La Raqs Sharqi
Alla lettera Danza Orientale o della Felicità,
ha le sue origini nella notte dei tempi come danza rituale per propiziare
la fertilità della Dea Madre, la Terra.
Nel corso del tempo è scomparsa in molti luoghi, ma ha continuato
ad essere tramandata da madre in figlia dalle donne mediorientali,
soprattutto dalle Ghawasi (zingare) egiziane.
La forma tradizionale è stata sempre più offuscata dalla "danza
del ventre", nata, all'inizio del '900, nel Cabaret come danza di seduzione.
Questo termine evidenzia solo una parte del corpo interessata alla danza, allontanandosi
molto dall'idea d'armonia e completezza che ne rappresenta l'essenza.
La Raqs Sharqi con i suoi movimenti pieni di dolcezza, di grazia e
di gioia coinvolge tutto il corpo e risveglia l'energia femminile, favorendo
il crearsi di un equilibrio tra corpo, mente e anima che aiuta la donna
a riscoprire se stessa e a volersi bene.
É una danza adatta a tutte le donne di tutte le età che desiderino
riscoprire con gioia il proprio corpo. Rende flessibile la spina dorsale, tonifica
i muscoli di spalle, pancia e gambe, aiuta a rimuovere i "blocchi" energetici
legati alla vita emotiva e affettiva.
É inoltre utile nella preparazione al parto. La danza si basa su movimenti
isolati e ritmici dei fianchi e delle spalle, e su movimenti fluidi del busto,
delle braccia e naturalmente dei fianchi.
La danzatrice, essendo ben radicata al suolo, attraverso i piedi, si
mantiene centrata nel suo bacino, da dove tutti i movimenti cominciano
e finiscono. Il resto del corpo si mantiene stabile e rilassato (senza
tensione nella parte alta del corpo, nella testa o nel collo) tanto
da poter portare una pentola sulla testa mentre danza, senza farla cadere.
L'immagine di un albero - stabile e fortemente radicato alla terra (i
piedi sono le radici) ma flessibile e modellabile é la figura
cui si può far riferimento. Il respiro é utile per rilassare
e centrare il corpo.
Le gambe, le articolazioni delle ginocchia e delle caviglie sono in realtà il
motore dei movimenti e lavorano costantemente, anche se non esprimono forme
direttamente e sono sempre coperte dal costume della danzatrice. Ricordiamo
che la Raqs Sharqi é ballata principalmente con i piedi piatti e nudi
(specialmente nel Folk e nel Baladi).
Nei corsi e negli spettacoli lavoriamo con diversi stili di danza egiziana
che mostrano diversi aspetti della vita e della cultura di questo popolo.
La Raqs Sharqi si divide in diversi stili: Folk, Baladi, danze di Corte, zar
e faraonico che si basano su di un comune vocabolario di movimento, ma l'emozione
e l'accento variano.
stile FOLK
Per identificare il vero carattere di una nazione é molto
importante lo studio delle danze rurali o folcloristiche. Molte di
queste danze tradizionali sono leggermente cambiate nel corso dei
secoli ma la forza erosiva della modernità non ha ancora toccato
la loro essenza. Nel Medio-Oriente, le danze folcloristiche condividono
un linguaggio di movimenti molto simili fra loro, come risultato
dell'unità e integrazione dell'influenza della civiltà Arabo-Musulmana
(dal 7° al 15° sec. sotto il regno Ottomano). In Egitto la
musica e la danza Sha'abi, che significa "del popolo",
sono le più semplici espressioni popolari, di provenienza
rurale.
Nello Sha'abi si possono distinguere diversi tipi di musiche e danze
secondo le regioni, fra queste il Sai'di, tipica dell'Alto Egitto, é l'espressione
musicale più popolare cui si collega la Raqs Sharqi.
La musica Sai'idi é particolarmente forte, notevole per
la sua complessità e la ricchezza della struttura ritmica.
I Musicisti del Nilo sono il gruppo più rappresentativo di questa tradizione
arcaica, forse già esistente nell'Antico Egitto, che con i suoi suoni
gravi e quasi stridenti ci riporta indietro nei millenni.
I MAWWAL, canti o poemi epici improvvisati in dialetto con espressioni di lamento;
il ritmo incisivo della "TABLA"; i suoni melanconici dell'ARGHOOL
e della RABABA; il suono penetrante del MIZMAR, tutto porta a ricreare la scena
di una festa di villaggio, animata dalla danza delle Ghawazi, le danzatrici
zingare egiziane, prima che cadessero in declino. Le danze con il bastone maschili,
successivamente imitate dalle donne, sono elemento essenziale di ogni festa.
Nei nostri spettacoli, al suono di musiche tradizionali e vestite come zingare,
cerchiamo di ricreare l'atmosfera del villaggio in festa.
stile BALADI
Il termine Baladi significa "nativa" o "appartenente
al paese" facendo riferimento sia alle radici culturali rurali
sia alla qualità di contatto con la terra, di "grounding" della
danza e della musica.
Il Baladi può essere definito la forma urbana della Raqs Sharqi. Sebbene
sia nato all'inizio del 1900, durante il periodo del protettorato britannico
sull'Egitto (1882-1922) che porterà grandi trasformazioni economiche e
sociali al paese, ai margini delle città egiziane, il Baladi ha le sue
radici nei vecchi ritmi, nelle danze e nelle canzoni delle campagne, portate
in città durante le grandi migrazioni interne della popolazione delle
campagne verso la città, alla ricerca di lavoro e condizioni di vita meno
dure.
