati, la frequentazione e, ribadisco, la quotidianità, mi hanno portato a conoscerne e apprezzarne l'aspetto umano.
Non ho elencato vizi, difetti o mancanze ma ne ho tracciato un ritratto, con un po' di ironia e tanto affetto, sulla base del lungo tempo che ho passato con loro e, laddove la citazione sfiorava il "gossip", non ho fatto il nome della persona.
Confermo che è stato davvero emozionante conoscere da vicino persone che sono purtroppo già scomparse e altre che hanno raggiunto livelli di fama da renderle difficilmente avvicinabili se non in contesti piuttosto affollati.

Ci tengo inoltre a precisare che, per quanto riguarda la vera essenza della danza orientale, bisogna essere cauti ad esprimere un parere personale pensando di avere la verità in tasca.
Che uno o più congressi possano confermare o no tutti i nostri dubbi, scusate il bisticcio di parole, è alquanto dubbio.
Si tratta di un'arte antica che negli ultimi anni sta mandando in delirio (a volte nel vero senso della parola) milioni di donne sparse per il globo.

L'invito che porgo a tutte le addette ai lavori è di non smettere mai di formarsi e informarsi perchè c'è una selezione naturale, il tempo è il miglior giudice e saranno soltanto le allieve a decidere quali sono le vere insegnanti e il pubblico a stabilire quali danzatrici siano le più affascinanti.

Paola Ziliotto Boudress

19 Gennaio 2008 - Intervento

Barbara Pettenati

Cosa sta accadendo alla nostra danza?
Mi permetto di dire nostra, anche se rispetto a tante professioniste non sono nessuno, ma da osservatrice, leggendo libri sulle danze orientali, gli interventi su Lucy, guardando il panorama nazionale, mi sorgono domande…

E’ meglio l’esclusiva che preserva il lavoro di un artista ma che limita la libertà delle altre? O la condivisione delle conoscenze?
Perché durante gli spettacoli sono vietate le riprese, e poi si trovano i dvd degli stessi in vendita?
Se una ragazza copia una mia coreografia o una mia idea, io sono contenta perché vuol dire che sono brava, e chi mi conosce individuerà nel suo lavoro il mio.
Solo chi ha trent’anni di esperienza può parlare e decidere cos’è meglio per le danze orientali, e tutte le altre devono tacere perché non sono nessuno?

E’ una continua lotta per criticare e screditare le colleghe, specialmente quelle nuove, considerate a prescindere incompetenti, e anche quelle di fama internazionale non sono certo lasciate stare, ho letto di recente un libro dove la scrittrice elogiava gli unici insegnanti che lei ha ritenuto validi per la sua formazione e nello stesso tempo elencava i loro vizi, difetti, e mancanze, davvero emozionante.
Sono delusa, questa non è la mia danza, la danza del ventre che voglio per me… e la danza del ventre che voglio insegnare.

La danza del ventre non dovrebbe essere un momento di condivisione di emozioni comuni tra donne? O quanto si legge nei vari articoli che tante di noi hanno scritto, sono solo belle parole, ma vuote?
Non pensiamo e non trattiamo l’utente finale come essere stupido e cieco, le ragazze che studiano oggi, hanno occhi e orecchi per vedere, conoscere e capire chi di noi si impegna seriamente e chi no, e spetterà a noi essere oneste con noi stesse e con loro in modo tale da permettere loro di poter decidere il meglio e in modo autonomo per la loro formazione.

Si parla di esclusiva di stili nuovi, ma nello stesso tempo si critica lo stile competitivo perché non riconosciuto dalla base, dalle centinaia di insegnanti e dalle migliaia di praticanti…

Io ho sempre creduto nel lavoro della FIDS, è una federazione seria, che, con grande fatica di tutti, opera, a titolo gratuito, per un progetto comune di divulgazione della danza; tutti noi commettiamo errori e abbiamo delle mancanze, ma l’unione e la condivisione delle conoscenze anche se piccole fanno crescere in modo esponenziale la conoscenza globale della danza.

