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Danza Orientale e dintorni
Interventi

Roberta Berardi

La mia prima volta al Festival del Cairo - parte seconda

<- prima parte

Ma il meglio del meglio della danza lo si vede al Gala di apertura previsto la prima sera.

Quest'anno l'inizio era ambientato all'aperto, ai piedi della scalinata d'accesso al salone, con un programma interessante: una troupe tannoura che ha proposto un lunga danza dervishi con le gonne roteanti,

la Tannoura al Festival del Cairo 2003

seguita da una danza ghawazee eseguita da Khairiyya Maazin e da un'altra danzatice

Le Ghawazee al Festival del Cairo 2003

accompagnate a loro volta da un gruppo, stile Musicisti del Nilo, con un'esibizione finale di un cavallo danzante al ritmo della musica.

il cavallo danzante al Festival del Cairo 2003

Lo stesso programma ha aperto la serata all'interno (cavallo escluso!), nel salone dove è stata servita la cena e dove si sono poi esibite le tre star della serata: Soraya Zaied, Dandash e Randa Kamel.

Prima della loro esibizione abbiamo assistito ad una sfilata di costumi di danza della stilista Amira, che è stata tutto sommato interessante anche se molto lunga e dal ritmo molto lento.

Ma finalmente si è arrivati al clou della serata, di cui purtroppo non posso fare un resoconto obiettivo non essendo riuscita ad andare oltre lo stupore, visto che era il primo giorno e che io ero al picco dell'adrenalina.

Posso però senz'altro dirvi che ognuna di loro mi ha entusiasmato per qualcosa di diverso:

Soraya Zayed

Soraya Zayed al Festival del Cairo

ha uno stile di danza tutto suo in cui è evidente la contaminazione della samba (anche nei costumi) essendo lei brasiliana, contaminazione che a mio parere aggiunge colori e sapori squisiti ad una pulizia esecutiva e ad una carica espressiva notevolissime.
Mi sembra quindi una commistione molto riuscita e armoniosa di due danze eseguita con una grazia che incanta.

Dandash è completamente diversa,

Dandash al Festival del Cairo 2003

almeno ai miei occhi: più ancorata a terra, anche per una struttura fisica molto più solida, e dal punto di vista della danza molto fedele al puro stile egiziano di miti come Fifi Abdou.
Mi è venuta questa associazione perché Dandash ha proposto un'esibizione molto coinvolgente a base di shimmy in tutte le salse, arte in cui Fifi è maestra sopraffina.
Della sua esibizione mi ha particolarmente entusiasmato l'assolo di percussioni a terra che personalmente non avevo mai visto eseguire, anche perché a quanto ne so la danza a terra è proibita in Egitto.
Ho notato anche una deroga anche ad un'altra regola, quella del ventre coperto: tutte a ventre nudo e adornato da belly chain...meglio così!

Last but not least, Randa Kamel

Randa Kamel al Festival del Cairo 2003

ha chiuso la serata con un'esibizione ancora diversa, ovviamente magistrale dal punto di vista esecutivo ma soprattutto molto intensa dal punto di vista interpretativo. ha veramente recitato con la danza la musica e le parole dei brani suonati dalla maestosa orchestra.
Davvero una danzatrice di grande presenza scenica.

Però, anche se il mio spirito critico era azzerato dall'entusiasmo e dall'esaltazione, devo ammettere che un aspetto deludente c'è stato, ossia i costumi, nessuna esclusa.
A quanto pare la tendenza dei costumi delle danzatrici egiziane in Egitto è quella del look minimal. Monetine zero, sempre meno perline, sempre meno orpelli e sempre meno stoffa visto che, forse sull'onda del look minigonna ascellare lanciato da Dina, le gonne sono sempre più corte e lasciano sempre di più in vista le gambe, cosa che io trovo personalmente antiestetico perché per eseguire alcuni passi le gambe non si muovono sempre in modo molto elegante.
Probabilmente però per loro scoprire le gambe è una specie di conquista all'insegna dell'emancipazione!
A mio parere la peggio vestita è stata Randa Kamel, seguita da Soraya Zayed e da Dandash che ha indossato almeno un costume a mio parere accattivante, quello baladi, anche se non ho molto apprezzato gli shorts che indossava sotto (pur sapendo che si tratta di un articolo molto gettonato dalle danzatrici egiziane).

