Associazione Culturale
Immaginari e dintorni della Danza Orientale
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Il corpo, il segno, la danza:
La danza di Iside

a cura di Giusy Michielli

La danza è un sistema comunicativo universale radicato nella natura, sia essa umana o animale. Ho deciso di approfondire l’argomento della danza del ventre in quanto voglio sfatarne il mito di semplice danza erotica.
La danza del ventre è strettamente connessa al culto della dea Iside,e probabilmente l’unico modo in cui questo possa continuare a vivere.

La fenomenologia della dea Iside in ambito religioso è così complessa che si può trovare in ogni religione un particolare cherichiama alla mente la sua figura. Iside è il prototipo di divinità femminile a cui si sono ispirate le altre religioni, che su di essa hanno plasmato le figure delle loro divinità.

Nella religione cristiana la ritroviamo nel culto di Sant’Agata e in Santa Sara patrona dei rom, ma raggiungiamo la massima somiglianza nel culto della Vergine Maria e nella sua rappresentazione iconografica dell’allattamento del bambin Gesù.
Le due divinità si sovrappongono così tanto che, durante i primi periodi di diffusione del cristianesimo, in Italia i devoti veneravano sia le rappresentazioni della Vergine Maria con Gesù Bambino sia quelle di Iside con Horus, perchè indistinguibili data la loro straordinaria somiglianza.

Nonostante tutte queste similitudini, io mi sento di affermare che solo la danza orientale è in grado di restituire il senso e il significato di quello che è stato il culto della dea.
La chiave di Volta è il movimento che la dea eseguiva, vera icona inconfondibile tanto da essere celebrazione rituale delle sue adepte. La danza del ventre è il riproporre tale celebrazione.

La celebrazione è pregna di simboli e anche gli accessori che le danzatrici indossano nelle loro esibizioni hanno un loro significato.

Il velo, ad esempio, è quello che più ha creato confusione nel far perdere il significato reale della danza. Tutti ricordiamo la vicenda di Salomè, che danzò dinanzi al re Erode Antipa, per ottenere in cambio la testa di San Giovanni Battista. Esattamente il tipo di immagine realizzata da una mente maschilista per dipingere in maniera erronea le donne.
In realtà è connessa alla figura dea Ishtar e per questo motivo legata alla fertilità della terra, al ritorno alle origini, ovvero nell’utero materno. Lasciar cadere in terra i veli indica il liberarsi dalle negatività.

 

 

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