Perché mettere una danza artistica come la danza del ventre in una gara federale?
Siamo sincere sono pochissime quelle che diventeranno delle grandi danzatrici, spesso non è sufficiente essere brave, bisogna essere nel posto giusto, al momento giusto, avere un manager che trova gli ingaggi, pagare fior di euro a professioniste di fama nazionale e internazionale per continuare a studiare, e per la maggior parte di noi il tutto per ballare nei ristoranti, alle fiere di paese, e per quelle fortunate di far parte di qualche piccolo saggio o spettacolo in teatro, quindi le gare sono un’ottima vetrina, danno la possibilità a tutte di mettersi alla prova prima con se stesse, poi di confrontarsi con le altre, di mettere a frutto, davanti ad una giuria competente e imparziale, gli anni di studio, un mezzo importante per farsi conoscere a livello regionale e nazionale.
Parlo da competitrice: la gara da emozioni forti, e insegna a gestirle e a crescere professionalmente.
La gara è un obiettivo da raggiungere: perdo? Vuol dire che non ho lavorato sufficientemente, quindi umilmente devo rivedere il mio allenamento, vinco? Vuol dire che sto lavorando nel modo corretto e umilmente devo continuare su questa strada. Aiuta a concentrarsi su se stesse e a non guardare quello che fanno le altre, perché quando guardi le altre hai già perso.
Ho partecipato di recente ad un congresso di danze orientali, e lì ho visto e sentito sulla pelle, la condivisione, insegnanti che partecipavano alle lezioni delle altre insegnanti, la conferenza è stato un momento bellissimo di confronto tra le insegnanti e le allieve. E' stato come se un po’ tutte avessero abbassato la maschera e ci siamo mostrate come siamo, professioniste più o meno conosciute, sempre alla ricerca della perfezione della tecnica e del movimento, ma nello stesso tempo fragili e insicure, e ci siamo un po’ tutte specchiate le une nelle altre, abbiamo fatto vedere il nostro lato umano, unendoci, ognuna di noi ha visto negli occhi delle altre gli stessi problemi, gli stessi dubbi, le stesse insicurezze.
Ci siamo rese conto che se anche diverse siamo comunque simili, e complementari le une con le altre e questo ha reso tutte un po’ più umane, ci siamo abbracciate, consolate, sostenute…

Questa è la vera essenza della danza del ventre unire le donne, al di la di ogni fede religiosa, politica, o di stile, è un sogno? Non lo so, se sarà una conferma ve lo dirò dopo il prossimo congresso.

Buon lavoro a tutte
Barbara

18 Gennaio 2008 - Intervento

Les Soeurs Tribales

Buongiorno a tutti,

ci è stato fatto notare che la lista di figure di riferimento che abbiamo suggerito per la formazione di un'ipotetica commissione di "saggi" della danza orientale è incompleta.

A questo proposito teniamo a chiarire che quello suggerito è un elenco senza pretese, nel quale ci siamo limitate a segnalare gli insegnanti che abbiamo conosciuto direttamente e che sappiamo essere attivi nella danza orientale fina dagli anni '80. Si tratta di personalità che hanno contribuito in maniera determinante al radicamento e allo sviluppo della danza orientale in Italia, formando la maggior parte delle danzatrici professioniste di nuova generazione.
Abbiamo sicuramente omesso di citare altre figure come ad esempio Paola Ziliotto Boudress, per il semplice fatto che non abbiamo mai avuto il piacere di conoscerla personalmente.
Ci scusiamo in anticipo se abbiamo dimenticato altri insegnanti storici.
Speriamo che questo scambio di idee serva come base di riflessione sulla costituzione di una commissione veramente autorevole e riconosciuta da tutte le professioniste ed i professionisti italiani della danza orientale.

