Ideogrammi e segni bilitteri e trilitteri
Abbiamo già detto che la geroglifica è formata da
innumerevoli segni che raffigurano esseri viventi, oggetti o parte
di essi, alcuni con valore fonetico, cioè di suono, chiamati
segni consonantici unilitteri, già trattati in Geroglifici "monolitteri",
bilitteri (due consonanti) e trilitteri (tre consonanti), altri con
valore ideografico, chiamati ideogrammi o determinativi, privi di
valore fonetico, utilizzati per rafforzare il senso della parola
scritta con l’uso dell’alfabeto, onde evitare possibili
ambiguità e indicando così dove finiva la parola stessa.
Per fare un banale ma utile esempio: se veniva scritta la parola casa usando
le consonanti alfabetiche, essa era poi seguita dal simbolo determinativo rappresentante
la casa.
Per comodità di individuazione, questi segni furono divisi
in gruppi, a seconda non del loro valore di due o tre consonanti
o di determinativi, ma in base a ciò che essi rappresentano.
Quindi troveremo i loro valori consonantici non ordinati relativamente al suono,
ma raggruppati in specie di famiglie.
Vi ricordo che per rendere possibile la lettura dei loro valori
fonetici, altrimenti impossibile, riporteremo tra parentesi il relativo
suono inserendo delle “vocali di comodo”.
Indicheremo infine anche le loro varianti, cioè i diversi simboli usati
a seconda del periodo storico delle trascrizioni geroglifiche.
Esamineremo in questa pagina il gruppo di segni riferito all’UOMO, con l’indicazione anche del suo valore fonetico.
S
nelle parole connesse all’uomo ed alle sue attività, o come pronome personale prima persona singolare. Raffigura un uomo seduto a terra nella posa abituale che i numerosi dipinti ci tramandano, con una gamba con il ginocchio sollevato e l’altra ripiegata sotto la coscia, ideogramma o determinativo
I
indica la donna e la sfera femminile in generale. Ella è strettamente avvolta in un mantello e una lunga parrucca che ricade sulla schiena e sul seno
variante:
la donna e l’uomo con tre specie di barrette sotto, indicanti il plurale, stanno ad indicare la gente, popolo, umanità
HRD (HERED)
bambino con la mano portata alla bocca nel tipico gesto infantile, determinativo nelle parole connesse all’infanzia

variante:
il bambino con in testa la corona del Basso e dell’Alto Egitto (simboleggiante l’unificazione di due regni prima divisi), simboleggia un Principe Reale
IAW
rappresenta un vecchio ricurvo con il bastone, e significa essere vecchio, anzianità
l’uomo chinato con la mano alla bocca, funge da determinativo nelle attività di mangiare, bere, parlare, tacere, raccontare
DWA (DEWA)
l’uomo seduto in adorazione è un determinativo dell’atto di adorare le divinità
HNW (HENW)
determinativo della parola giubilo, gioia, talvolta lamentazione funeraria, o acclamazione dinanzi all’apparizione del re, raffigura l’uomo con i pugni serrati che si percuote il petto
MSH (MESH)
ideogramma o determinativo della parola esercito, raffigurante l’arciere, immagine per eccellenza del soldato egizio, vestito di un semplice perizoma con in una mano l’arco e nell’altra un mazzo di frecce, ed in testa una fascia con una piuma, simbolo di belligeranza
HFTY (HEFTY)
nemico, straniero, prigioniero, oppure SBI (SEBI) ribelle, rappresentato con le mani legate dietro la schiena. Si noti la barbetta tipica dei nemici stranieri

MWT
determinativo di morire, uomo morto probabilmente con un’arma in mano
WAB
sacerdote, nozione di purificazione, purezza, elementi attinenti alla sfera religiosa nell’antico egitto. Il geroglifico rappresenta un uomo su cui si sparge acqua versata da un vaso rituale

variante:
la stessa figura ulteriormente stilizzata
SR (SER)
dignitario, notabile, magistrato, alto funzionario in posa eretta con in mano i simboli del rango (fazzoletto in una mano e lungo bastone nell’altra), denota la posizione di potere
SHPS (SHEPES)
dignitario seduto su una sedia dalle gambe taurine o leonine, a seconda delle epoche o delle mode. Ideogramma di essere nobile, riverito, prezioso, anch’esso immagine dell’autorità esercitata attraverso lo svolgimento di una funzione
TUT o KHNT (KHENET)
ciò che è simile, simulacro, statua. Per un antico egizio farsi fare una statua era un atto rituale e profondamente religioso. La statua era un vero e proprio sostituto dell'essere raffigurato e come tale riceveva un posto preciso nelle tombe e nei monumenti in genere.
SAU
guardia, mandriano, poi divenuto successivamente ideogramma di IRY, cioè “che concerne, di, appartenente a”. l’uomo seduto avvolto nel manto tiene in mano un bastone con all’apice una frusta
KD (KED)
uomo che edifica un muro, muratore, ideogramma di edificare, costruire, plasmare. Gli antichi egizi costruivano muri con mattoni di argilla cruda del Nilo mischiata a paglia tritata e letame, poi messa in forme rettangolari di legno ed essiccata al sole. La pietra era invece riservata al sacro, per durare nell’eternità.
NIS
supplice, ideogramma di chiamare, invocare, uomo con il braccio in avanti ed il palmo della mano rivolto verso l’alto, gesto che esprime l’invocazione

