Nella danza orientale originale, non esiste una coreografia precisa, perciò la danzatrice solista è libera di improvvisare a seconda dei sentimenti che prova: dolcezza, rabbia, gioia, amore o malinconia vengono espressi con i movimenti del corpo e la mimica facciale.
Questo e' catartico: e' una come una terapia che calma i pensieri
e la mente.
Essere "qui e adesso", lasciarsi guidare dall'emozione e trasmettere questa
stessa emozione al pubblico.
Questa è probabilmente la ragione per cui danzando ci si sente bene,
in pace e cariche di energia.
La danza orientale si basa quindi sullo studio tecnico dell'isolazione
del corpo, ma anche e soprattutto sull'improvvisazione che viene dal
cuore.
Ballare senza "sentire" la musica è come fare una lezione di ginnastica.
Lo spettatore deve intuire dal tipo di movimento, dalla sua intensità e
dallo sguardo della danzatrice cosa essa vuole comunicargli di ancora
più profondo.
Ci sono infatti danzatrici che durante la danza non si muovono affatto dal
posto in cui si trovano ma trasmettono lo stesso tutta la loro anima danzando.
L'apprendimento di questa danza consiste quindi sia nel conoscere la tecnica, i movimenti, i passi, i ritmi, gli strumenti, la cultura ma anche imparare a sviluppare il proprio carattere e la propria individualità, dove la danzatrice può esprimere secondo il suo ascolto la propria abilità interpretativa.
L'improvvisazione possiamo idealmente dividerla in due momenti:
-'Solo' di percussioni: improvvisazione con movimenti vigorosi delle parti
del corpo, soprattutto dei fianchi al ritmo delle tabla
-'Taqsim': improvvisazione melodica, caratterizzata dai movimenti lenti e molto
coinvolgenti a livello emotivo, che segue lo strumento melodico portante.
Paradossalmente per poter improvvisare è quindi assolutamente necessario studiare molto per arrivare ad avere un'ottima conoscenza della differenza di stili, ritmi e strumenti utilizzati in una routine di danza.