Les Soeurs Tribales e Malika Ferhat

13 Gennaio 2008 - Intervento

Les Soeurs Tribales

Gentili Colleghe,

Anche noi Soeurs Tribales rispondiamo per l'ultima volta ribadendo quanto spiegato dettagliatamente da Alessandra Centonze:

- "Oriental Fusion" NON E'UN GENERE DI DANZA.
- La dicitura indica il progetto comune di Malika Ferhat/Alessandra Centonze e Les Soeurs Tribales, comprendenti la ricerca sperimentale in prima persona (la nostra visione di fusion) e la promozione di stage, rassegne e spettacoli incentrati sulla sperimentazione che comprendono: danza orientale, tribal bellydance, danza di fusione e sperimentazione, e molte altre forme contemporanee di danze etniche.
- La dicitura è un marchio registrato e pertanto il suo uso da parte di persone diverse da Malika Ferhat (Alessandra Centonze) e Les Soeurs Tribales (Francesca Pedretti, Cinzia Di Cioccio, Grazia Manetti) è illegale e sarà perseguito con i mezzi consentiti dalla legge italiana.
- Non si tratta di prese di pozione personali in quanto nessuna di noi ha avuto l'opportunità di conoscere la Sig.ra Gandra come persona, tanto meno come insegnante.
- Siamo aperte e disponibili al dialogo. Auspichiamo che eventuali altri confronti vangano fatti di persona e non per iscritto.
- Concordiamo nell'affermare che questa discussione non avrebbe ragione di essere se a decidere quale debba essere il termine che indica un genere di danza fosse una commissione formata dalle persone che hanno portato e diffuso la danza orientale in Italia: Aziza Abdul Ridha, Sabina Todaro, Saad Ismail, Jamila Zaki, Irene Borg, Ada Went.
Queste figure sono autorità indiscusse, hanno un'autorevolezza derivata da esperienza pluridecennale nella danza orientale e una credibilità universalmente riconosciuta da tutte le insegnati italiane che per la maggior parte si sono formate con loro.

Buon lavoro,
Les Soeurs Tribales

10 Gennaio 2008 - Intervento

Malika Ferhat - Alessandra Centonze

Replico anche io per l'ultima volta per chiarire meglio, mi dispiacerebbe restassero dei fraintendimenti:
- "Oriental fusion" NON E' UN GENERE DI DANZA, è un'espressione che (dati alla mano) è stata usata negli ultimi due-tre anni SOLO con riferimento al lavoro congiunto delle Soeurs tribales e Malika Ferhat: lungi da noi "inscatolare" un genere di danza, abbiamo semplicemente depositato il marchio che meglio definiva la nostra attività.

- se altri artisti hanno lavorato sulla belly dance fusion style sicuramente non hanno MAI utilizzato l'espressione esatta "oriental fusion" per indicare il genere cui fanno riferimento (infatti quando abbiamo registrato il marchio NESSUNO nel mondo aveva MAI utilizzato tale termine, e tale termine ANCORA OGGI NON compare IN NESSUNO DEI SITI delle artiste internazionali che fanno fusion nel mondo, dati alla mano verificabili da chiunque abbia un computer collegato ad internet).
In breve, se adesso sembra un termine conosciuto è perchè l'abbiamo fatto conoscere noi:
all'epoca era utilizzato solo per le sperimentazioni culinarie!!!!!

- siamo disponibilissime al dialogo ed al confronto e a tutte le soluzioni costruttive (altrimenti avremmo inviato una diffida tramite il nostro avvocato, come è nostro diritto fare, invece di spiegare le nostre ragioni e provare a trovare una soluzione al problema).

- L'espressione "oriental fusion "è un marchio registrato, questo è un fatto che non può essere cambiato (per chi non lo sapesse, tra l'altroè un investimento economico consistente). Dunque chi la utilizza commette un illecito che sarà perseguito per vie legali. Non sto facendo polemiche e mi dispiace molto dover fare la parte dell'antipatica: sto esplicitando ciò che implicito nel concetto di "marchio registrato", che è anche l'unico meccanismo che il sistema italiano conosce per proteggere il lavoro originale di qualcuno. Ogni polemica su questo fatto è dunque sterile e fine a sè stessa.