Vorrei concludere questo resoconto raccontandovi uno dei momenti che hanno contribuito a rendere questa esperienza molto intensa, ossia la lezione con Dina.

Dina al Festival del Cairo 2003

Forse molti di voi sapranno che Dina ha attraversato un periodo di crisi in seguito ad uno scandalo di video porno girati dal marito con lei e messi in circolazione per diffamarla, a cui è seguito un veto governativo di esibirsi per mesi e l'obbligo di fare il pellegrinaggio alla Mecca (almeno questo è come la vicenda è stata raccontata a me). Raqia Hassan mi diceva che inizialmente Dina non voleva partecipare al festival, ma che alla fine l'ha convinta anche per scuoterla da una situazione psicologica decisamente deprimente.

La lezione era affollatissima ma io mi sono comunque avvicinata quatta quatta fin sotto la pedana dove lei aveva già cominciato a mostrare dei passi, tra cui alcuni dei suoi cavalli di battaglia. Dopo una breve pausa ha iniziato a mostrarci la coreografia che avremmo studiato. Durante le ripetizioni della parte iniziale ad un certo punto lei non si è fermata per consentirci di ripetere ma ha continuato a danzare, per cui noi abbiamo inizialmente tentato di seguirla ma quando abbiamo capito che stava danzando tutta la coreografia ci siamo tutte fermate, rapite dalla sua danza.
Qualcuno ha cominciato a battere le mani a tempo, seguito poi da tutti i presenti, altri la incitavano ripetendo il suo nome, coinvolgendo tutti fino al punto in si è creato un pathos tale da commuoverla fino alle lacrime, suscitando istantaneamente la stessa reazione in quasi tutti i presenti, me compresa! Un momento davvero toccante, anche se poi qualcuno più disincantato di me non ha risparmiato commenti caustici sulla sua reazione emotiva.
Quello che penso io è che anche se stesse recitando, l'ha fatto comunque benissimo, e anche solo per questo è una vera artista: sfido chiunque a riuscire a commuovere fino alle lacrime in meno di un minuto di danza un audience di un centinaio di persone (per molti sarebbe più facile suscitare la reazione opposta!).

Gli altri insegnanti che mi sono piaciuti particolarmente sono in primis Aida Nour, poi la stessa Raqia Hassan e mi ha coinvolto molto anche la coreografia proposta da Yousry Sherif anche se non è proprio il mio stile.
Essendomi orientata nella scelta dei corsi più che altro verso i capiscuola, ho purtroppo perso le lezioni con tutte le tre danzatrici che si sono esibite nel gala, e quindi con le esponenti della forma più moderna di questa danza, ma ad esempio nel caso di Soraya Zayed so che dovrebbe venire in Italia in novembre e per vedere le altre due c'è comunque il prossimo anno! O almeno spero perché ho letto in un articolo di Repubblica del 26 agosto scorso che il governo egiziano ha messo al bando le danzatrici straniere a causa dell'inflazione di russe, brasiliane e di altre nazionalità.

Mi auguro che questo veto non vada a danneggiare in qualche modo il festival, che, pur con tutti i limiti che può avere, è un'esperienza da fare almeno una volta per chi è appassionato.

Avrei davvero molto altro da raccontare perché la settimana è stata veramente molto intensa da tutti i punti di vista, ma per motivi di spazio mi fermo qui.
Sono comunque disponibile per qualsiasi curiosità o domanda al mio indirizzo di posta elettronica.

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