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Danzando ad occhi chiusi… il cerchio magico

a cura di Alice Nuar

Vortice di colori, trasparenze, luci, sovrapposizioni, luccichii, suoni.. ogni donna che danza è caleidoscopica, crea stupore nei nostri occhi di bimbe, è incantata, meravigliosa, astratta, fantastica.. è magica... Ricordo quando per la prima volta ho visto le mie maestre danzare…
“oooohh!”… le stesse sensazioni ed emozioni di quando, per la prima volta da bambina ho guardato attraverso quel buco magico: vetri sfaccettati, riflessi e forme sempre uniche nelle loro evoluzioni.

E quando chiudo gli occhi e danzo posso ancora sentire quella gioia, quello stupore...

Immaginare di essere dove vanno i pensieri, lasciarsi guidare altrove, dove la mente desidera portarci, in una fiaba, in un bosco, vicino ad una cascata o fra i fiori di campo, laddove il ritmo è unico: quello del cuore della Terra...

Un viaggio fantasioso, ognuna col proprio bagaglio, il proprio linguaggio, la propria meta, ma tutte con energie comuni, desiderio di rapportarsi e voglia di Danzare tutte queste emozioni in Cerchio l’una per l’altra...

Il Cerchio Magico

Un rituale perpetrato nei secoli

Il "Cerchio Magico" è un rituale che ha origini molto antiche. Se ne trova traccia sin dai tempi dei Babilonesi e più frequentemente al tempo dei Maghi Cerimoniali del Medioevo e del Rinascimento, così pure in diverse tribù degli indiani d'America, con ragioni e pratiche diverse.
L'obbiettivo comune era di creare con l'energia della mente uno spazio immaginario che dividesse il mondo del soprannaturale da quello materiale per facilitare la concentrazione, il rituale della sacralità e la comunione con le divinità.

Il Cerchio rappresenta simbolicamente la forma esteriore della sfera magica, all'interno della quale gli officianti sarebbero al sicuro da qualsiasi agente esterno. Molti ritengono che l'uso del Cerchio sia dovuto alla sua forma particolare: si può considerare senza inizio né fine, quindi rappresenta bene l'infinito, l'universo e il ciclo della vita che si ripete di continuo. Secondo gli antichi l’energia cosmica che anima l’universo è divisa in cinque forme diverse: Terra - Aria - Fuoco - Acqua - Spirito.
E sono questi elementi che in genere vengono chiamati a vigilare sulla sfera.

Il Simbolo del Cerchio

Il Cerchio Magico come identità femminile

Molto eloquente in se l’immagine del Cerchio ci aiuta ad identificarci con le diverse forze che simboleggia.
Il Cerchio è stato uno dei principali simboli femminili, a differenza della linea o della croce che rappresenta lo spirito maschile. La realtà ciclica è espressa nella danza, anche nel ritmo d’espansione e contrazione del ventre, come nelle tipiche ondulazioni: l’espansione è il momento ciclico di crescita e pienezza del cerchio-ventre, durante l’inspirazione, mentre la contrazione che accade quando espiriamo è il riposo ciclico, il ritorno al centro, all’ombelico. Una danza vissuta bene crea il rapporto giusto fra espansione-inspirazione e rilassamento-espirazione. Per questo è importante sentire questo movimento lentamente e darsi il tempo di respirare. In questa successione di opposti: inspirazione-espirazione, espansione-contrazione è insita la sensualità della danza del ventre, quell’abbandonarsi tipico dei suoi passi, dove si nasconde un equilibrio tra lo sforzo necessario per eseguire i movimenti e il rilassamento del corpo, gli opposti.

Nei gruppi di danza, la conformazione del Cerchio è associata all’idea di “Cerchio Magico” o Cerchio protettivo, che ricorda il solco intorno ai territori tribali, una sorta di cinta di protezione che delimitava lo spazio sacro dell’appartenenza del gruppo. Il Cerchio è anche una formazione molto ugualitaria, perché tutti i membri si possono vedere e stanno alla stessa distanza dal centro; l’energia centrica coinvolge tutti e tende a creare unione e collaborazione fa i membri.

Questa qualità unificante è molto importante in un’arte che, formando “soliste”, può a volte isolare le persone mentre danzano, e rimane una formazione costruttiva perché contrasta gelosie e divisioni che possono venire a crearsi nel gruppo. Non a caso il Cerchio è una formazione molto antica: cerchi di pietra e danze circolari sembra fossero una viva raffigurazione di tutti i cicli del cosmo e della vita.