- ribadisco che tutto ciò non ha nulla di personale, abbiamo tutte il massimo rispetto per chi lavora seriamente alla diffusione della danza orientale, come credo sia il caso di tutte le persone coinvolte. Mi sono limitata a fare notare che la presente polemica non avrebbe ragione di essere se a decidere quale deve essere il termine che indica un genere di danza fosse una commissione formata dalle persone che hanno portato la danza orientale in Italia e che ritengo autorità super partes in quanto tutte in italia abbiamo imparato da loro e comunque l'autorevolezza che deriva da un'esperienza pluridecennale nella danza orientale è garanzia di un certo distacco da certe inutili polemiche: Aziza Abdul Ridha, Sabina Todaro, Saad Ismail, Jamila Zaki, Irene Borg e Ada Went del Club Magica.

Per il resto voglio ulteriormente chiarire che NON ho assolutamente inteso polemizzare sul binomio danza orientale e competizione sportiva: ritengo infatti che sia una questione di scelta personale e dipende dalla propria personale visione della danza in generale.
L'ultima cosa che voglio è scatenare polemiche che non hanno motivo di essere.

Buon lavoro a tutte
Alessandra
Laboratorio Danza Malika Ferhat

10 Gennaio 2008 - Intervento

Maria Rita Gandra - Margarita

Spett. Colleghe,
sicuramente da parte mia questo sarà il mio ultimo intervento e poi lascerò la parola alle danzatrici ed insegnanti italiane che desiderano affrontare il problema.

Ripeto non credo sia "polemica sterile" o "pretestuosa" .... tali vostri termini appaiono troppo forti e lasciano purtroppo trasparire un atteggiamento poco disponibile al dialogo.

Quando si dice che un GENERE DI DANZA non può essere messo ed inscatolato in un marchio deprivandolo dal suo potenziale semantico che sono "le parole", tale approccio è indiscutibilmente un argomento serio e importante.

Mi si dice perché non utilizzare:
"Danza Orientale Fusion (in italiano è anche meglio no?)
Fusion Style bellydance (che potrebbe essere espressione corrispondente a
tribal style bellydance)
Danza del ventre fusion
Belly Dance Fusion
Oriental dance fusion
Arabic Fusion
Belly Fusion"

Ma io vi dico che ciò non è possibile perché il termine nasce anche prima del 2005 in cui avete iniziato a fare sperimentazione e tale termine ingloba attraverso il "senso" della parola "Oriental Fusion" ciò che è innovativo nell'universo delle Danze Orientali per "tutti" e quindi patrimonio della comunità.

Capisco se il marchio avesse riportato un termine specifico che definisce una scuola o insegnante particolare come "Hilal Dance" NON ammetto invece che ciò avvenga con un termine GENERICO come "Oriental Fusion" che viene utilizzato regolarmente da due-tre anni da molti insegnanti italiani, americani ed europei.

Qui termina il mio intervento su questo discorso e .... prima di congedarmi vorrei fare un appunto allo Staff di Lucy:
In FIDS il lavoro della Commissione Tecnica in Danze Orientali non è quello di "standardizzare" le danze orientali, ma quello di "codificare" attraverso dei parametri tecnico-artistici "dinamici" perché le danze artistiche NON possono avere codificazioni fisse .... ma devono evolversi in base ai ritmi mobili della società e delle culture in cui agiscono.

Il codice con cui le danze artistiche creano le proprie regole è una creatura in continua crescita ed evoluzione.
Un regolamento verrà sempre modificato ogni anno in base ai cambiamenti che la danza sottopone sia nella sua tecnica, sia nella sua capacità espressiva.

Il termine standardizzazione non appartiene a noi, anche se quando parliamo di danza sportiva, parliamo delle danze artistiche che vengono inquadrate nell'ambito competitivo. Inoltre la competizione stimola la danzatrice al miglioramento tecnico finalizzato al confronto ed a livello generale funge da punto d'incontro tra danzatrici di differenti formazioni.
Riguardo a questo argomento ho un mio scritto di qualche anno fa che invierò a Lucy, semmai decidesse che possa essere importante per capire il perché le Danze Orientali dovrebbero, oltre che al mondo del teatro, entrare anche in quello delle competizioni.

