Il simbolo "Nefer" - in memoria del mio papi che seppe
trasmettermi questo amore
Salve a tutti!
Da buona amante e studiosa, a livello amatoriale, di Egittologia, Arte, Cultura e Lingua Araba, non potevo che scegliere un nome dal profondo e lontano significato.
L’amore per l’Egittologia mi ha travolta sin da piccola,
quando guardavo assieme al mio papà Pietro i documentari sull’Egitto,
i films, come il famoso “La Mummia” con Boris Karloff, sino al
mio primo Sussidiario di Scuola Elementare comprato alla Libreria Belforte
di Livorno, che sfogliai appena arrivata a casa, all'ansiosa ricerca del
capitolo inerente gli Antichi Egizi.
Tanti dolci ricordi ed un amore che è cresciuto sempre più dentro
di me.
E poi, come non appasionarmi all’Egittologia quando la mia Livorno, per
chi non lo sa, fu anche teatro di sbarco di antichi reperti imbarcati al Porto
di Alessandria d’Egitto provenienti dalla Campagna Franco Toscana promossa
da Napoleone Bonaparte con la collaborazione del Granduca Leopoldo II di Toscana?
Più in là vi racconterò!
Mi è d’obbligo fare una piccola introduzione e citare
e ringraziare il genio di Jean Francois Champollion il quale nel
1822, attraverso faticosi anni di studio della Stele di Rosetta,
riuscì a decifrare questi antichi segni al grido di “Ce
l’ho fatta!”.
Il termine “Geroglifici” non è Egizio, ma Greco, formato
dalle parole “hieros”, che significa sacro, e “glyphein”,
che significa incidere. Infatti gli Antichi Greci consideravano i geroglifici
incisi sulle steli e sui monumenti come scritture sacre.
L’alfabeto geroglifico è formato da innumerevoli segni che raffigurano
esseri viventi, oggetti o parte di essi.
Alcuni segni alfabetici hanno valore fonetico, cioè di suono, e sono chiamati segni consonantici (possono essere unilitteri, bilitteri e trilitteri), altri hanno valore ideografico (chiamati ideogrammi).
Il punto di riferimento per ogni studioso di egittologia è una selezione
di geroglifici fatta dall’Egittologo Inglese Alan Gardiner comprendente
circa 700 segni.
Nelle prossime pagine di questa rubrica, avremo modo di approfondire proprio
lo studio dei geroglifici.
Cominciamo con il simbolo
NFR
Dunque perché ho scelto come nome d’arte proprio ”NEFER”?
Forse sapene di più sul suo significato vi darà un'idea :-)
Il geroglifico Nefer è un ideogramma.
L’origine di questo geroglifico è molto complessa: il suo significato
puro è “il buono, il perfetto, la perfezione”; esso rappresenta
il cuore con trachea o lo stomaco con l’esofago.
Ciò sta a simboleggiare la perfezione dell’apparato digestivo
o circolatorio/respiratorio, ambedue comunque vitali per la sopravvivenza.

Il termine NEFER fu molto popolare tra gli Antichi Egizi, e fu incorporato in molti nomi propri, inclusi quelli delle famose Regine Nefertari, sposa diletta del Faraone Ramses II e di Nefertiti, moglie del Faraone eretico Akhenathon.
(Valle dei Re - Tomba di Nefertari - cartiglio della Regina - si noti al suo interno il simbolo Nefer)
Fu usato anche per esprimere i concetti di “dea” e “bellezza” ed ancora per esprimere felicità e buona fortuna.
Lo troveremo riprodotto come amuleto o altro gioiello decorativo.
Per cominciare c’è da dire che la lingua egiziana fece la sua apparizione attorno al 3000 a.C. e che nel corso degli anni subì una lenta e continua evoluzione, così come la sua scrittura; nel corso di questa lunga evoluzione, la lingua egiziana fu redatta in diverse grafie:
- La scrittura geroglifica:
il suo alfabeto, come abbiamo già detto, è formato
da innumerevoli segni che raffigurano esseri viventi, oggetti o
parte di essi.
Alcuni segni alfabetici hanno valore fonetico, cioè di suono, chiamati segni consonantici unilitteri, bilitteri e trilitteri, cioè esprimenti una, due o tre consonanti, altri valore ideografico, chiamati ideogrammi. - La
scrittura ieratica: non è che una semplificazione
della scrittura geroglifica.
In essa i segni geroglifici sono tracciati in maniera corsiva, a tal punto che è molto difficile riconoscere il tracciato dal segno originale.
Tale sistema di scrittura nacque sulla base dell’esigenza di redigere più velocemente i vari documenti amministrativi necessari alla frenetica attività di stato ed ai rapporti con gli stati limitrofi, poiché scrivere in geroglifico esteso richiedeva molto più tempo. Il termine “ieratico” significa “sacerdotale”. - La scrittura demotica: è a
sua volta una semplificazione della scrittura ieratica;
apparsa nel VII° secolo a.C. rimase in uso fin quasi alla fine dell’epoca Romana.
Il termine “demotico” significa popolare. - La scrittura copta: è la
scrittura utilizzata per scrivere la lingua copta o lingua popolare
cristiana, quando il Cristianesimo si diffuse in Egitto e solo
una parte della popolazione conosceva già il Greco, mentre
mentre la popolazione autoctona delle campagne parlava unicamente
la lingua demotica. Cosicché, quando masse sempre più numerose
di contadini si convertirono al Cristianesimo, l’esigenza
di leggere i testi sacri dette origine ad una nuova lingua ed una
nuova scrittura, che fece uso dell’alfabeto Greco maiuscolo
ampliato di sette segni desunti dal demotico.
Il copto disponeva anche di vocali, differenza sostanziale rispetto alle precedenti lingue e grafie. Il termine “copto” deriva dalla parola Greca “Aigyptios”, che significa “Egiziano” pronunciata dagli Arabi nel VII° Secolo con la radice “K-B-T” o “K PH T” (COPTO) in essa si fa uso sia di una parte dell’alfabeto Greco, sia di alcuni segni derivanti dal demotico.
Noi qui ci occuperemo della prima, la più antica.
Senza alcuna pretesa, ma con evidente orgoglio, sono davvero felice di
dare l'avvio anche a questa avventura (...
quante novità in questo 2007!) che vede la luce grazie all'impegno
di Monica, guida volontariamente (... ho davvero dovuto fare una pressione
minima!) offertasi per farci strada tra storia e cronaca, ed ancora simboli
e significati, tra i più arcani e ricchi di fascino:
quelli dell'antico
Egitto :-)
Grazie Monica!