Nelle
antiche civiltà del bacino mediterraneo alcune donne consacravano
la propria danza a divinità femminili custodi dei raccolti
e garanti della fecondità, divenendo esse stesse strumenti
della potenza divina ed incarnazione della prosperità sulla
terra.
Le donne del Medio Oriente e del Nord Africa
hanno conservato tracce di questo rito nella vita quotidiana, consacrando
alla propria femminilità elaborati e minuziosi procedimenti
nella cura del corpo, che hanno lisciato con unguenti, profumato
di essenze, decorato con henné e tinture, vestito di tessuti
preziosi e monili.
Hanno concepito un'idea della bellezza inscindibile da quella di
Salute e Benessere, così come hanno ritenuto insignificante
ogni qualità solamente "esteriore" se non accompagnata
da virtù e da una "bellezza interiore".
Una danza la cui essenza è armonia,
equilibrio, eleganza e sinuosità nei movimenti e che esprime
gioia e vitalità, rappresenta quindi il "gioiello"
più indicato a valorizzare questo tipo di fascino.
Come protagonisti di un'era di trasformazione e cambiamento possiamo
attingere a questa antica sapienza dandole una nuova forma ed un
diverso significato, con uno spirito "libero" da pregiudizi,
condizionamenti e false emancipazioni.
Possiamo connetterci con questa ancestrale potenza femminile per
arricchire la nostra individualità ed esplorare attraverso
il gioco della danza il nostro mondo interiore.
I movimenti del tronco e del bacino ci ricollegano
con il nostro "centro", ci riportano alla terra ed alle
nostre radici, risvegliando e riequilibrando i centri energetici,
un invito a tutte le donne (e non solo!) che ricercano una tecnica
di movimento elegante e raffinata, un nuovo modo di vivere la propria
sensualità, un diverso approccio con un'altra cultura.