(NDR Intervento pubblicato: trovate il collegamento in fondo a questa discussione)

Bene .... qui termina il mio discorso e spero che altri colgano l'occasione per affrontare sia il problema del "marchi registrato" sia il discorso delle Danze Orientali in FIDS (Federazione Italiana Danza Sportiva)

Ringrazio Lucy ed il suo Staff per aver accolto questa discussione.

Un saluto orientale a tutte le danzatrici
Margarita

9 Gennaio 2008 - Intervento

Malika Ferhat - Alessandra Centonze

Buongiorno e buon anno a tutte.

Chiamata in causa intervengo per - spero - porre un termine a quella che ritengo una discussione che mi sembra pretestuosa e comunque sicuramente inutile.

E' necessario ribadire alcuni fatti incontrovertibili:

Come già fatto presente dalle Soeurs Tribales, l'espressione "Oriental fusion " E' MARCHIO DEPOSITATO dalle Soeurs Tribales e Malika Ferhat a contraddistinguere le attività congiunte inerenti a danza orientale tradizionale, tribal bellydance e danza di sperimentazione.

Come è nato il marchio.
E' nato nel 2005 come titolo di uno spettacolo andato in scena frequentemente nei due anni successivi ed è poi divenuto il nome di un progetto comune comprendente la ricerca sperimentale in prima persona (la nostra visione di fusion) e la promozione di stages, festival , spettacoli sulle sperimentazioni di maggior valore artistico intorno alla cultura araba orientale esistenti a livello internazionale (il che non vuol dire solo made in USA: oltre alla tribal bellydance e alla tribal fusion abbiamo prodotto e promosso sperimentazioni intorno alla danza tradizionale: la hilal dance, la danza duende, le danze dervishi contemporanee, la Kabyle contemporanea e molto altro ...)

Perchè depositare un marchio.
La scelta di depositare il marchio è stata dettata dall'esigenza di tutelare un lavoro INEDITO ED ORIGINALE quanto a studio del movimento, coreografia, sceneggiatura, sperimentazione musicale, messa in scena in un panorama italiano dove pochi sono gli esempi di originalità e creatività e dove la tendenza generale è copiare gli altri, non cercare di distinguersi.
Detto in parole semplici noi siamo ideatrici, realizzatrici, direttrici, produttrici, coreografe ed esecutrici di tutti i nostri lavori, per i quali vengono ora create musiche inedite ed esclusive, laddove la maggior parte delle artiste in Italia sono mere esecutrici del lavoro di altri.
Questo è un valore importante che riteniamo di dover tutelare con gli strumenti che la legge consente.

La scelta del nome: perchè "oriental fusion".
Come già ribadito dalle Soeurs Tribales la scelta del nome risale a maggio 2005 ed è l'esito di una ricerca sulla definizione che meglio rappresentasse il nostro comune lavoro e la direzione nella quale volevamo muoverci: un vero e proprio manifesto programmatico che ha scandito la direzione della nostra attività in questi ultimi anni.

L'espressione "Oriental Fusion" non era mai stata utilizzata da nessuno.
Ovviamente ci siamo assicurate che l'espressione esatta "oriental fusion" non fosse stata MAI utilizzata da nessuno non solo in Italia, ma nel mondo intero.
COSI ERA ALLORA ED E' TUTTORA, come facilmente verificabile con una ricerca worldwide su qualsiasi motore di ricerca:ad oggi il 99% dei link per l'espressione oriental fusion sono legati al progetto Oriental Fusion delle Soeurs Tribales e Malika Ferhat. Il rimanente 1% dei link riguardano sperimentazioni culinarie. Ciò vuol dire che se qualcuno nel mondo l' aveva utilizzata in passato, o la utilizza adesso, comunque non l' ha citata nemmeno una volta nel proprio sito internet (fatto verificabile) nè ha ritenuto di fare pubblicazioni di qualuque genere a riguardo (video, audio, letteratura, conferenze, altro...), nessuno ne ha mai parlato in un forum, nessuno l' ha mai commentata in nessuna maniera.

