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Danza del Ventre: Danza della Fertilità

a cura di Maria Strova

Cosa intendo quando affermo che "la danza del ventre è una danza della fertilità"

Per dare un orientamento generale sui simboli possiamo dire che in tutti i popoli umani si trovano alberi, pietre, animali ed elementi come l’acqua e il fuoco, riconosciuti come portatori di un messaggio spirituale, che va al di là della loro forma; ovvero sono simboli che per la coscienza umana esprimono “qualcosa in più”.
Questo qualcosa in più rappresenta la preoccupazione umana, la paura stessa collegata ai nostri bisogni primordiali di sopravvivenza - come la salute, l’ambiente, le risorse alimentari - ma anche l’ambizione umana di sicurezza, ricchezza e potere, e la vita spirituale collegata alla morte, all’anima, al divenire, all’eternità.
Per la danza del ventre, sono i temi della fertilità e della sessualità, quelli che ci riguardano più direttamente e che fin dai tempi antichi, sono stati da sempre fonte di interesse umano, tanto positivo quanto negativo, e investiti di sacralità.

Qui vorrei fare attenzione a non ribadire l’idea di danza del ventre come “danza della fertilità” con superficialità e pertanto vorrei chiarire che quando parlo dei simboli di fertilità e di fecondità di questa danza li intendo come simboli dell’anima e dell’eternità, incentrati sul principio vitale che attraverso la sessualità sostiene la vita (vedere il tema della fecondità sul simbolo della cintura), e non mi riferisco alla danza del ventre come a una danza invitante all’atto sessuale - come a volte la si vuole ridurre sia nella sua esecuzione sia nella sua osservazione - a una danza della fertilità che preclude completamente il suo aspetto vitale-cosmico originario.
Vorrei ricordare che i simboli esprimono “qualcosa in più”.

Quando parliamo di fertilità, viene in mente anche la nascita oppure la morte.
In verità, i simboli di questa danza sono simboli di nascita, di morte e di ricreazione. Riguardano ovviamente la nascita biologica ma, in quanto strumenti creativi della nostra mente, essi alludono al parto come metafora, per designare l’accesso alla vita dello spirito e alla morte, e per indicare un cambiamento spirituale. Questo aspetto riguarda la scoperta e la comprensione di noi stesse che mettiamo in atto attraverso la danza. Indica un percorso di crescita e, perciò, segna una nuova nascita.
Una qualità unificante molto bella dei simboli e che trascende la geografia, le razze e il tempo.
Per questo troviamo molte danze somiglianti alla danza del ventre nelle culture più diverse e più distanti, che si esprimono con movimenti simili e sono ancorate nelle danze della nascita dei popoli primigeni.
La nascita ha insita in sé l’idea della rinascita; suggerisce una vita da cercare dentro la vita stessa, una nascita che dia senso al nostro cammino, un rinascere nella vita profonda del ventre: «È per rinascere che siamo nati», ci ha detto Neruda.

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