Movimenti sinuosi e sensuali, veli leggerissimi e musiche che profumano d'Oriente.
Dalle sponde del Nilo, ritorna la danza dedicata alla Luna Movimenti
sinuosi, grande impegno per bacino, schiena e addominali, fluidità e malizia: le
danze di origine orientale stanno acquistando a pieno titolo una posizione di
rilievo nella vasta offerta di corsi delle scuole di ballo e delle palestre.
Quello che finora sembrava territorio esclusivo dei ritmi latini è sempre
più incalzato dai toni d'Oriente, sotto la spinta energica dei brani di
cantanti come Khaled, Shakira o della lounge music.
Ma chi pensa che la "danza del ventre" sia l'unica forma di ballo orientale,
si sbaglia.
C'è tutta una varietà di movimenti ed espressioni folkloristiche
nate sulle sponde del Nilo ugualmente affascinanti e ricche di mistero.
In onore di Iside
La danza egizia ha origini antichissime: risale addirittura a 5.000
anni fa. Nasce come danza in onore della dea Iside, la Luna, simbolo
di femminilità e
fertilità ma anche di magia e mistero. Spettava, alla donna, in quanto
creatura sensibile e ricettiva, il compito di aprire un canale verso il mondo
spirituale, grazie ai suoi canti e alle sue danze che simulavano l'origine della
vita mediante movimenti e ondulazioni del bacino. L'antico Egitto, infatti, nonostante
fosse guidato da potenti faraoni, era organizzato su una società di tipo "matriarcale",
la donna aveva un ruolo di primo piano ed era considerata come una dea per la
sua capacità di generare la vita. Per questo, la danza egizia è pervasa
da una spiritualità che la distingue dalla più sensuale danza
del ventre.
Ogni movimento esprime mistero e il corpo della danzatrice, ritenuto sacro,
non viene mai toccato durante l'esibizione. Il mondo arabo ha reinterpretato
in chiave meno mistica questo modo di ballare: gli "spettatori" della danza
del ventre, infatti, a volte infilano delle monete nel vestito della ballerina
in segno di ammirazione.
La "danza egiziana", è considerata la prima forma di ballo che ha ispirato
nel tempo tutti le danze tipiche del Medio Oriente.
Per la sua natura e origine la danza egiziana ha un effetto benefico sia a
livello fisico sia spirituale ed emotivo. È adatta a donne di qualsiasi età e
non richiede particolari requisiti fisici. Nella concezione egiziana la danzatrice
viene vista come un albero: i suoi piedi sono come le radici e, scalzi, affondano
nel terreno per trarne energia mentre le braccia, come rami, si estendono verso
l'alto in una simbolica ricerca del divino. Le due parti, il divino e il terreno,
sono mediate dalla colonna vertebrale, che permette uno scambio energetico
continuo e fluido fra il materiale e il soprannaturale.
Benefici
La danza permette di:
- entrare in contatto con la propria spiritualità, favorendo così la
pace interiore
- dissolvere i blocchi energetici attraverso l'azione sul ventre, centro del
nostro corpo;
- migliorare la capacità di concentrazione;
- acquistare maggiore consapevolezza della propria femminilità e sensualità;
- aumentare la capacità di abbandonarsi alle emozioni e al sentimento
senza inibizioni;
- migliorare la tonicità di gambe, addome, glutei e fianchi
- la danza armonizza le forme del corpo ammorbidendole
- stimolare l'azione dei reni e l'eliminazione dei fluidi in eccesso. In questo
modo aiuta anche a combattere la cellulite;
- alleviare le tensioni alle spalle, alla nuca e alle mani.
La lezione
La lezione comincia con una fase di preparazione dedicata alla
respirazione e al riscaldamento dei muscoli (alla quale dedicare
circa 20 minuti). Quindi si passa alla parte tecnica in cui i movimenti
vengono provati e ripetuti. In questa fase si studiano le figure
simboliche che rappresentano i quattro elementi (aria, acqua, terra
e fuoco), le divinità (come il Sole, la Luna, il dio Falco,
il Serpente ecc.), oppure il Sacerdote e la Sacerdotessa, la Schiava o la Sfinge.
Questa parte della lezione dura circa 30 minuti. Gli ultimi 30-40 minuti sono
dedicati alla danza vera e propria, in cui i passi imparati vengono combinati
in sequenze.
Solitamente le coreografie sono costituite da 4 momenti:
1) Ingresso della danzatrice con il velo che simboleggia mistero e magia. Questa
fase viene definita di Luna calante.