E' DUNQUE DA ESCLUDERE, ora come allora, che il termine sia definibile come socialmente riconoscibile. Se è un'espressione che oggiè conosciuta, lo è in relazione al nostro lavoro. Questi sono dati oggettivi verificabili da chiunque.

Conclusione.
E' importante ribadire che il marchio è depositato e chiunque ne faccia uso commette un ILLECITO che sarà prontamente perseguito a norma di legge.

Per quanto riguarda la codificazione di uno stile fusion nell'ambito della danza orientale.
E' ovvio che il fatto di aver depositato un marchio non fa di noi le proprietarie di tutte le possibili sperimentazioni riguardanti la danza orientale nè dell'espressione che genericamente le raduna: mi sembra infatti chiaro ed evidente che niente vieti alla FIDS come a tutte le persone interessate di utilizzare altre espressioni per definire genericamente le forme sperimentali di danza orientale.
Alcuni esempi:
Danza Orientale Fusion (in italiano è anche meglio no?)
Fusion Style bellydance (che potrebbe essere espressione corrispondente a tribal style bellydance)
Danza del ventre fusion
Belly Dance Fusion
Oriental dance fusion
Arabic Fusion
Belly Fusion
Suhaila 's fusion style bellydance (a giusta tutela del lavoro originale di una grande artista, visto che è il suo lavoro che viene prevalentemente utilizzato dagli altri con il nome di "fusion")
... le possibilità sono infinite per persone creative e sensibili quali dovrebbero essere quelle che dedicano all'arte la propria vita.

Siamo tutte assolutamente favorevoli alla diffusione della danza, alla sua evoluzione, al fare "cultura" nei seminari (il nostro progetto è nato per questo). Semplicemente l'espressione esatta "Oriental Fusion" non è più disponibile perchè da anni ormai in tutta Europa indica con precisione le nostre attività.
Ci mettiamo volentieri a disposizione, se necessario, per trovare altre espressioni e definizioni riguardanti le declinazioni fusion della danza orientale e per aiutarvi a meglio classificare una categoria tanto complessa.
A questo punto però però mi sento di proporre io una riflessione:
credo che nessuna commissione della quale non facciano parte gli artisti che portarono la danza orientale in Italia (Aziza Abdul Ridha, Sabina Todaro, Saad Ismail, Jamila Zaki, Irene Borg e Ada Went del Club Magica) dovrebbe fare classificazioni e dare definizioni da trasmettere ai posteri.
Con tutto il rispetto per la FIDS e per chi si sta impegnando in tale senso, sicuramente in buona fede, credo che l' enorme esperienza di questi artisti ed il loro essere "super partes" per il rispetto che tutti nutriamo nei loro confronti sia una risorsa preziosa che eviterebbe di cadere in discussioni inutili e pretestuose come la presente.

Rimango a disposizione per qualunque ulteriore chiarimento e ribadisco comunque stima e rispetto per chi lavora con serietà alla diffusione e allo sviluppo di questa danza.

Cordialmente
Alessandra Centonze
Laboratorio Danza Malika Ferhat

8 Gennaio 2008 - Intervento

Maria Rita Gandra - Margarita

La mia "osservazione" non è una "polemica" ma vuole essere "riflessione" su di un termine che, definisce e rappresenta un "genere" di danza, quindi non può essere esclusivo di una persona o associazione.
Sappiamo e riconosciamo (parlo a nome delle colleghe di commissione) che voi LES SOEURS TRIBALES siete state le prime in Italia e questo è indiscutibile. Non contestiamo la vostra "competenza" contestiamo la vostra intenzione di rendere "esclusivo" e di pochi un termine che definisce un GENERE DI DANZA patrimonio di tutti. Non importa chi ha iniziato a praticare per primo o chi dopo... ciò che importa per la DANZA e che essa si difonda a livello di massa e che sia patrimonio di tutti. Importante è che quando in un seminario o stage una maestra dovrà parlare di Oriental Fusion lo possa fare perché sta facendo "cultura" e questa appartiene alla collettività. Al momento in FIDS CONI non abbiamo ancora codificato gli stili derivati dalla tradizione... perché stiamo lottando per avere un riconoscimento per i tre generi fondanti:
SHARQI (inteso come forma teatrale e coreografica) è la forma colta e da palazzo delle danze orientali
FOLK (inteso come forma popolare contadina) in cui s'intendono tutti gli stili folcloristici che dallo Sha'abi, vanno al Sai'di, Fellahi, ecc..
BELEDI (inteso come forma popolare urbana) in cui s'intende la nuova forma popolare che fa tesoro del passato ma si modifica nella realtà dei grossi centri urbani. Qui nasce la figura della solista.
BELLY DANCE o semplicemente BELLY (inteso come la forma cabarettistica del Raq Sharqi & Raq Beledi)

