Cosa intendo quando affermo che "la danza del ventre è una danza della fertilità"
Per dare un orientamento generale sui simboli possiamo dire
che in tutti i popoli umani si trovano alberi, pietre, animali ed
elementi come l’acqua e il fuoco, riconosciuti come portatori
di un messaggio spirituale, che va al di là della loro forma;
ovvero sono simboli che per la coscienza umana esprimono “qualcosa
in più”.
Questo qualcosa in più rappresenta la
preoccupazione umana, la paura stessa collegata ai nostri bisogni
primordiali di sopravvivenza - come la salute, l’ambiente,
le risorse alimentari - ma anche l’ambizione umana di sicurezza,
ricchezza e potere, e la vita spirituale collegata alla morte, all’anima,
al divenire, all’eternità.
Per la danza del ventre,
sono i temi della fertilità e della sessualità, quelli
che ci riguardano più direttamente e che fin dai tempi antichi,
sono stati da sempre fonte di interesse umano, tanto positivo quanto
negativo, e investiti di sacralità.
Qui vorrei fare attenzione a non ribadire l’idea di danza
del ventre come “danza della fertilità” con superficialità e
pertanto vorrei chiarire che quando parlo dei simboli di fertilità e
di fecondità di questa danza li intendo come simboli dell’anima
e dell’eternità, incentrati sul principio vitale che
attraverso la sessualità sostiene la vita (vedere il
tema della fecondità sul simbolo della cintura), e non mi
riferisco alla danza del ventre come a una danza invitante all’atto
sessuale - come a volte la si vuole ridurre sia nella sua esecuzione
sia nella sua osservazione - a una danza della fertilità che
preclude completamente il suo aspetto vitale-cosmico originario.
Vorrei ricordare che i simboli esprimono “qualcosa in più”.
Quando parliamo di fertilità, viene in mente anche la nascita oppure
la morte.
In verità, i simboli di questa danza sono simboli di nascita,
di morte e di ricreazione. Riguardano ovviamente la nascita biologica ma, in
quanto strumenti creativi della nostra mente, essi alludono al parto come metafora,
per designare l’accesso alla vita dello spirito e alla morte, e per indicare
un cambiamento spirituale. Questo aspetto riguarda la scoperta e la comprensione
di noi stesse che mettiamo in atto attraverso la danza. Indica un percorso
di crescita e, perciò, segna una nuova nascita.
Una qualità unificante molto bella dei simboli e che trascende la geografia,
le razze e il tempo.
Per questo troviamo molte danze somiglianti alla danza
del ventre nelle culture più diverse e più distanti, che si esprimono
con movimenti simili e sono ancorate nelle danze della nascita dei popoli primigeni.
La nascita ha insita in sé l’idea della rinascita; suggerisce
una vita da cercare dentro la vita stessa, una nascita che dia senso al nostro
cammino, un rinascere nella vita profonda del ventre: «È per
rinascere che siamo nati», ci ha detto Neruda.