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La Danza su Tabla

a cura di Stolfo Fent

Danza su Tabla - Stolfo fent

Dialogo tra Danzatrice e Percussionista

Tabla Saluti!

"E' la danzatrice a seguire le evoluzioni ritmiche del percussionista o il percussionista a seguire i movimenti della danzatrice?"

Questa è la domanda più frequente tra le partecipanti ai miei stage di percussioni arabe, ma prima di rispondere vorrei raccontarvi un'antica leggenda e ricordarvi un po' di storia.

Una volta un vecchio sedeva sulle rive di un fiume e contemplava, rapito, l'acqua, quando improvvisamente parve che qualcosa di vivo vi si agitasse.
Un coccodrillo? No, ma un tronco d'albero che ora appariva ora scompariva coperto da un'onda a intervalli regolari.
Il vecchio afferrò il suo tamburo e dolcemente cominciò a batterlo secondo quel ritmo, e, mentre suonava, nacque in lui l'idea di una nuova danza.

L'origine della danza su percussioni è antichissima, quasi preistorica, tanto da annoverarsi tra le prime forme di linguaggio e di espressività corporea, utilizzate per raccontare attraverso la pantomimica le vicende quotidiane con il battere ritmicamente i piedi e le mani e via via, usando legni, sonagli ecc...
Per cui c'è un collegamento fisico, primordiale ed atavico tra percussioni e danza.
Esistono, infatti, in Mesopotamia ed antico Egitto ritrovamenti archeologici con incisioni su pietra e pitture raffiguranti danzatricie musicisti.

Nell'età del bronzo venivano impiegati piatti, cimbali e castagnette metalliche per esorcizzare con fragore malignità e superstizioni.
É plausibile che durante questi rituali magici, avvolti da un suono metallico, acuto, dall'effetto ipnotico, i presenti si lasciassero cadere in uno stato di trance, espandendo il proprio essere attraverso il movimento liberatorio.

Nel corso dei secoli le arti della musica e della danza, grazie alle transizioni migratorie ed all'incontro/scontro tra popoli di culture diverse, si fanno via via sempre più raffinate.
Il tamburo rappresentava simbolicamente il femminile, legato alla terra come forza creatrice, mentre gli strumenti aerofoni (flauti e ance di canna), rappresentavano il maschile legato al mondo spirituale ed a quello che sta al di sopra.
Quando gli strumenti si univano, la somma dei loro suoni dava la totalità dell'esistente.
I musicisti avevano per ciò un ruolo privilegiato nella società e gli stessi schiavi venivano considerati e rispettati, se ritenuti in possesso di questo potere di congiungimento agli dei attraverso il suono, mentre la danza esprimeva i simbolismi visivi con notevole impatto scenico sui presenti.

La musica e la danza da allora accompagnano le vicende dell'umanità in tutte le epoche, durante il culto e le celebrazioni delle divinità, all'interno dei palazzi reali, tra la plebe o durante le battaglie.

Come rispondere allora alla domanda iniziale?

Stiamo ovviamente parlando di improvvisazioni, perché altrimenti su sequenze costruite e coreografate, tra battiti e accenti e rulli di tamburo, vengono presi accordi ben precisi tra le due parti, movimento su movimento.
Durante l'improvvisazione tra danzatrice e percussionista, invece, tutto può accadere poiché esiste un potere trainante che lega e trascina emotivamente le persone.
Nel caso della danza araba, questo potere può derivare da entrambe le parti, ma è di fondamentale importanza che chi conduce il gioco guidi l'altro con sicurezza e decisione, e sia il più possibile “leggibile” per chi dovrà seguirlo, qualunque sia il suo ruolo.

Esempio: la danzatrice potrà fare dei movimenti molto ampi, enfatizzati, prima di un drop o di un altro movimento accentuato, per far intuire e preparare il percussionista ad un sak (accento molto forte e acuto della percussione); mentre il suonatore di tamburi potrà accennare una volta una frase ritmica, in modo tale che la danzatrice la capisca, per poi ripeterla per altre tre volte (formula a 4 fraseggi, che possono essere anche a 2, ma diventa più difficile).

Inoltre, ci sono dei trucchetti d'intesa tra danzatrice e percussionista, di gestualità segreta, ossia movimenti chiave che danno il via a degli schemi prestabiliti in precedenza, per uscire dall'improvvisazione.

Dunque la risposta è che tra danzatrice e percussionista c'è un alternanza su chi guida il gioco e più la coppia è affiatata e di lunga conoscenza e più sarà interattiva.

L’improvvisazione musicale non è un argomento facile da affrontare, perché non esistono che poche piccole regole ricavate dall’esperienzae dall’osservazione di situazioni differenti.
Inoltre, ogni ballerina ed ogni percussionista mettono nell’improvvisazione caratteristiche assolutamente personali ed inimitabili.
Posso, comunque, dare dei suggerimenti per fornire alla ballerina una conoscenza più approfondita di quello che sarà il suo accompagnamento musicale, cosicché ella possa esprimersi al meglio e con maggiore serenità.