Sicuramente in un futuro quando avremmo ottenuto ciò che vogliamo, vale a dire il riconoscimento dei "generi" sopra riportati per le danzatrici italiane lotteremmo per avere la suddivisione del ORIENTAL FUSION appunto che comprenderà

ORIENTAL FANTASY inteso come danze orientali fuse con movimenti di danza "fantasy"
ORIENTAL TRIBAL inteso come danze orientali fuse con movimenti di danza "tribal"

Quando questo avverrà non ci sarà possibilità di fare altrimenti ed è per questo motivo che faccio "ora" questa puntualizzazione non come soggetto privato ma come rappresentante in Italia delle Danze Orientali in FIDS unica associazione di danza riconosciuta dal CONI.

In attesa che il mio discorso venga colto nel suo aspetto più sincero, tenendo presente che non ho alcun interesse privato che faccia muovere questo argomento, ma solo motivazioni di carattere pubblico e federale.

Vi ringrazio e attendo una vostra risposta
M.Rita Gandra "Margarita"

8 Gennaio 2008 - Intervento

Les Soeurs Tribales

Gentile M. Rita Gandra

E per conoscenza: Malika Ferhat/Alessandra Centonze, Lucia di Lucy In the Sky e Olivia Mancino che sono state chiamate in causa.

Noi Soeurs Tribales utilizziamo con Malika Ferhat la dicitura ORIENTAL FUSION® dal 2005, anno in cui abbiamo prodotto il primo spettacolo di “fusione” con vari tipi di danza: orientale, tribal, floklore e quella che da tempo chiamiamo danza di fusione e sperimentazione.
Abbiamo registrato il marchio ORIENTAL FUSION® per L’Europa dopo un’attenta ricerca, in quanto definisce in due termini lo spirito di ricerca della nostra danza alla quale stanno strette altri tipi di denominazione.
Il nostro ORIENTAL FUSION® indica con precisione la coesistenza di danza orientale, tribal bellydance, e danza di fusione e sperimentazione.
Abbiamo sentito l’esigenza di registrarlo perché il nostro è un lavoro INTERAMENTE ORIGINALE e facciamo del nostro meglio per differenziarci in una panorama, quello italiano, dove originalità e creatività sono talvolta carenti.

Questa sterile polemica ne è la dimostrazione.
Il nostro ORIENTAL FUSION® è quello di LES SOEURS TRIBALES e di MALIKA FERHAT, in quanto noi siamo state le prime ad occuparci di tribal bellydance e di danza di fusione e sperimentazione in Italia, fondando una scuola con tanto di sede e statuto, mentre le altre persone sono, come anche lei afferma discepole di.....e non loro stesse fondatrici di qualcosa.

Fa una grossa differenza essere “creatrici” o “esecutrici”.
Per quanto concerne l'inserimento di un’eventuale dicitura nella FIDS vorremmo sapere da Lei, in quanto rappresentante della FIDS, cosa vuol dire ORIENTAL FUSION® per voi e in che termini vorreste inserirlo. Secondo noi, se ci sono discepole che desiderano diffondere l’Oriental Fusion di SUHAILA SALIMPOUR oppure di TAMALYN DALLAL dovrebbe farlo indicando in seguito il nome dell'insegnante o della scuola a cui fanno riferimento. Oppure fare uno sforzo di fantasia e trovare una dicitura che si adatti al loro stile.
Noi siamo, comunque, aperte al dialogo ed al confronto.
In conclusione teniamo a ricordare, che ci sono altre danzatrici e insegnanti italiane che da anni riconoscono in noi e nel nostro lavoro un riferimento per la tribal bellydance e per ciò che riguarda le discipline di "fusione" nel nostro paese.

