Il Sufismo é conosciuto come la Via del Cuore, la Via del
puro, mistico cammino dell'Islam.
Con qualunque nome lo vogliate chiamare, é il sentiero che
conduce il ricercatore alla Presenza Divina.
La musica sufi, per le sue caratteristiche spirituali e meditative,
aiuta i credenti ad avvicinarsi a Dio. Il rituale prevede una danza
rotatoria dove generalmente la mano sinistra è abbassata verso
la terra mentre la mano destra è girata verso il cielo.
Il danzatore diviene così il medium tra la terra ed il cielo.
La musica è dominata dal nay (flauto verticale) che ha un ruolo mistico
nella musica turca, i küdum (piccoli timpani in cuoio ricoperti di pelle
di capra) e gli halile (piatti in rame).
Un grande poeta mistico del 13 sec., Celatettin Rûmi scriveva:
"Molte strade portano a Dio. Io ho scelto quella della danza e della musica".
Il canto cerimoniale è basato soprattutto su poemi tratti dal
Masnavi o da altri scritti di Rûmi.
La trama contiene due concetti dervisci di base: il raggiungimento dell'estasi
attraverso la danza e il ruolo potentissimo della danza nell'ottenimento di
questo stato.
Quando questo stato è raggiunto, la musica dei percussionisti,
dei cantanti e dei musicisti si ferma ma i dervisci, nel loro stato
di estasi, continuano a roteare nel silenzio.
(Si dice che quando un derviscio raggiunge l'estasi, può accadere che
i suoi piedi non tocchino più terra).
La voce di un flauto solitario infine li riporta lentamente alla realtà.
Queste danze, secondo i Dervisci Rotanti, sono il loro modo per allontanare la mente da ogni contatto con le cose terrene e per far si che le loro anime si allontanino dai corpi così da potersi riunire a Dio.
In Turchia la tradizione dei Dervisci (una parola persiana che significa "monaco
implorante") Sufi rappresenta un alto sviluppo della particolare arte
di comunicare con il divino attraverso la danza. L'educazione di un
derviscio è particolarmente ardua e consiste in 1001 giorni di
penitenza e prevede il digiuno e la meditazione.
Per apprendere la loro danza, i Dervisci bloccano due dita del piede al pavimento;
in questo modo essi imparano a mantenere regolare e disciplinata la loro rotazione.
Mentre rotea il Derviscio appoggia il suo peso sul piede sinistro e allorché la
rotazione acquista velocità, sulle dita del piede sinistro, mentre la
gamba destra dà slancio alla rotazione.
Per evitare il capogiro, il derviscio tiene la testa leggermente inclinata
verso destra e gli occhi fissi sul palmo della mano sinistra.