2) La musica ed i ritmi diventano più incalzanti e la danzatrice si
toglie il velo e accelera i movimenti del corpo. Fase di Luna crescente.
3) Gradualmente la danzatrice rivela tutto il corpo con movimenti più sinuosi,
gira su se stessa e si muove nello spazio, presentando figure che sottolineano
sensualità e femminilità. Fase di Luna piena.
4) L'ultima fase è quella in cui si enfatizzano i movimenti del bacino,
il ventre diventa il punto focale dell'esibizione con movimenti pulsanti od ondulatori. È la
fase di Luna Nuova.
Colori simbolici
Secondo la tradizione egiziana la scelta dei colori, dei costumi
e dei ve1i ha un valore simbolico e può influire sull'esibiziane.
Il rosso è adatto alle donne che vogliono caricarsi di energia positiva,
il blu alle donne sensuali e disinibite e l'arancione a chi vuole aumentare la
propria vitalità. Il giallo porta invece allegria, il bianco purezza e
l'oro opulenza. Ma l'argento è il vero colore della danza egizia: attira
gli influssi benefici della Luna, donando mistero e sensibilità.
Tre danze diverse
Non esiste un solo tipo di danza egiziana. Una brava interprete,
proseguendo con le lezioni impara a cimentarsi anche nelle tre specialità che
derivano dalla danza egizia:
1) la danza delle zingare egizie (Ras shaabi che per millenni hanno danzato
in tutto "Egitto con costumi coloratissimi, arricchiti da monetane tintinnanti,
.gioielli luminosi, al suono di musiche allegre e gioiose;
2) La cosiddetta danza di corte (Raqs sharqui) caratterizzata da costumi eleganti
e raffinati e accompagnata da una musica .dal toni quasi IIrlci
3) La danza di origine cittadina (Raqs beledi, nata più recentemente all'inizio
del XX secolo), che vede fondersi la musica jazz d'oltreoceano con i toni classici
della tradizione egizia. La danza Beledi e quella Shaabi, che prevedono passi
anche per ballerini a differenza della danza classica, la Sharqui, che è riservata
esclusivamente alle donne.
Attenzione per ogni parte del corpo
Durante la lezione di danza vengono esercitate varie parti del corpo: a partire dai piedi che movendosi velocemente sul pavimento stabiliscono un contatto con la terra e disegnano con la punta delle dita dei simboli sacri. Le gambe sembrano essere indipendenti dal resto del corpo e si muovono con forza e sensualità. La parte centrale del corpo, il bacino, si muove ondeggiando e simbolicamente risveglia l'energia vita!e della donna. I movimenti del ventre e del bacino sono solitamente suddivisi in movimenti lunari (sinuosi e ondulatori) e solari (ritmici, forti, dinamici,scattanti) che corrispondono ognuno a diverse figure di danza. Nella parte superiore del corpo i gesti si fanno più delicati e suggestivi: spalle, seno, braccia e mani sono caratterizzati da flessuosi movimenti. Il seno in particolare ha una connotazione sacra per gli egiziani poiché il suo movimento proviene dalla parte del corpo in,cui si trova il cuore, simbolo di amore infinito.
Musica, costumi e veli
Anticamente la musica che accompagnava queste antiche danze era suonata con strumenti a corda come l'arpa o l'alaude, una sorta di chitarra. Le melodie venivano suonate con flauti doppi mentre il ritmo veniva reso con strumenti a percussione come tamburi, tamburelli e dei piccoli cembali metallici tenuti tra le punte del dito medio e del pollice, chiamati. sagat. Oggi le lezioni sono accompagnate da musiche tradizionali rivisitate in chiave moderna o da brani famosi di cantanti che usano i ritmi orientali come Khaled.
Le gonne lunghe
La ballerina di danza egiziana indossa una gonna lunga di tessuto morbido e prezioso come seta, organza o velo. La gonna è solitamente accompagnata da una fascia dello stesso colore che va fissata sui fianchi e da una mantella di tessuto trasparente. Il reggiseno dello stesso colore della gonna è spesso ornato e sorregge il seno con due spalline larghe.
I veli
La presenza del velo è fondamentale per la danza egizia.
La sua consistenza leggera rappresenta il collegamento tra materia
e spirito e contribuisce a sottolineare la natura magica della
danza. Per una danzatrice, il velo rappresenta il grado di iniziazione:
si comincia indossandone uno solo per arrivare a nove, via via
che si migliora.
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