LES SOEURS TRIBALES
Francesca Pedretti, Cinzia Di Cioccio e Grazia Manetti

8 Gennaio 2008 - Intervento

Maria Rita Gandra - Margarita

Commento alla notizia apparsa su queste pagine il 13 Giugno 2007 riguardante la registrazione del marchio ORIENTAL FUSION® da parte di LES SOEURS TRIBALES® e di Malika Ferhat - Lettera aperta a Francesca Pedretti.

Riceviamo da Margarita e, come da Sua richiesta, pubblichiamo integralmente il contenuto di una sua mail inviata a Francesca Pedretti:

"Salve Francesca,
desidero fare un'appunto sulla notizia che avete pubblicato sul sito di Lucy in the Sky in data 13/06/07 in cui comunicate che il termine "ORIENTAL FUSION" è marchio registrato di LES SOEURS TRIBALES® e di MALIKA FERHAT. 

Scusatemi, non per polemica, ma per chiarezza, se l'ORIENTAL FUSION è un termine usato dalle maestre che lo hanno fondato, vedi SUHAILA SALIMPOUR oppure anche TAMALYN DALLAL .... ciò vuol dire che loro oppure le loro seguaci non lo possono più usare? 

Se mi permetto di fare questa precisazione è perché ho il dovere morale in quanto coordinatrice delle Danze Orientali in FIDS di fare chiarezza nel nostro settore in Italia e non vorrei che questa vostra precisazione impedisse alla danza di evolversi e di crescere. 

Mi spiegate come dovrebbero chiamarla le danzatrici come Oliva Mancino che rappresenta il Fusion della Salimpour in Italia, se non la può chiamare Oriental Fusion?  

Se faccio questo discorso vuole essere al di là delle parti, perché, come ho detto prima, lo dico solo per correttezza verso l'evoluzione della danza in Italia e perché non amo che si giochino meccanismi che impediscano di dare il "loro" nome agli stili di cui si parla. 

Allora se io decidessi domani di fare un marchio registrato "Modern Beledi", "Oriental Fantasy" oppure "Tribal Dance" farei in modo d'impedire ad altre danzatrici che lo possano usare .... ma impossessarsi di una dicitura che definisce uno "STILE NELLA DANZA" mi sembra al quanto poco democratico. 

Io in quanto coordinatrice della commissione FIDS in danze Orientali mi sento in obbligo di dirvi che la FIDS - CONI in futuro sicuramente inserirà nelle danze di competizioni lo stile "ORIENTAL FUSION" perché esiste ed è una realtà SOCIALMENTE RICONOSCIUTA. 

Ripeto non voglio fare polemica, ma chiarezza ed oltre a voi questa mail verrà inviata a Lucy per la sua pubblicazione. 

Grazie per l'attenzione e spero che, questo mio discorso possa far riflettere. 

M.Rita Gandra "Margarita"

13 Giugno 2007 - Notizia pubblicata sul sito

Les Soeurs Tribales

Marchio registrato

Riceviamo da Francesca e doverosamente pubblichiamo il suo messaggio:

"Abbiamo il piacere di comunicare che, a far data dalla presente, ORIENTAL FUSION® è a tutti gli effetti un marchio registrato. ORIENTAL FUSION® contraddistingue le attività congiunte di LES SOEURS TRIBALES® e di MALIKA FERHAT e pertanto non può essere utilizzato da terzi. Invitiamo cortesemente a non usufruire di questa dicitura per attività ed eventi non inerenti a LES SOEURS TRIBALES® e di MALIKA FERHAT. Certe della vostra collaborazione, vi salutiamo cordialmente.

LES SOEURS TRIBALES
Francesca Pedretti"

 

 

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