La danzatrice deve innanzitutto approfondire la conoscenza del tempo musicale, la conoscenza dei ritmi, della tecnica della darbuka; deve poi essere consapevole di quello che vuole, conoscere gli strumenti ed i loro timbri per potersi costruire una propria sonorità ideale, poichè è chiaro che il carattere di un assolo sarà determinato inevitabilmente dagli strumenti ivi presenti e dal loro inter-play.
Può essere molto utile conoscere anche la tecnica personale di quello specifico percussionista, perché spesso essa deriva dalla sua provenienza.

Userò, quindi, di seguito un linguaggio onomatopeico universale, adatto per la recitazione ritmica, tramite il quale la comunicazione tra ballerina e percussionista risulta assolutamente immediata, indipendentemente dalle loro origini.
Queste timbriche e sonorità sono relative alla maggior parte degli strumenti arabi a percussione.
E prenderò in considerazione lo strumento più diffuso e conosciuto: la Darbuka.

 
Tocchi e suoni della Darbuka

La Darbuka o Tabla come viene chiamata in Egitto offre una notevole varietà di suono, di seguito un elenco delle sonorità più importanti, mentre altre possono essere considerate effetti sonori speciali.

SAK

Accento acuto e forte

DUM

Accento forte e profondo

TAK

Accento di intensità media con la mano destra

KA o ES

Accento di intensità media con la mano sinistra, tengo a precisare che ES significa pausa e quindi silenzio, ma questi spazi spesso vengono riempiti con uno o più tocchi per abbellire il ritmo con diverse variazioni.

POP

Accento più leggero e secco ottenuto con ripetuti KA e la pressione della mano destra a mo' di sordina sulla pelle con la quale spostandosi sulla superficiepossiamo modulareletonalità che possono essere ascendenti o discendenti

SPRITE

Effetto di breve rullo acuto suonato con la successione rapida delle 4 dita, con le unghie della mano dx

RACA e RACATAK

Si tratta di doppie acciaccature, cioè di doppi battiti di Ka che precedono solitamente il Tak. Vengono usati come abbellimenti su accenti di Ka (RACA) e di Tak (RACATAK) quelli sui Ka saranno ovviamente più brevi perché questi cadono prima all’interno della battuta.
Questi possono ripetersi su più movimenti musicali ed a volte vanno ad appoggiarsi su un finale di Dum e Tak; inoltre, in mezzo a questi rulli si possono introdurre anche accenti casuali, sempre situati però sul Dum o sul Tak.

 
Differenti tipi di rulli

Esistono diversi tipi di rullo, tra cui ne prediamo in esame due.
Il primo detto rullo 1:1 è eseguito con velocissimi battiti ripetuti a mani alternate; il secondo, detto in gergo Fingher style, si ottiene utilizzando l’alternanza delle dita.
All’inizio, alla fine, oppure all’interno dei differenti rulli si possono inserire accenti di abbellimento in TAK, DUM, POP e SAK.
Spesso troviamo delle frasi di rulli con un TAKA (tak+ka) finale.
Questi rulli possono avere un attacco in battere o in levare.
Di seguito elenchiamo differenti tipi di rulli semplici (privi di accenti) con lunghezze variabili.

RULLO 1

Occupa la durata di un movimento musicale all’ interno della battuta. Può trovarsi sul primo movimento, sul secondo, terzo o quarto, e può essere anche ripetuto più volte all’interno della stessa battuta con una piccola pausa tra l’uno e l’altro.

RULLO 2

Occupa due movimenti della battuta ed è consecutivo, da non confondere con le due rullate del rullo1. Anche questo rullo può essere spostato in maniera indifferente all’ interno della battuta.

RULLO 3

Occupa i tre movimenti

RULLO PIENO

Occupa la durata dell’intera battuta

 
Le vibrazioni (shimmy)

La vibrazione dello Shimmy, eseguita dalla danzatrice, è accompagnata dal percussionista solista usando differenti tecniche di rullo, talvolta rallentando o accelerandone la velocità, o modulando la sua intensità.
Giocando tra variazioni e dinamica il percussionista potrà seguire i movimenti della ballerina o sarà lei stessa a seguire l’ispirazione del percussionista.

Solitamente verso la fine del rullo il percussionista inserisce un POP glissato (solitamente rallentato), che indica l’avvicinamento alla conclusione, quest’ultimo può essere richiesto comunque anche dalla ballerina.

 

Dinamica e colore

Durante l’esecuzione di un assolo di percussioni, è di buon gusto alternare momenti di grande intensità energetica a momenti soft, il forte e il piano per ottenere maggior coinvolgimento emozionale, a questo scopo utilizzando anche accelerazioni, rallentamenti e cambi del ritmo.

Quando l’improvvisazione è totale, perché ci sia un vero e proprio dialogo, le personalità di danzatrice e musicista dovranno essere libere di esprimersi senza troppa prevaricazione, quindi si alterneranno momenti nei quali sarà la ballerina a guidare con i suoi movimenti il percussionista e momenti invece nei quali sarà lui a farla letteralmente ballare.

 

*Questo lavoro è la sintesi di anni di esperienza ed per me è un piacere divulgarlo a scopo didattico e condividerlo con chi saprà farne buon uso!

Stolfo

 

 

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