E’ una domanda che mi faccio spesso.
Molte si avvicinano per sola curiosità, altre perché hanno letto di benefici “miracolosi”, ma molte di loro non sanno rispondere, forse sperano di trovare quelle risposte che il loro subconscio reclama ossessivamente, ma non sanno individuare con precisione la vera fonte delle loro inquietudini.
Danza del ventre, due parole che carichiamo di significato, portano
la mente a fantasticare di luoghi caldi, profumi di fiori e incenso,
musica melodica, sete preziose, cibi speziati, nettari divini,
morbidi cuscini, tende colorate e trasparenti mosse da una tiepida
brezza...
un paradiso dove riposare, rilassarsi e ritrovare noi stesse.
Anche
se questa è sola fantasia, forse è questo
che più attira le donne verso questa danza, il poter assaporare
frammenti di benessere,trovare quella pace interiore che cerchiamo,
trovare la soluzione a quella sensazione che ci tormenta, trovare
le risposte a quelle domande che ci sfuggono.
Siamo state cresciute con fiabe che raccontano di principesse
che attendono il principe azzurro che le sposa e le porta nel castello
incantato su di un cavallo bianco per vivere felici e contente.
Abbagliate
da queste favole siamo talmente impegnate nella frenetica ricerca
del “principe” che spesso vogliamo illuderci
che la persona che accettiamo di avere al nostro fianco, spesso
in modo frettoloso, sia proprio quel principe.
Ma... quando ci svegliamo dall’incantesimo della strega cattiva, ci accorgiamo che la vita non è la favola, che il principe non è poi così principe, che il cavallo bianco è un ronzino, e il castello incantato spesso è un bilocale di 50 mq.; dobbiamo lavorare così tanto che spesso siamo talmente stanche e prese dai tanti impegni che non ci accorgiamo delle cose belle che comunque ci circondano, e restiamo deluse perché non abbiamoquella felicità raccontata nella fiaba.
Così cerchiamo in questa vita frenetica qualcosa che ci faccia rallentare, che ci riporti in una dimensione più naturale per noi, e che ci riporti in quelle fiabe, e quello che è rimasto del nostro istinto primordiale ci fa avvicinare a questa danza.
Questa danza mi ha dato la possibilità di conoscere altre
donne, donne fantastiche con un grande cuore, pronte ad abbracciare
ed ad essere abbracciate, delle belle persone, uniche ….mi
ha insegnato che nulla è impossibile...
mi ha fatto ritrovare la fiducia in me stessa, ha aumentato la
mia autostima, mi ha dato consapevolezza del mio corpo, del mio
respiro, del mio cuore, del mio vero Sè.
A chi mi chiede se è vero che questa danza è magica,
rispondo che se la si pratica un orauna volta alla settimana ha
pochi effetti anche come semplice esercizio fisico, ma se si inizia
a praticarla con costanza e a lungo... le cose cambiano.
E’ cambiato il modo di guardare l’evolversi
degli eventi.
Cammino per la strada e mi accorgo di piccole cose,
lo sguardo di un bimbo, un balcone fiorito, apprezzo la bellezza
di un acquazzone estivo, o della nebbia autunnale…
Mi
siedo su una panchina, e guardo le fronde degli alberi mosse dalla
brezza della sera, inizio a muovermi con loro come in una danza
arcaica e mi sento un piccolissimo, ma importante frammento che
fa parte di questo universo..
O guardo il sole che tramontando si
tuffa nel mare, la pace e la serenità che trasmette, e l’importanza
di un evento all’apparenza comune... mi commuove...
E' cambiato l’atteggiamento verso la vita decisamente
molto più positivo e fiducioso...
sono cambiate le idee, le prese di posizione, le priorità… sono
diventata più sensibile e percettiva, mi sento molto più vicina
e disposta ad aiutare e comprendere le donne... ho imparato
a non avere fretta ed ad attendere i segnali del destino, nulla
succede per caso...
Durante l’esecuzione dei movimenti melodici ondulatori di questa danza, ripetuti come in un rituale, vibrano energie sconosciute, che muovono emozioni profonde che mi uniscono al mio Sè, risvegliando l’istinto puro e gioioso di amare.
E’ una danza che può cambiare l’esistenza.
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Intervento estratto dalla relazione del Congresso Danze Orientali 23 24 25 Novembre 2007