Il termine Raqs Sharqi significa danza orientale e rappresenta la danza classica, popolare e tradizionale dell’Egitto, che viene praticata ancor oggi, concepita come divertimento sociale all’interno della famiglia o in occasioni di feste e matrimoni.
E una danza di cui non esiste documentazione scritta che risalga a periodi antecedenti il 1800, però hanno trovato dei geroglifici egizi che indicano le sue origine dentro templi faraonici come danza sacra…
Piu avanti comincia a essere praticata in pubblico come divertimento e inizia a ricevere l’influenza dei paesi conquistasti, per esempio nel secolo XVI la danza indiana si innesta, in parte, poi l’egiziana facendo nascere un prodotto artistico di forte impatto, in questo caso la fusione e a favore della grazia, gestualità con linee flessuose e dolci.
Un altro esempio: la danza del velo fu praticata negli spettacoli orientali negli anni 40, grazie ad una coreografa russa insegnante di Samya Gamal, che insegnò l’uso dei veli a la grande danzatrice, cosi Samya l’ha introdotto per la prima volta nei teatri egiziani... anche se il velo è un accessorio molto importante nella cultura orientale in genere.
Se vogliamo parlare del Raqs Baladi: nasce fra la fusione del folklore urbano, portato in città attraverso le migrazione della popolazione della campagna, con la musica e la danza delle comunità straniere come: greci, italiani, inglesi e francesi, comunque le radici e le componenti egiziani rimangono molto forti.
Per quanto riguarda lo stille Raqs Sharqi. colto raffinato, elegante, mantiene la base del baladi arricchite con forme accademiche occidentali, dove si attenuano la natura terrena dei movimenti grazie all’ uso della mezza punta.
Penso che i percorsi trasversali del passato, hanno dimostratoche epossibileintervenire in forma non aggressiva ed invadente…, lasciando una delicata ma decisa impronta che non modifica l’ essenza e lo spirito,che rappresentano la tradizione e la storia de una grande cultura.
Secondo la mia esperienza personale, ho iniziato a ballare coinvolta da la magia del mondo orientale, proprio in Libano dove ho trascorso quasi 6 mesi. Questo contatto diretto mi ha inspirato significativamente con la musica e danza del posto, dove ho avuto la occasione distudiare lo stilo folk e anche il baladi classico.
Al mio ritorno affascinata, ho continuato a studiare lo sharqi
classico… che
finalmente ha conquistato il mio cuore e si è identificato nel mio
stille, si è abbinato perfettamente con la mia radice nella
danza classica… Oggi per oggi, mi piace tanto abbinare anche ‘elementi‘ del
pop, il jazz, il moderno per 2 motivi:
1 - per continuare in linea parallela
con l’evoluzione della
danza orientale credo sia necessario crescere insieme alle
innovazioni, sempre che queste siano valide e in un giusto equilibrio.
2
- Perché sento che donano alla mia performance grinta e
personalità.
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Intervento estratto dalla relazione del Congresso Danze Orientali 23 24 e 25 Novembre 2007