KAI
essere alto, esaltare. Ideogramma di espressione di gioia e trionfo.
UI
mummia, ideogramma di forma, aspetto, o trasformazione. La mummia per gli antichi egizi rappresentava non l’immobilità ma la trasformazione
SGR (SEGER)
giacere, dormire, morire. Infatti il concetto di morte per gli egizi non rappresentava la fine

IUR
concepire. essere incinta, donna accovacciata a terra. Gli egizi conoscevano perfettamente il nesso tra l’atto sessuale ed il concepire; infatti avevano messo a punto un sistema contraccettivo a base di acacia, datteri ed un tipo di zucca, il tutto tritato e mischiato a miele, a cui attribuivano un’efficacia che andava da uno a tre anni.

MSI (MESI)
donna che partorisce, nascita. Secondo una particolare pratica, la donna nell’antico egitto partoriva accosciata su dei mattoni cosiddetti “mattoni della nascita”, una sorta di sedia gestatoria
variante:
MS (MES)
questa variante sostituisce alla testina del bambino il geroglifico delle pelli di Fenek che simboleggia i capelli

MNAT (MENAT)
la donna che allatta il bambino seduta a terra, ideogramma di allattare, nutrire

variante:
RNN
(RENEN)
nutrire, variante di donna che allatta sulla sedia

TP (TEP) talvolta anche da leggersi DADA
la testa d’uomo, determinativo relativo ai movimenti del capo

HR (HER)
la faccia, è uno dei pochi geroglifici rappresentati di fronte, infatti da esso deriva anche la preposizione “davanti, sopra”
IRT (IRET)
creare, fare relativo all’azione di vedere. Tale organo assumeva fondamentale importanza nell’antico egitto, come strumento di percezione ed al tempo stesso espressione della personalità e dei sentimenti. Il geroglifico dell’occhio era considerato strumento in grado di respingere i flussi maligni, il malocchio, che gli egiziani chiamavano “occhio cattivo”, e rappresentato sui sarcofagi in segno di protezione
UJAT
l’occhio sano, l’occhio del Dio falco Horo, rappresentante un occhio umano con sotto il piumaggio del falco, che secondo il mito fu strappato ad Horo dal Dio rivale Seth. Fu simbolo antichissimo di protezione magica, usato come amuleto, e decorò steli e sarcofagi.
INY
determinativo di capelli, peli, pelli di Fenek

FND (FENED) FNG (FENEG)
naso, odorato ed anche gioia, perché nelle raffigurazioni parietali si vedono spesso donne aspirare con soavità il profumo di un fiore di loto.Nel geroglifico il naso è rappresentato con la guancia e l’occhio
RE
la bocca, fessura, fenditura, anche usato solo come R (vedi segni unilitteri)
KA
lo spirito, compare molto frequentemente nel sistema geroglifico, non funge mai da determinativo e quindi ha un valore religioso tutto suo

variante:
combinazione del KA con uno stendardo divino, per esprimere proprio la sua natura divina e il simbolo

NEHEB-KAU
serpente mitico e ipostasi del Dio creatore
N e NN
braccia allargate in segno di diniego, determinativo nei verbi negativi di ignorare, essere ignorante
DI
ideogramma di dare, braccio che offre un pane a forma conica, a volte seguito dal simbolo del pane raffigarato separatamente sotto l'ideogramma
variante:
braccio con ciotola
braccio
con pane a forma rotonda

GSR (GESER)
braccio con il bastone, ideogramma di essere sacro o segregare
MT (MET)
determinativo di virilità, il fallo eretto e circonciso, secondo la comune pratica egiziana tramandataci da scene provenienti da innumerevoli tombe, raffiguranti il fanciullo in atto di essere sottoposto a tale pratica, saldamente immobilizzato da un uomo. Tale atto veniva praticato sul fanciullo sia per ragioni igieniche che come cerimonia sombolica dìingresso nella sfera degli adulti
variante:
il fallo che emette il liquido seminale a significare la procreazione
BIBLIOGRAFIA:
Maria Carmela Betrò, Geroglifici - 580 segni per capire l’Antico Egitto, Edizione Mondatori
Senza alcuna pretesa, ma con evidente orgoglio, sono davvero felice di
dare l'avvio anche a questa avventura (...
quante novità in questo 2007!) che vede la luce grazie all'impegno
di Monica, guida volontariamente (... ho davvero dovuto fare una pressione
minima!) offertasi per farci strada tra storia e cronaca, ed ancora simboli
e significati, tra i più arcani e ricchi di fascino:
quelli dell'antico
Egitto :-)
Grazie Monica!