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Immaginari e dintorni della Danza Orientale
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Danza dell'Oriente... intreccio di emozioni

a cura di Ailema

La Danza del Ventre in se stessa è un caleidoscopio!

L' intreccio di culture ha influenzato i diversi stili e generi presenti nel grande ventaglio delle danze orientali.
L' intreccio di contrasti e contraddizioni ha reso da sempre questa danza come la più affascinante e misteriosa.
L'intreccio delle varie interpretazioni possibili la annovera fra le danze più variegate

Osserviamo da vicino questi aspetti.

La Danza Orientale oggi giunge a noi occidentali da un lontano Oriente, ben più lontano dell'Egitto, dove pure e non a caso, viene chiamata Raks Sharki, letteralmente "danza dell'oriente". Riecheggia però anche da un lontano passato, che riaffiora magicamente dentro di noi alle prime movenze, comprovando che tanto estraneo al nostro ancestrale esso non è.

La Danza Orientale dunque non infrange solo le barriere geografiche, oggi con un "tam tam" di tutte le donne da ogni parte del mondo così come ieri grazie al nomadismo di alcuni popoli gitani, ma valica anche i limiti del tempo.
Si sa che appartiene alle prime danze sacre, e le sue movenze più naturali lasciano credere facilmente che potessero far parte addirittura dei primi movimenti in armonia con i suoni della natura; eppure, col suo continuo dare e ricevere di culture e stili che persiste tuttora, ci appare una delle danze in maggiore evoluzione. Ha saputo, e sa, arricchire ed arricchirsi artisticamente di ogni tipo di fusione, grazie anche a lungimiranti Maestri e Coreografi che hanno letto nei confini religiosi e geografici non dei limiti, ma al contrario delle invitanti frontiere da superare.
E' una danza nomade e libera per natura e storia, limitarla all'interno di confini non sarebbe stato possibile per sempre!

Inoltre, pur annoverando anche molte danze maschili e folk, essa resta soprattutto forte appannaggio femminile. Molto preponderante è il suo legame con il femminino, grazie forse a quel suo passato di danza sacra, legata soprattutto ai riti della fertilità. Passato da cui traggono origine la maggior parte dei movimenti cardini della danza, cosiddetta oramai ovunque "del ventre",che ogni donna al mondo riconosce come suoi, abbia ancora agile memoria di essi oppure no, e di cui è pronta e decisa a re-impossessarsi. Sotto questo aspetto la varietà delle danze orientali, da quelle folk al cabaret, a quelle piu stilizzate o baladi, ben si presta al variegato ed incostante femminile, che trova in esse una maggiore scelta interpretativa e alle quali al contempo ha la possibilità di conferire, più che in altre danze, impronte personali.

Ecco un altro aspetto di quel fantastico caleidoscopio che è la danza orientale.

Persino il nome non è uno, ma molti. E nessuno riesce ad inquadrarla: sembra sfuggire ad ogni etichetta. Orientale? sappiamo quanto possa risultare ingiustamente limitativo, addirittura improprio se si pensa ai riti sacri, e, in alcuni casi disperati, anche equivoco (c'è chi confonde il nome con il lontanissimo oriente asiatico o chi lo lega comunque all'immaginario del maschio occidentale). Mediorientale? Araba? ancora più limitativo ed improprio forse. Infine "del Ventre"? Un soprannome: l'unica danza ad averne uno! Più atipica e meno convenzionale di così!.
Però se leggiamo questo “Ventre”, questo nome divenuto oramai internazionale, tradotto così in tutte le lingue del mondo (è la danza ballata nel maggior numero di Paesi al mondo), come "culla della vita", allora notiamo come invece siamo vicini etimologicamente ad "oriente" (orios=nascere)!

Arricchita non solo da tutto quanto ciò, ma anche da intriganti contrasti e misteriose contraddizioni, questa danza si insinua sempre più in ogni essere umano in grado di intravedere che il suo bagaglio va ben oltre una serie di passi e di costumi di scena.

Dalle origini incerte, di cui si trovano antichi reperti un pò ovunque, si consolida con il tempo in Oriente. Lì resta reclusa per epoche intere, vittima di estremismi sociali e religiosi. Ma non muore, anzi si mantiene, sempre al limite, fra sacro, trasgressivo e celebrativo. Ed evade anche,passa i confini con i popoli nomadi e gitani e giunge a noi trasformata, arricchita, e ancora pronta a nuove fusioni e ri-fusioni, quasi volesse riprendersi ciò che ci ha lasciato nelle migrazioni, invasioni e colonizzazioni che l'hanno riguardata in epoche passate!

Se a questo aggiungiamo che oggi è ben lungi dall'essere considerata solo un 'insieme di danze folcloristiche e popolari, o di cabaret, ma sta finalmente calcando grandi palcoscenici, grazie a compagnie emergenti e a noticoreografi che hanno saputo arricchirsi anche delle eleganti tecniche occidentali, possiamo facilmente intravedere come il caleidoscopio delle danze orientali non abbia ancora esaurito i suoi colori.

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ailema.ge@libero.it

 

Collegamenti

Vedi la scheda di Ailema
Intervento estratto dalla relazione del 4° Congresso Danze Orientali 31 Maggio 1 e 2 Giugno 2008

 

 

 

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