Come energia rigenerante è rappresentata la circolarità della Danza del Ventre da simboli che si sciolgono uno nell’altro: cerchi, spirali, figure a otto motivi a serpenti, vortici che stimolano il processo del divenire in una danza fluida e continua.

Danze Circolari di Buon Augurio

Il Cerchio Magico nelle danze corali

In epoca arcaica vi erano anche altri tipi di danze femminili che non avevano un aspetto erotico sensuale legato all'auto-trascendimento ma, piuttosto, la funzione di diffondere armonia e buon augurio. Si riteneva infatti che le donne e le fanciulle, attraverso la danza, fossero in grado di emanare delle energie buone ed armoniose, apportando gioia, fortuna ed abbondanza su tutto ciò che vi era intorno.
Per tale motivo esse probabilmente danzavano per richiamare i favori della Grande Madre per tutto il popolo, ovvero per onorare altre Divinità femminili sotto i cui diversi nomi si celava sempre la stessa amorosa Grande Dea, ovvero per chiedere un buon raccolto od una pioggia propizia o per consacrare determinati luoghi. Sia che si trattasse di danze legate a culti femminili segreti, sia che si trattasse di danze pubbliche, in ogni caso la modalità di questo tipo di danza femminile arcaica era spesso quella in cui le donne o le fanciulle danzavano insieme in circolo, tenendosi per mano.
Forse così danzando esse sentivano e manifestavano agli astanti di appartenere tutte ad una stessa dimensione, intuibile per analogia nel cerchio stesso, che rappresentava un anello di coralità che le rendeva tutte simili, pur nelle loro caratteristiche diverse, così come tutti i punti che compongono un cerchio.
A questo proposito si potrebbe affermare che, per le antiche donne, le danze in circolo avessero una corrispondenza nella natura ed in particolare nel movimento della Terra e dei pianeti intorno al Sole od il movimento del firmamento intorno alla Stella Polare.

"…coloro che ricercano le origini più veritiere della danza ti direbbero che essa nacque contemporaneamente alla prima origine dell'universo e che apparve insieme all'antico Eros; per esempio il movimento circolare degli astri, l'intreccio dei pianeti con le stelle fisse, l'euritmico rapporto e la regolata armonia che li governa, sono la prova dell'esistenza primigenia della danza…".

Probabilmente quindi, danzando in cerchio tenendosi per mano per un tempo prolungato, si può provare un senso di stordimento, di ebbrezza ed in certi casi percepire in modo differenziato il proprio corpo e la propria mente fino a non sentirli quasi più, proprio come forse succede prima di avere fenomeni estatici e di trascendimento.
In effetti il danzare insieme con le mani o le braccia intrecciate, compiendo gli stessi passi e cercando di richiamare dentro se stesse le medesime energie, poteva far nascere nelle partecipanti alla danza un senso di comunione e di unione che permetteva loro di sentirsi parte di qualcosa di infinitamente più grande.
Si potrebbe ritenere che, attraverso tali tipi di danze, le donne avessero la possibilità di vivere e coltivare dentro se stesse la loro più vera essenza femminile che permetteva loro di fondersi insieme nello stesso amoroso archetipo divino, come l'essere tante gocce d'acqua in uno stesso limpido mare o tanti riflessi di una stessa realtà luminosa.

Quell'archetipo Divino era per le donne di quei tempi facilmente tangibile in ogni manifestazione naturale, negli animali, nei boschi, nelle cascate o nel cielo stellato e percepibile in certi casi nell'interno di se stesse.
Quell'archetipo Divino dolce, languido, voluttuoso, armonioso, sensuale ed inebriante che fu denominato Grande Madre.

 

Fonti Bibliografiche

Delle antiche danze femminili di Irina Naceo
Il linguaggio segreto della Danza del Ventre di Maria Strova
La Danza del Ventre ricerca svolta da Irene Borg

Scrivi all'autore

info@cerchiomagicoclub.com

 

Collegamenti

Vedi la scheda di Alice Nuar
Intervento estratto dalla relazione del 4° Congresso Danze Orientali 31 Maggio 1 e 2 Giugno 2008

 

 

 

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