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Geroglifici raffiguranti l'uomo

a cura di Monica Benvenuti
Presidente dell’Associazione “L’Antico Egitto di Nefer”

Ideogrammi e segni bilitteri e trilitteri

Abbiamo già detto che la geroglifica è formata da innumerevoli segni che raffigurano esseri viventi, oggetti o parte di essi, alcuni con valore fonetico, cioè di suono, chiamati segni consonantici unilitteri, già trattati in Geroglifici "monolitteri", bilitteri (due consonanti) e trilitteri (tre consonanti), altri con valore ideografico, chiamati ideogrammi o determinativi, privi di valore fonetico, utilizzati per rafforzare il senso della parola scritta con l’uso dell’alfabeto, onde evitare possibili ambiguità e indicando così dove finiva la parola stessa.
Per fare un banale ma utile esempio: se veniva scritta la parola casa usando le consonanti alfabetiche, essa era poi seguita dal simbolo determinativo rappresentante la casa.

Per comodità di individuazione, questi segni furono divisi in gruppi, a seconda non del loro valore di due o tre consonanti o di determinativi, ma in base a ciò che essi rappresentano.
Quindi troveremo i loro valori consonantici non ordinati relativamente al suono, ma raggruppati in specie di famiglie.

Vi ricordo che per rendere possibile la lettura dei loro valori fonetici, altrimenti impossibile, riporteremo tra parentesi il relativo suono inserendo delle “vocali di comodo”.
Indicheremo infine anche le loro varianti, cioè i diversi simboli usati a seconda del periodo storico delle trascrizioni geroglifiche.

Esamineremo in questa pagina il gruppo di segni riferito all’UOMO, con l’indicazione anche del suo valore fonetico.
S

nelle parole connesse all’uomo ed alle sue attività, o come pronome personale prima persona singolare. Raffigura un uomo seduto a terra nella posa abituale che i numerosi dipinti ci tramandano, con una gamba con il ginocchio sollevato e l’altra ripiegata sotto la coscia, ideogramma o determinativo

I

indica la donna e la sfera femminile in generale. Ella è strettamente avvolta in un mantello e una lunga parrucca che ricade sulla schiena e sul seno

 

 

variante:

la donna e l’uomo con tre specie di barrette sotto, indicanti il plurale, stanno ad indicare la gente, popolo, umanità

 

 

 

HRD (HERED)

bambino con la mano portata alla bocca nel tipico gesto infantile, determinativo nelle parole connesse all’infanzia

variante:

il bambino con in testa la corona del Basso e dell’Alto Egitto (simboleggiante l’unificazione di due regni prima divisi), simboleggia un Principe Reale

 

IAW

rappresenta un vecchio ricurvo con il bastone, e significa essere vecchio, anzianità

 

 

l’uomo chinato con la mano alla bocca, funge da determinativo nelle attività di mangiare, bere, parlare, tacere, raccontare

 

 

DWA (DEWA)

l’uomo seduto in adorazione è un determinativo dell’atto di adorare le divinità

 

 

HNW (HENW)

determinativo della parola giubilo, gioia, talvolta lamentazione funeraria, o acclamazione dinanzi all’apparizione del re, raffigura l’uomo con i pugni serrati che si percuote il petto

 

MSH (MESH)

ideogramma o determinativo della parola esercito, raffigurante l’arciere, immagine per eccellenza del soldato egizio, vestito di un semplice perizoma con in una mano l’arco e nell’altra un mazzo di frecce, ed in testa una fascia con una piuma, simbolo di belligeranza

 

HFTY (HEFTY)

nemico, straniero, prigioniero, oppure SBI (SEBI) ribelle, rappresentato con le mani legate dietro la schiena. Si noti la barbetta tipica dei nemici stranieri

 

MWT

determinativo di morire, uomo morto probabilmente con un’arma in mano

 

 

WAB

sacerdote, nozione di purificazione, purezza, elementi attinenti alla sfera religiosa nell’antico egitto. Il geroglifico rappresenta un uomo su cui si sparge acqua versata da un vaso rituale

variante:

la stessa figura ulteriormente stilizzata

 

 

SR (SER)

dignitario, notabile, magistrato, alto funzionario in posa eretta con in mano i simboli del rango (fazzoletto in una mano e lungo bastone nell’altra), denota la posizione di potere

 

 

SHPS (SHEPES)

dignitario seduto su una sedia dalle gambe taurine o leonine, a seconda delle epoche o delle mode. Ideogramma di essere nobile, riverito, prezioso, anch’esso immagine dell’autorità esercitata attraverso lo svolgimento di una funzione

 

TUT o KHNT (KHENET)

ciò che è simile, simulacro, statua. Per un antico egizio farsi fare una statua era un atto rituale e profondamente religioso. La statua era un vero e proprio sostituto dell'essere raffigurato e come tale riceveva un posto preciso nelle tombe e nei monumenti in genere.