Contemporaneamente penetrarono nelle città del XX° sec. le tradizioni
musicali dell'Occidente e fra il popolo serpeggiava il "Jazz" e altri
idiomi popolari come il "rhythm and blues" che influenzarono da vicino
l'evoluzione del Baladi. Esso nasce, infatti, dalla fusione delle tradizioni
popolari Egiziane con la musica dell'Ovest urbano - è una nuova forma
di arte popolare che rimane tuttavia completamente Egiziana nella struttura e
nel carattere.
Esso si esprime attraverso un grande uso dell'improvvisazione dei vari strumenti,
su di uno stesso schema ritmico. Gli strumenti tipici di questa nuova, vibrante
e dinamica musica sono: la Tablah (tamburo a clessidra), il Doff (tamburo a cornice),
il Mazhar (tamburo a cornice con cimbali metallici), il Nay (flauto di bambù),
la tastiera e più recentemente la fisarmonica, il sassofono, il clarinetto
e la tromba.
Le danzatrici e i musicisti-compositori più innovativi appartenevano
alle famiglie di artisti che vivevano e lavoravano, all'inizio del
sec., in "Moammed Alì Street", una delle aree più famose
nel cuore del Cairo, fino alla loro graduale scomparsa, alla fine
degli anni '50-'60
I movimenti sono generalmente CONTENUTI, quasi timorosi. Si usa la metà inferiore
della schiena, le braccia sono sempre vicine al corpo e la danza é eseguita "sul
posto", con camminate eseguite con piccoli passi. L'abito tradizionale é uno
stretto tubino con due spacchi laterali, che permettono alle gambe di muoversi.
stile SHARQI
Nel mondo Arabo insieme alla musica e alla danza folcloristica,
o arte semplice e spontanea praticata da tutti e accettata dall'Islam, é sempre
esistita una danza colta. Era danzata da professioniste ed aveva
una grande importanza nella vita e nella cultura delle classi dominanti
e nelle corti, di cui animava i festini e le riunioni gioiose nel
fasto più assoluto. Nel X° sec. a.C. Ibn Khaldun, filosofo
arabo così scrisse: a questa epoca si ricercava sia nel campo
dei giochi sia in quello dei divertimenti, tanto da inventare tutto
un apparato di danze, di vestiti, di bastoni e canti composti espressamente
per regolare i movimenti delle danzatrici. Ciò creò una
vera e propria professione a parte.
Era una danza che richiedeva una lunga preparazione ed era per lo più eseguita
dalle colte cortigiane, che oltre a saper danzare erano anche istruite nella
musica, nella letteratura, nella poesia e, si dice, anche nell'arte amorosa.
Nella danza di Corte i movimenti sono caratterizzati da estensioni
arabesche della spina dorsale e dei fianchi accompagnate da un'espansione
nello spazio con grandi passi. Il ritmo e la musica sono complesse
e suonate da vere e proprie orchestre. A differenza del Folk e del
Baladi i talloni possono essere sollevati per allungare l'intera
linea del corpo, ma la qualità del contatto con la terra rimane
la stessa.
Il Cabaret dagli anni 1920-50 ha ripreso quest'antica tradizione cercando di
riprodurne le musiche e le danze. Da questo stile commercializzato nasce la "Danza
del ventre". Il ritmo e la musica sono complesse e suonate da vere e proprie
orchestre.
lo ZAR
Lo Zar é una cerimonia antichissima
legata probabilmente alle danze sciamaniche delle civiltà primitive.
Questo rituale é una porta aperta verso la danza pura, totalmente
spontanea e frutto di esigenze reali. L'uomo primitivo si sentiva
circondato da spiriti e forze che governano la vita e pensa di
poterle conoscere e dominare attraverso la magia. La magia avviene
quando il danzatore, attraverso una danza sfrenata che provoca
l'ebbrezza, permette alla sua coscienza di abbandonare il corpo
e l'Io, aprendosi a quei contenuti inconsci che sabotano la vita
cosciente e provocano la malattia, e di raggiungere una quiete
mistica che gli permette di capire e fare amicizia con questi contenuti
inconsci o "spiriti" e crescere insieme a loro.
Lo Zar é stato inglobato dall'Islam perché era troppo radicato
per essere cancellato. É usata come danza di guarigione ed é eseguita
per lo più da donne. Le danze possono durare a lungo e s assumono l'aspetto
del cerchio mistico, nel quale la forza dei partecipanti, che danzano in maniera
sfrenata nel cerchio, seduti o in piedi, si riversa sulla persona che sta al
centro, creando così una sacra unione che permetterà la guarigione.
Per favorire la trance si fa un grande uso di erbe e fiori odorosi, d'incenso
e di bevande e di una musica a ritmo binario piuttosto costante e ripetitiva
in continuo crescendo.
Il canto a frasi alterne é associato ai diversi spiriti, di cui esalta
caratteristiche e desideri.
Lo Zar non é una forma di spettacolo, ma un rito segreto.
le Danze Faraoniche
Le danze faraoniche s'ispirano alle
danze rituali dell'Antico e Medio Regno, quando i danzatori e le
danzatrici di professione venivano Iniziati all'arte della danza
e preparati a comprendere le realtà spirituali dell'uomo
oltre il piano fisico.
La danza acquistava così una Purezza cristallina ed assumeva una funzione
esclusivamente sacra (questa danza è da sempre inclusa sia nei miei corsi
sia dei miei spettacoli).