Ma il meglio
del meglio della danza lo si vede al Gala di apertura previsto la
prima sera.
Quest'anno l'inizio era ambientato all'aperto,
ai piedi della scalinata d'accesso al salone, con un programma interessante:
una troupe tannoura che ha proposto un lunga danza dervishi con
le gonne roteanti,
seguita da una danza ghawazee eseguita
da Khairiyya Maazin e da un'altra danzatice
accompagnate a loro volta da un gruppo,
stile Musicisti del Nilo, con un'esibizione finale di un cavallo
danzante al ritmo della musica.
Lo stesso programma ha aperto la serata
all'interno (cavallo escluso!), nel salone dove è stata servita
la cena e dove si sono poi esibite le tre star della serata: Soraya
Zaied, Dandash e Randa Kamel.
Prima della loro esibizione abbiamo assistito
ad una sfilata di costumi di danza della stilista Amira, che è stata
tutto sommato interessante anche se molto lunga e dal ritmo molto
lento.
Ma finalmente si è arrivati al clou della
serata, di cui purtroppo non posso fare un resoconto obiettivo non
essendo riuscita ad andare oltre lo stupore, visto che era il primo
giorno e che io ero al picco dell'adrenalina.
Posso però senz'altro dirvi che ognuna di
loro mi ha entusiasmato per qualcosa di diverso:
Soraya Zayed
ha uno stile di danza tutto suo in cui
è evidente la contaminazione della samba (anche nei costumi) essendo
lei brasiliana, contaminazione che a mio parere aggiunge colori
e sapori squisiti ad una pulizia esecutiva e ad una carica espressiva
notevolissime.
Mi sembra quindi una commistione molto riuscita e armoniosa di due
danze eseguita con una grazia che incanta.
Dandash è completamente diversa,
almeno ai miei occhi: più ancorata a terra,
anche per una struttura fisica molto più solida, e dal punto di
vista della danza molto fedele al puro stile egiziano di miti come
Fifi Abdou.
Mi è venuta questa associazione perché Dandash ha proposto un'esibizione
molto coinvolgente a base di shimmy in tutte le salse, arte in cui
Fifi è maestra sopraffina.
Della sua esibizione mi ha particolarmente entusiasmato l'assolo
di percussioni a terra che personalmente non avevo mai visto eseguire,
anche perché a quanto ne so la danza a terra è proibita in Egitto.
Ho notato anche una deroga anche ad un'altra regola, quella del
ventre coperto: tutte a ventre nudo e adornato da belly chain...meglio
così!
Last but not least, Randa Kamel
ha chiuso la serata con un'esibizione ancora
diversa, ovviamente magistrale dal punto di vista esecutivo ma soprattutto
molto intensa dal punto di vista interpretativo. ha veramente recitato
con la danza la musica e le parole dei brani suonati dalla maestosa
orchestra.
Davvero una danzatrice di grande presenza scenica.
Però, anche se il mio spirito critico era
azzerato dall'entusiasmo e dall'esaltazione, devo ammettere che
un aspetto deludente c'è stato, ossia i costumi, nessuna esclusa.
A quanto pare la tendenza dei costumi delle danzatrici egiziane
in Egitto è quella del look minimal. Monetine zero, sempre meno
perline, sempre meno orpelli e sempre meno stoffa visto che, forse
sull'onda del look minigonna ascellare lanciato da Dina, le gonne
sono sempre più corte e lasciano sempre di più in vista le gambe,
cosa che io trovo personalmente antiestetico perché per eseguire
alcuni passi le gambe non si muovono sempre in modo molto elegante.
Probabilmente però per loro scoprire le gambe è una specie di conquista
all'insegna dell'emancipazione!
A mio parere la peggio vestita è stata Randa Kamel, seguita da Soraya
Zayed e da Dandash che ha indossato almeno un costume a mio parere
accattivante, quello baladi, anche se non ho molto apprezzato gli
shorts che indossava sotto (pur sapendo che si tratta di un articolo
molto gettonato dalle danzatrici egiziane).
Vorrei concludere questo resoconto raccontandovi
uno dei momenti che hanno contribuito a rendere questa esperienza
molto intensa, ossia la lezione con Dina.
Forse molti di voi sapranno che Dina ha
attraversato un periodo di crisi in seguito ad uno scandalo di video
porno girati dal marito con lei e messi in circolazione per diffamarla,
a cui è seguito un veto governativo di esibirsi per mesi e l'obbligo
di fare il pellegrinaggio alla Mecca (almeno questo è come la vicenda
è stata raccontata a me). Raqia Hassan mi diceva che inizialmente
Dina non voleva partecipare al festival, ma che alla fine l'ha convinta
anche per scuoterla da una situazione psicologica decisamente deprimente.
La lezione era affollatissima ma io mi sono
comunque avvicinata quatta quatta fin sotto la pedana dove lei aveva
già cominciato a mostrare dei passi, tra cui alcuni dei suoi cavalli
di battaglia. Dopo una breve pausa ha iniziato a mostrarci la coreografia
che avremmo studiato. Durante le ripetizioni della parte iniziale
ad un certo punto lei non si è fermata per consentirci di ripetere
ma ha continuato a danzare, per cui noi abbiamo inizialmente tentato
di seguirla ma quando abbiamo capito che stava danzando tutta la
coreografia ci siamo tutte fermate, rapite dalla sua danza.
Qualcuno ha cominciato a battere le mani a tempo, seguito poi da
tutti i presenti, altri la incitavano ripetendo il suo nome, coinvolgendo
tutti fino al punto in si è creato un pathos tale da commuoverla
fino alle lacrime, suscitando istantaneamente la stessa reazione
in quasi tutti i presenti, me compresa! Un momento davvero toccante,
anche se poi qualcuno più disincantato di me non ha risparmiato
commenti caustici sulla sua reazione emotiva.
Quello che penso io è che anche se stesse recitando, l'ha fatto
comunque benissimo, e anche solo per questo è una vera artista:
sfido chiunque a riuscire a commuovere fino alle lacrime in meno
di un minuto di danza un audience di un centinaio di persone (per
molti sarebbe più facile suscitare la reazione opposta!).
Gli altri insegnanti che mi sono piaciuti
particolarmente sono in primis Aida Nour, poi la stessa Raqia Hassan
e mi ha coinvolto molto anche la coreografia proposta da Yousry
Sherif anche se non è proprio il mio stile.
Essendomi orientata nella scelta dei corsi più che altro verso i
capiscuola, ho purtroppo perso le lezioni con tutte le tre danzatrici
che si sono esibite nel gala, e quindi con le esponenti della forma
più moderna di questa danza, ma ad esempio nel caso di Soraya Zayed
so che dovrebbe venire in Italia in novembre e per vedere le altre
due c'è comunque il prossimo anno! O almeno spero perché ho letto
in un articolo di Repubblica del 26 agosto scorso che il governo
egiziano ha messo al bando le danzatrici straniere a causa dell'inflazione
di russe, brasiliane e di altre nazionalità.
Mi auguro che questo veto non vada a danneggiare
in qualche modo il festival, che, pur con tutti i limiti che può
avere, è un'esperienza da fare almeno una volta per chi è appassionato.
Avrei davvero molto altro da raccontare
perché la settimana è stata veramente molto intensa da tutti i punti
di vista, ma per motivi di spazio mi fermo qui.
Sono comunque disponibile per qualsiasi curiosità o domanda al mio
indirizzo di posta elettronica.