 

SAU

guardia, mandriano, poi divenuto successivamente ideogramma di IRY, cioè “che concerne, di, appartenente a”. l’uomo seduto avvolto nel manto tiene in mano un bastone con all’apice una frusta

 

KD (KED)

uomo che edifica un muro, muratore, ideogramma di edificare, costruire, plasmare. Gli antichi egizi costruivano muri con mattoni di argilla cruda del Nilo mischiata a paglia tritata e letame, poi messa in forme rettangolari di legno ed essiccata al sole. La pietra era invece riservata al sacro, per durare nell’eternità.

 

NIS

supplice, ideogramma di chiamare, invocare, uomo con il braccio in avanti ed il palmo della mano rivolto verso l’alto, gesto che esprime l’invocazione

 

 

KAI

essere alto, esaltare. Ideogramma di espressione di gioia e trionfo.

 

 

 

UI

mummia, ideogramma di forma, aspetto, o trasformazione. La mummia per gli antichi egizi rappresentava non l’immobilità ma la trasformazione

 

 

SGR (SEGER)

giacere, dormire, morire. Infatti il concetto di morte per gli egizi non rappresentava la fine

 

IUR

concepire. essere incinta, donna accovacciata a terra. Gli egizi conoscevano perfettamente il nesso tra l’atto sessuale ed il concepire; infatti avevano messo a punto un sistema contraccettivo a base di acacia, datteri ed un tipo di zucca, il tutto tritato e mischiato a miele, a cui attribuivano un’efficacia che andava da uno a tre anni.

 

MSI (MESI)

donna che partorisce, nascita. Secondo una particolare pratica, la donna nell’antico egitto partoriva accosciata su dei mattoni cosiddetti “mattoni della nascita”, una sorta di sedia gestatoria

variante:
MS (MES)

questa variante sostituisce alla testina del bambino il geroglifico delle pelli di Fenek che simboleggia i capelli

 

 

MNAT (MENAT)

la donna che allatta il bambino seduta a terra, ideogramma di allattare, nutrire

variante:
RNN (RENEN)

nutrire, variante di donna che allatta sulla sedia

 

 

TP (TEP) talvolta anche da leggersi DADA

la testa d’uomo, determinativo relativo ai movimenti del capo

 

 

HR (HER)

la faccia, è uno dei pochi geroglifici rappresentati di fronte, infatti da esso deriva anche la preposizione “davanti, sopra”

 

IRT (IRET)

creare, fare relativo all’azione di vedere. Tale organo assumeva fondamentale importanza nell’antico egitto, come strumento di percezione ed al tempo stesso espressione della personalità e dei sentimenti. Il geroglifico dell’occhio era considerato strumento in grado di respingere i flussi maligni, il malocchio, che gli egiziani chiamavano “occhio cattivo”, e rappresentato sui sarcofagi in segno di protezione

UJAT

l’occhio sano, l’occhio del Dio falco Horo, rappresentante un occhio umano con sotto il piumaggio del falco, che secondo il mito fu strappato ad Horo dal Dio rivale Seth. Fu simbolo antichissimo di protezione magica, usato come amuleto, e decorò steli e sarcofagi.

INY

determinativo di capelli, peli, pelli di Fenek

 

FND (FENED) FNG (FENEG)

naso, odorato ed anche gioia, perché nelle raffigurazioni parietali si vedono spesso donne aspirare con soavità il profumo di un fiore di loto.Nel geroglifico il naso è rappresentato con la guancia e l’occhio

 

RE

la bocca, fessura, fenditura, anche usato solo come R (vedi segni unilitteri)

KA

lo spirito, compare molto frequentemente nel sistema geroglifico, non funge mai da determinativo e quindi ha un valore religioso tutto suo

variante:

combinazione del KA con uno stendardo divino, per esprimere proprio la sua natura divina e il simbolo

NEHEB-KAU

serpente mitico e ipostasi del Dio creatore

 

 

N e NN

braccia allargate in segno di diniego, determinativo nei verbi negativi di ignorare, essere ignorante

DI

ideogramma di dare, braccio che offre un pane a forma conica, a volte seguito dal simbolo del pane raffigarato separatamente sotto l'ideogramma

variante:

braccio con ciotola

braccio con pane a forma rotonda

 

 

GSR (GESER)

braccio con il bastone, ideogramma di essere sacro o segregare

 

 

MT (MET)

determinativo di virilità, il fallo eretto e circonciso, secondo la comune pratica egiziana tramandataci da scene provenienti da innumerevoli tombe, raffiguranti il fanciullo in atto di essere sottoposto a tale pratica, saldamente immobilizzato da un uomo. Tale atto veniva praticato sul fanciullo sia per ragioni igieniche che come cerimonia sombolica dìingresso nella sfera degli adulti

variante:

il fallo che emette il liquido seminale a significare la procreazione

 

 

BIBLIOGRAFIA:

Maria Carmela Betrò, Geroglifici - 580 segni per capire l’Antico Egitto, Edizione Mondatori

 

Senza alcuna pretesa, ma con evidente orgoglio, sono davvero felice di dare l'avvio anche a questa avventura (... quante novità in questo 2007!) che vede la luce grazie all'impegno di Monica, guida volontariamente (... ho davvero dovuto fare una pressione minima!) offertasi per farci strada tra storia e cronaca, ed ancora simboli e significati, tra i più arcani e ricchi di fascino:
quelli dell'antico Egitto :-)

Grazie Monica!

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